luigi_48 ha scritto:Buona sera.
Salve
luigi_48luigi_48 ha scritto:Avrei un quesito da porre in discussione, del quale non sono certo della risposta che mi son dato
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luigi_48 ha scritto:Supponiamo di poter avere accesso ad una rete monofase (ma anche trifase) a monte di un contatore di energia e del relativo salvavita.
quindi una situazione del genere ..
luigi_48 ha scritto:Supponiamo di applicare una pinza amperometrica ( ad esempio ad un paio di metri a monte del contatore)
ovvero, qualcosa del tipo ..
luigi_48 ha scritto:su uno dei due conduttori ed iniettare con questa una corrente di 1 Amp a frequenza industriale.
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luigi_48 ha scritto:Calma. ..
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ben detto; pertanto è fondamentale fissare alcuni punti, ed il primo come già ti hanno correttamente scritto, "la pinza amperometrica è uno strumento di misura, ovvero opportunamente collegato o inserito su un circuito rileva l'ampiezza dell'intensità di corrente che fluisce in quel tratto di circuito interessato".
La pinza amperometrica fonda il suo principio di misura sull'utilizzo e sulle caratteristiche di un trasformatore amperometrico, brevemente indicato con TA. Quest'ultima realizza proprio la "pinza" dello strumento che andrà ad abbracciare il conduttore sottomisura, dal quale sentirà il passaggio dell'intensità di corrente sul conduttore, sfruttando le leggi dei circuiti magnetici che caratterizzano i trasformatori, sarà poi compito dei circuiti della pinza amperometrica leggere il valore fornito dal TA e convertirlo in un valore leggibile sul proprio display.
Pertanto, tanto con la pinza amperometrica, quanto con un TA si può apprezzare il passaggio dell'intensità di corrente in un conduttore, ma non iniettare.
Poi come , ti hanno giustamente fatto osservare,l'intensità di corrente che fluisce in un conduttore è funzione dell'assorbimento da parte del carico, pertanto non puoi iniettarla, per variarla dovrai variare le condizioni di carico a valle dello strumento o del punto di misura.
Quindi, supponendo una variazione del carico a valle del punto di misura, o a valle del contatore, si potrebbe dire che ..
Secondo voi il salvavita che sta a valle del contatore scatta?
l'interruttore differenziale a valle del contatore (alias salvavita, nome comune ma errato), interviene se è presente un guasto verso terra (differenza vettoriale delle correnti), o se il valore della sua corrente nominale è superato; entrambe le condizioni possono essere determinate dal carico/chi collegati a valle dell'interruttore differenziale.
luigi_48 ha scritto:Secondo me no.
Come scritto, se si superano le caratteristiche dell'interruttore differenziale a valle dello stesso, interviene.
luigi_48 ha scritto: Ma se invece di iniettare una correte di 1 Amp a frequenza industriale la iniettassi ad una frequenza più bassa, forse scatterebbe.
Come già scritto, non è possibile "iniettare un'intensità di corrente", mentre è possibile variare la frequenza di alimentazione in un circuito, con opportuni dispositivi; fermo restando che l'interruttore differenziale ha dei range di lavoro per frequenze di ordine elevato e categorie di rispetto, pertanto andrebbe individuato il tipo di applicazione.
Scatterebbe perché ad una frequenza più bassa le bobine amperometriche del contatore non riuscirebbero a sbarrarne il transito e nel toroidale del salvavita il flusso concatenato diverrebbe diverso da zero.
Voi che ne dite?
Che un TA come detto, è un componente di misura, e non svolge ne la funzione di iniettare un'intensità di corrente e tantomeno svolge la funzione di blocco per intensità di correnti a frequenza diversa da quella nominale di funzionamento.