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Differenza pratica tra fusibili ceramici e in vetro

MessaggioInviato: 22 giu 2022, 19:38
da HisDudeness
Buondì! Mi è saltato il fusibile della cappa aspirante della cucina. Ora, sono un completo profano sull'argomento, quindi mi sono dovuto informare da zero, ma qualche particolare non mi è ancora chiaro.

Il fusibile che è saltato (per colpa mia, era già dentro di fabbrica e funzionava da anni, quindi lo rimetterei identico) è un T4AH250VP, cilindrico 5x20, di ceramica. Quello che ho evinto dalla sigla, correggetemi se sbaglio, è:

  • T: Intervento lento, cioè non salta istantaneamente appena viene superata la corrente limite, ma interviene solo se il superamento dovesse essere costante per una certa durata
  • 4A: Questa è ovviamente l'intensità di corrente limite, 4 Ampere
  • H: Su questa lettera non ho trovato in realtà molte informazioni. Mi era capitato di leggere stesse per alta (High) capacità di rottura, contrapposta alla L di Low, però non ho capito cosa voglia dire all'atto pratico la capacità di rottura, né sono riuscito a ripescare il sito dove avevo letto questa informazione
  • 250V: Questa indica ovviamente la tensione di esercizio
  • P: Conforme alla direttiva RoHS, quindi senza piombo. Non molti fusibili riportano questa lettera, non so se sia perché si dà per scontato o se perché in effetti si trovino più frequentemente fusibili con piombo, ammesso che si possano vendere

Ora, la mia domanda riguarda il materiale: non riesco a trovare i fusibili ceramici in nessun negozio da elettricista, solo su internet da pochi venditori e a peso d'oro. Sentendo varie persone (periti, negozianti, ecc.) ottengo risposte contrastanti: meglio tenerlo dello stesso materiale, non fa differenza... mi pare di aver capito che tutti i fusibili ceramici siano H, mentre quelli di vetro sono L. Ora, a parità di tutti gli altri parametri, devo cercarne per forza uno ceramico? O posso rimpiazzarlo con uno vetroso?

Re: Differenza pratica tra fusibili ceramici e in vetro

MessaggioInviato: 22 giu 2022, 20:00
da setteali
Per quello che so ioe non ne ho la certezza, perché non me ne sono mai preoccupato di approfondire :mrgreen:
Il fusibile in ceramica viene usato nei punti dove può esserci pericolo d'incendio.
Perché nel caso di corto netto,quello in vetro tende ad esplodere invece quello in ceramica no.
Quindi se ti è possibile rimetterei un fusibile in ceramica, è vero che costa di più ma svolge una funzione moltoparticolare.

Re: Differenza pratica tra fusibili ceramici e in vetro

MessaggioInviato: 23 giu 2022, 22:21
da mario_maggi
Foto UtenteHisDudeness,
hai spiegato bene la composizione della sigla.
I fusibili T sono lenti, detti anche ritardati,in quanto il filo metallico fusibile è a contatto con la polvere/sabbiolina che lo raffredda un po', ritardando la fusione.
Ci sono anche i fusibili in vetro con la sabbiolina che hanno lo stesso comportamento.
La polvere o sabbiolina aiutano anche a spegnere la fiamma dell'arco che si forma subito dopo la fusione, quindi la loro presenza determina la caratteristica H o L. Il fusibile in aria è L e non riesce ad interrompere una forte corrente, mentre l'H ce la fa.
Ciao
Mario

Re: Differenza pratica tra fusibili ceramici e in vetro

MessaggioInviato: 23 giu 2022, 23:51
da boiler
mario_maggi ha scritto:I fusibili T sono lenti, detti anche ritardati,in quanto il filo metallico fusibile è a contatto con la polvere/sabbiolina che lo raffredda un po', ritardando la fusione.

Questo non è vero. Infatti si trovano parecchi fusibili di tipo T senza sabbia e con corpo in vetro.
La caratteristica T si ottiene con un filo piú spesso, in grado di assorbire piú calore, spesso avvolto su un supporto ceramico (una specie di tubetto attorno al quale si trova il filo).

Per garantire l'intervento a correnti basse ma di lunga durata, spesso c'è una sezione piú sottile, caricata da una molla che "strappa" il filo ad una certa temperatura, oppure il filo è stagnato in un punto che costituisce il punto di rottura. In certi fusibile quanto puntino di stagno si vede bene sul filo.

