Variazione delle condizioni di posa lungo il percorso
Nell'adeguamento di un impianto esistente (sistema TN) trovo la seguente situazione.
I cavi in uscita dal quadro generale di Bassa tensione di cabina sono posati per un tratto di circa 2 m all'interno di tubazioni incassate nella muratura.
Tutto il resto del percorso si sviluppa all'interno di canalizzazioni metalliche IP4X posate a parete in un cunicolo ispezionabile e ventilato.
Secondo la CEI 64-8 art. 523.7 debbo calcolare la portata delle conduttura facendo riferimento al tratto con le condizioni di posa peggiorative dal punto di vista termico, senza sconti perché le tubazioni sono incassate.
Così facendo per parecchie condutture non è verificata la protezione da sovraccarico e dovrei sostituire in alcuni casi le protezioni, in altri i cavi.
Ma i valori di portata indicati nella tabella CEI UNEL 35024/1 sono estremamente cautelativi, calcolati nell'ipotesi che tutti i circuiti siano percorsi contemporaneamente da una corrente pari alla loro portata Iz e che questa sia presente 365 giorni all'anno, cosa che ovviamente non è. Anzi nel mio caso l'impianto è fermo per almeno 8 mesi all'anno.
In considerazione di questo io ritengo più realistico effettuare il calcolo in base alla condizione di posa prevalente (posa in canale). La norma non lo consente, ma il rispetto rigoroso della norma mi sembra veramente troppo punitivo e difficilmente proponibile al cliente.
In fondo anche i software di calcolo consentono di adottare un coefficiente correttivo della portata
>1 a discrezione del progettista.
Che ne pensate?
Qualcuno si è già trovato in una situazione del genere?
I cavi in uscita dal quadro generale di Bassa tensione di cabina sono posati per un tratto di circa 2 m all'interno di tubazioni incassate nella muratura.
Tutto il resto del percorso si sviluppa all'interno di canalizzazioni metalliche IP4X posate a parete in un cunicolo ispezionabile e ventilato.
Secondo la CEI 64-8 art. 523.7 debbo calcolare la portata delle conduttura facendo riferimento al tratto con le condizioni di posa peggiorative dal punto di vista termico, senza sconti perché le tubazioni sono incassate.
Così facendo per parecchie condutture non è verificata la protezione da sovraccarico e dovrei sostituire in alcuni casi le protezioni, in altri i cavi.
Ma i valori di portata indicati nella tabella CEI UNEL 35024/1 sono estremamente cautelativi, calcolati nell'ipotesi che tutti i circuiti siano percorsi contemporaneamente da una corrente pari alla loro portata Iz e che questa sia presente 365 giorni all'anno, cosa che ovviamente non è. Anzi nel mio caso l'impianto è fermo per almeno 8 mesi all'anno.
In considerazione di questo io ritengo più realistico effettuare il calcolo in base alla condizione di posa prevalente (posa in canale). La norma non lo consente, ma il rispetto rigoroso della norma mi sembra veramente troppo punitivo e difficilmente proponibile al cliente.
In fondo anche i software di calcolo consentono di adottare un coefficiente correttivo della portata
>1 a discrezione del progettista.
Che ne pensate?
Qualcuno si è già trovato in una situazione del genere?