Protezioni contatti indiretti a valle autotrasformatore
In altro thread (https://www.electroyou.it/forum/viewtopic.php?f=3&t=37451) si è accennato all'argomento, ma per non deviare troppo dall'oggetto principale ne apro un altro specifico.
Nel caso di utilizzo di autotrasformatore per modificare i livelli di tensione ed eventualmente ricostruire il neutro per quelle poche fornitura in cui non viene distribuito (tipicamente i fortunati del centro di Roma) a volte vi sono delle incertezze sulle misure di protezione dai contatti indiretti che devono essere messe in atto.
Supponiamo forniture con sistema TT.
Spesso ho letto che essendo un autotrasformatore le protezioni differenziali a monte della prima porta (non è in effetti un "primario") proteggono anche a valle della seconda porta ("secondario").
Forse occorre fare dei distinguo quando un polo della seconda porta è connesso a terra: nel caso non vi siano connessioni a terra non ci sono dubbi: le protezioni a monte della prima porta proteggono anche ciò che è a valle, questo sia se l'autotrasformatore è monofase sia se è trifase.
Se invece ho un polo della seconda porta connesso a terra le cose si complicano.
A mio avviso il circuito di guasto non investe anche la prima porta e le protezioni a monte di essa non possono intervenire.
Se l'autotrasformatore (come nel 99,99% dei casi in oggetto) è posizionato nello stesso edificio dell'impianto utilizzatore allora, dovendo l'impianto di terra essere unico, le masse sono per forza di cosa collegate al centro stella dell'autotrasformatore trifase (o ad un polo se monofase) direttamente e quindi il sistema diviene sicuramente un TN-S:
caso A) della figura seguente
ma anche se per ipotesi (e sbagliando) il centro stella dell'autotrasformatore fosse collegato ad un impianto di terra differente da quello degli utilizzatori, si potrebbe pensare ad un sistema TT anche a valle dell'autotrasformatore, ma a mio avviso non è così.
Perché vi sia un sistema TT le terre del generatore e degli utilizzatori devono essere indipendenti e due paline a pochi metri di distanza (e con numerosi altri dispersori di fatto o intenzionali nelle vicinanze) non lo sono: perché la corrente di guasto dovrebbe seguire il circuito punteggiato in figura B) invece di quello elettricamente più economico mostrato in tratteggio largo?
Nel caso di utilizzo di autotrasformatore per modificare i livelli di tensione ed eventualmente ricostruire il neutro per quelle poche fornitura in cui non viene distribuito (tipicamente i fortunati del centro di Roma) a volte vi sono delle incertezze sulle misure di protezione dai contatti indiretti che devono essere messe in atto.
Supponiamo forniture con sistema TT.
Spesso ho letto che essendo un autotrasformatore le protezioni differenziali a monte della prima porta (non è in effetti un "primario") proteggono anche a valle della seconda porta ("secondario").
Forse occorre fare dei distinguo quando un polo della seconda porta è connesso a terra: nel caso non vi siano connessioni a terra non ci sono dubbi: le protezioni a monte della prima porta proteggono anche ciò che è a valle, questo sia se l'autotrasformatore è monofase sia se è trifase.
Se invece ho un polo della seconda porta connesso a terra le cose si complicano.
A mio avviso il circuito di guasto non investe anche la prima porta e le protezioni a monte di essa non possono intervenire.
Se l'autotrasformatore (come nel 99,99% dei casi in oggetto) è posizionato nello stesso edificio dell'impianto utilizzatore allora, dovendo l'impianto di terra essere unico, le masse sono per forza di cosa collegate al centro stella dell'autotrasformatore trifase (o ad un polo se monofase) direttamente e quindi il sistema diviene sicuramente un TN-S:
caso A) della figura seguente
ma anche se per ipotesi (e sbagliando) il centro stella dell'autotrasformatore fosse collegato ad un impianto di terra differente da quello degli utilizzatori, si potrebbe pensare ad un sistema TT anche a valle dell'autotrasformatore, ma a mio avviso non è così.
Perché vi sia un sistema TT le terre del generatore e degli utilizzatori devono essere indipendenti e due paline a pochi metri di distanza (e con numerosi altri dispersori di fatto o intenzionali nelle vicinanze) non lo sono: perché la corrente di guasto dovrebbe seguire il circuito punteggiato in figura B) invece di quello elettricamente più economico mostrato in tratteggio largo?