La polvere o sabbiolina aiutano anche a spegnere la fiamma dell'arco

Non "anche", è la loro sola funzione.

Boiler

Re: Differenza pratica tra fusibili ceramici e in vetro

MessaggioInviato: 24 giu 2022, 12:31
da boiler
Qui si vedono due fusibili di tipo T. Quello in alto è da 50 mA, quello in basso da 400 mA.
Si vedono bene le differenti tecnologie che ho descritto sopra.

fus_t_1.jpg


Qui si vede il dettaglio di quello da 50 mA, nella parte tra le due molle.
Quel bitorzolo non è un difetto di produzione, è la pallina di stagno che fa sì che quello sia il punto debole in cui il fusibile si interromperà.

fus_t_2.jpg


Boiler

Re: Differenza pratica tra fusibili ceramici e in vetro

MessaggioInviato: 24 giu 2022, 12:39
da SediciAmpere
Come mai aggiungere una pallina di stagno indebolisce quel punto?

Re: Differenza pratica tra fusibili ceramici e in vetro

MessaggioInviato: 24 giu 2022, 13:15
da Etemenanki
Differenza della temperatura di fusione, lo stagno fonde a temperatura molto piu bassa del rame o dei metalli che in genere si usano per realizzare il filamento dei fusibili, inoltre in quel modo si possono realizzare fusibili per correnti anche molto piccole (50mA, appunto, e' uno di quei valori) senza dover usare fili talmente sottili da rischiare di rompersi per stress meccanici in fase di assemblaggio del fusibile stesso.

Re: Differenza pratica tra fusibili ceramici e in vetro

MessaggioInviato: 6 lug 2022, 19:18
da HisDudeness
Ringrazio tutti tantissimo per le risposte. Non solo ho avuto delle informazioni utili a scegliere l'articolo sostitutivo, ma delle interessantissime informazioni sulle tecnologie utilizzate e il funzionamento "under the hood" dei fusibili. Molto, ma molto apprezzate.

Ho poi ritrovato l'unica fonte da cui avevo trovato informazioni vagamente chiare sulla correlazione tra materiale e L/H (e che non riuscivo più a reperire), era un post su reddit. Non lo trovavo perché la domanda da cui parte era un'altra (la differenza tra VP e soltanto V alla fine della sigla), e quindi cercando la differenza tra vetrosi e ceramici non lo acchiappavo più. In effetti anche lì si dice che la H, alta capacità di rottura, caratterizza i fusibili ceramici che non si rompono sparpagliando pezzi in caso di sovraccarico. Se l'avessi trovato prima avrei forse evitato di aprire il post qui, ma visti gli interessanti approfondimenti che ne sono scaturiti sento che non è stato inutile.

In definitiva: se non sei un esperto in grado di giudicare se la rottura fisica del corpo del fusibile possa costituire un pericolo nella posizione in cui si trova, limitati a fidarti di chi ha posizionato il fusibile preesistente e prendilo uguale. Mi spiace solo che tutti i negozi che ho contattato, per quanto grandi e attrezzati, non avessero fusibili ceramici, e ho dovuto quindi prenderli su internet. Su Amazon li ho trovati a circa €5 per un pacco da 10.

Per quanto riguarda la lettera inziale, chiarisco che non ha niente a che fare con il materiale del corpo, esistono T e F sia di vetro che di ceramica. Nel dettaglio, anche se vengono a volte associati alle espressioni inglesi (T)ime delaying, (M)edium acting e (F)ast acting, le lettere derivano dal tedesco e stanno a significare:

· (T)räge: pigro, rallentato
· (M)ittelträge: medio-lento
· (F)link: rapido, veloce, agile

Le lettere T e F possono essere ripetute nel caso la caratteristica sia ancora più accentuata. Quindi, nell'ordine dal più "lento" al più "veloce", i tipi di fusibile sono: TT, T, M, F, FF

Inoltre, il post di reddit dice che la P finale sta per "conforme alle direttive RoHS, quindi senza piombo. In realtà, si trova rarissimamente indicata (cercando di comprare quel fusibile ho trovato i risultati quasi azzerati aggiungendo P alla sigla), ma ciò non vuol dire che ci sia piombo. Suppongo, qualche esperto potrà confermare o smentire, che vengono venduti solo fusibili che rispettano quel regolamento. Infatti, i fusibili che ho acquistato hanno il simbolo RoHS compliant sulla scatola, ma non hanno la P nella sigla. Immagino si sottointenda, come ovvia.