Promiscuità sistema TN-S e TT
In uno stabilimento (sistema TN-S, neutro compensato) viene realizzata una palazzina adibita a laboratorio di analisi chimico-fisiche, con l’impiego di apparecchiature di laboratorio estremamente sofisticate. Fin dall’inizio le apparecchiature di analisi soffrono di malfunzionamenti e/o danneggiamenti. La causa viene individuata (?) dai responsabili della produzione nella presenza della cabina di trasformazione M/BT, per cui si decide di staccare il laboratorio dal sistema TN-S alimentandolo con una fornitura TT dedicata. La terra del laboratorio rimane quella esistente, facente capo alla rete di terra del sistema TN-S. I disturbi permangono.
Chiamato ad intervenire decido di effettuare una serie di interventi di adeguamento degli impianti elettrici, incredibilmente privi di progetto e DICO. Tra gli interventi prevedo l’installazione di un sistema coordinato di SPD di classe I, II e III a vari livelli per proteggere dalle sovratensioni impulsive provenienti dalla rete. I disturbi, seppur con minore frequenza, continuano a verificarsi.
I tecnici delle case costruttrici delle apparecchiature imputano i problemi alla occasionale presenza di tensioni sulla rete di terra. In effetti la rete MT che alimenta la cabina è abbastanza problematica, interessata da frequenti guasti verso terra e aperture delle protezioni del distributore. Non posso escludere che la circolazione delle correnti di guasto a terra lato MT sulla resistenza di terra di cabina (pari a 1,6 Ohm) possa generare occasionali innalzamenti della tensione del centro stella verso terra e quindi del N e del PE.
Io non ho fatto separare la terra del laboratorio da quella dello stabilimento perché mi sembrava più corretto ai fini dell’equipotenzialità. Separare le terre in maniera certa è difficile, non esistono schemi o planimetrie, chissà cosa corre sotto l’asfalto o il cemento, potrebbero esserci connessioni di fatto o intenzionali tra le terre. Nel dubbio ho preferito tenere tutto collegato.
Ma ora sono pressato dal committente a realizzare questa separazione che su tutte le bibbie elettrotecniche è indicata come problematica e portatrice di guai e sono pieno di dubbi.
Qualcuno si è già trovato in situazioni simili?
Chiamato ad intervenire decido di effettuare una serie di interventi di adeguamento degli impianti elettrici, incredibilmente privi di progetto e DICO. Tra gli interventi prevedo l’installazione di un sistema coordinato di SPD di classe I, II e III a vari livelli per proteggere dalle sovratensioni impulsive provenienti dalla rete. I disturbi, seppur con minore frequenza, continuano a verificarsi.
I tecnici delle case costruttrici delle apparecchiature imputano i problemi alla occasionale presenza di tensioni sulla rete di terra. In effetti la rete MT che alimenta la cabina è abbastanza problematica, interessata da frequenti guasti verso terra e aperture delle protezioni del distributore. Non posso escludere che la circolazione delle correnti di guasto a terra lato MT sulla resistenza di terra di cabina (pari a 1,6 Ohm) possa generare occasionali innalzamenti della tensione del centro stella verso terra e quindi del N e del PE.
Io non ho fatto separare la terra del laboratorio da quella dello stabilimento perché mi sembrava più corretto ai fini dell’equipotenzialità. Separare le terre in maniera certa è difficile, non esistono schemi o planimetrie, chissà cosa corre sotto l’asfalto o il cemento, potrebbero esserci connessioni di fatto o intenzionali tra le terre. Nel dubbio ho preferito tenere tutto collegato.
Ma ora sono pressato dal committente a realizzare questa separazione che su tutte le bibbie elettrotecniche è indicata come problematica e portatrice di guai e sono pieno di dubbi.
Qualcuno si è già trovato in situazioni simili?