Vecchio cavo... ancora gloria?
In un'attività agricola il cavo montante è interrato e lungo circa 40m.
Attualmente è idoneamente protetto per posa e sezione.
Dobbiamo aggiungere un FV a quello esistente, il nuovo sarà in un'altra posizione.
L'esistente FV, per problemi sostanzialmente dei cavi del DSO, e della lunga distanza dal contatore (oltre ai 40m di cui sopra ha 110m di 3x25 che strozza la linea oltre a un 70mmq lungo 225m) l'estate spesso supera le tensioni di soglia e si stacca.
Approfittando dei nuovi lavori voglio aumentare la sezione del montante esistente (e forse fare un diverso collegamento verso il FV esistente per ridurre la tratta).
Sembra che il montante esistente non sia sfilabile.
Ho trovato un percorso diverso, ma piuttosto agevole con condotti a filo terreno non come l'esistente per non sventrare mezzo giardino; la lunghezza è un poco maggiore.
Vorrei mettere un cavo con sezione maggiorata rispetto alle correnti di utilizzo.
Domanda: è vero che cavi si mettono in parallelo per tipo, sezione e condizioni di posa uguali, ma alla fin fine è solo affinché le correnti si ripartiscano equamente e quindi si possano usare cavi con sezione ciascuna inferiore a quella singolarmente protetta dall'interruttore automatico.
Se il mio interruttore automatico invece riesce a proteggere ciascuno dei cavi come se non ci fosse l'altro, perché comunque non metterli in parallelo se il vecchio è ancora in buono stato?
In sostanza lasciamo al vecchio cavo la possibilità di aiutare il nuovo e continuare a svolgere un po' di glorioso lavoro?
Che ne pensate?
PS. Sì è vero che la caduta di tensione nel tratto non sarebbe sostanziale, ma la domanda è soprattutto sul principio.
Attualmente è idoneamente protetto per posa e sezione.
Dobbiamo aggiungere un FV a quello esistente, il nuovo sarà in un'altra posizione.
L'esistente FV, per problemi sostanzialmente dei cavi del DSO, e della lunga distanza dal contatore (oltre ai 40m di cui sopra ha 110m di 3x25 che strozza la linea oltre a un 70mmq lungo 225m) l'estate spesso supera le tensioni di soglia e si stacca.
Approfittando dei nuovi lavori voglio aumentare la sezione del montante esistente (e forse fare un diverso collegamento verso il FV esistente per ridurre la tratta).
Sembra che il montante esistente non sia sfilabile.
Ho trovato un percorso diverso, ma piuttosto agevole con condotti a filo terreno non come l'esistente per non sventrare mezzo giardino; la lunghezza è un poco maggiore.
Vorrei mettere un cavo con sezione maggiorata rispetto alle correnti di utilizzo.
Domanda: è vero che cavi si mettono in parallelo per tipo, sezione e condizioni di posa uguali, ma alla fin fine è solo affinché le correnti si ripartiscano equamente e quindi si possano usare cavi con sezione ciascuna inferiore a quella singolarmente protetta dall'interruttore automatico.
Se il mio interruttore automatico invece riesce a proteggere ciascuno dei cavi come se non ci fosse l'altro, perché comunque non metterli in parallelo se il vecchio è ancora in buono stato?
In sostanza lasciamo al vecchio cavo la possibilità di aiutare il nuovo e continuare a svolgere un po' di glorioso lavoro?
Che ne pensate?
PS. Sì è vero che la caduta di tensione nel tratto non sarebbe sostanziale, ma la domanda è soprattutto sul principio.