Separazione elettrica + dispositivi di interruzione (dubbi)
buongiorno,
avevo alcune domande su circuito protetto dai contatti indiretti per separazione elettrica:
[linea 230Vac , trasformatore , secondario uscita 230V isolata]
Elenco le domande qui di seguito (1, 2, 3, 4) se qualcuno può dare un parere esperto o un confronto per ciascuna.
1- Nel caso di singolo carico, il solo trasformatore "dovrebbe bastare" per garantire la protezione dai contatti indiretti del carico, senza la necessità di utilizzare dispositivi di interruzione automatica dell'alimentazione (CEI 64-8). E' corretto?
Mi chiedevo però se al secondario sia richiesto comunque un dispositivo di protezione, oppure non è strettamente necessario a livello normativo (sono da considerare doppi guasti), come nei casi seguenti.
2 - se un polo del secondario avesse un primo guasto diretto a terra non è autorilevato, il contatto con il secondo polo (secondo guasto) porta in pericolo l'utente. Un differenziale sul secondario potrebbe intervenire eventualmente solo se il primo guasto verso terra fosse a monte dello stesso. Probabilmente, il primo guasto di un polo a terra si esclude, date le dimensioni ridotte che deve avere il circuito per separazione, e per il fatto che è richiesto di ispezionare e controllare a vista 'isolamento dei cavi. Almeno questa è la spiegazione che mi sono dato io.
3 - con un singolo carico:
generalmente non ho visto schemi con fusibile o magnetotermico: nel caso ci fossero due guasti sul carico, ad esempio entrambi i poli in guasto sulla carcassa/massa, si determinerebbe un cortocircuito e la protezione interverrebbero. Ha senso inserirli o non è strettamente richiesto dalla norma?
4- con più carichi:
questo caso invece è diverso, viene richiesto di collegare le masse dei diversi carichi del circuito separato in comune (non a terra), e di prevedere delle protezioni (fusibili, magnetotermici) di intervento, in modo da proteggere l'utente nel caso di doppio guasto (un polo su un carico, l'altro polo su un secondo carico) con contatto contemporaneo di due apparecchi, creando un cortocircuito e l'intervento delle protezioni. In questo caso, però, non mi è chiaro se è possibile inserire un solo fusibile su un polo, o sono necessari due fusibili su entrambi i poli, o un magnetotermico su entrambi i poli, o se le tre soluzioni effettivamente sono equivalenti.
Grazie mille per l'attenzione
avevo alcune domande su circuito protetto dai contatti indiretti per separazione elettrica:
[linea 230Vac , trasformatore , secondario uscita 230V isolata]
Elenco le domande qui di seguito (1, 2, 3, 4) se qualcuno può dare un parere esperto o un confronto per ciascuna.
1- Nel caso di singolo carico, il solo trasformatore "dovrebbe bastare" per garantire la protezione dai contatti indiretti del carico, senza la necessità di utilizzare dispositivi di interruzione automatica dell'alimentazione (CEI 64-8). E' corretto?
Mi chiedevo però se al secondario sia richiesto comunque un dispositivo di protezione, oppure non è strettamente necessario a livello normativo (sono da considerare doppi guasti), come nei casi seguenti.
2 - se un polo del secondario avesse un primo guasto diretto a terra non è autorilevato, il contatto con il secondo polo (secondo guasto) porta in pericolo l'utente. Un differenziale sul secondario potrebbe intervenire eventualmente solo se il primo guasto verso terra fosse a monte dello stesso. Probabilmente, il primo guasto di un polo a terra si esclude, date le dimensioni ridotte che deve avere il circuito per separazione, e per il fatto che è richiesto di ispezionare e controllare a vista 'isolamento dei cavi. Almeno questa è la spiegazione che mi sono dato io.
3 - con un singolo carico:
generalmente non ho visto schemi con fusibile o magnetotermico: nel caso ci fossero due guasti sul carico, ad esempio entrambi i poli in guasto sulla carcassa/massa, si determinerebbe un cortocircuito e la protezione interverrebbero. Ha senso inserirli o non è strettamente richiesto dalla norma?
4- con più carichi:
questo caso invece è diverso, viene richiesto di collegare le masse dei diversi carichi del circuito separato in comune (non a terra), e di prevedere delle protezioni (fusibili, magnetotermici) di intervento, in modo da proteggere l'utente nel caso di doppio guasto (un polo su un carico, l'altro polo su un secondo carico) con contatto contemporaneo di due apparecchi, creando un cortocircuito e l'intervento delle protezioni. In questo caso, però, non mi è chiaro se è possibile inserire un solo fusibile su un polo, o sono necessari due fusibili su entrambi i poli, o un magnetotermico su entrambi i poli, o se le tre soluzioni effettivamente sono equivalenti.
Grazie mille per l'attenzione