CEI 0-21 - Soluzione con 3 DGL: interpretazioni normative
Buonasera a tutti,
avrei bisogno del vostro parere circa un'interpretazione normativa della CEI 0-21.
La premessa è che nello studio di uno schema d'impianto per una nuova abitazione, lo schema unifilare si avvale della soluzione con 3 DGL in luogo del singolo Dispositivo Generale.
L'abitazione è prevista per una connessione da 6 kW monofase con installazione di impianto FV da 6 kW.
Leggendo la CEI 0-21, ho 2 dubbi sull'applicazione dei DGL.
PUNTO 1
La Norma, nel cap. 8 relativo agli utenti attivi, riporta all'art. 8.2.1: "Il Dispositivo Generale unico separa l’intero impianto Utente dalla rete BT del DSO in caso di guasto a valle del punto di connessione (guasto interno); esso ha le caratteristiche riportate in 1.1.1. In alternativa al DG unico, è consentito installare fino al massimo di 3 (tre) DGL (34) come illustrato in Figura 6"
La nota 34, richiamata nel capitolo, recita: "In tali casi, uno o più dei DGL può essere utilizzato per la parte passiva dell’impianto."
Una possibile interpretazione della nota sarebbe: "almeno 1 dei DGL dev'essere associato all'impianto di produzione; uno o più dei restanti può essere dedicato alla parte passiva dell'impianto."
Qualcuno saprebbe confermare se, in BT, c'è obbligo di connettere gli impianti di produzione a uno dei DGL e non in un punto a valle del medesimo?
Ho esperienza in ambito generazione su impianti connessi in MT, dove quest'obbligo non c'è. E' invece la prima volta che mi occupo del progetto di un impianto connesso in BT con generazione.
PUNTO 2
Considerata l'assenza di un interruttore generale, la protezione contro il corto circuito del tratto di linea fra i morsetti di uscita del contatore e i 3 DGL sarebbe:
1. Secondo CEI 0-21: omissibile se sono verificate le condizioni di CEI 64-8 art. 473.2.2.1 (lunghezza < 3mt, installazione che riduce al minimo il rischio di corto circuito, accortezze nei confronti del rischio di incendio/esplosione)
2. Secondo Guida Blu "Edifici Civili 09/2024": affidabile all'interruttore limitatore da 63A del contatore per soddisfacimento della condizione I^2*t <= K^2*S^2 (basandosi sui livelli di corto circuito normativi e sul requisito minimo della sezione 6 mmq per il montante). Rilevo che la Guida Blu è concorde con l'articolo 473.2.2.2 della CEI 64-8 e, ad ogni modo, consente una protezione contro il corto circuito più agevole rispetto a quanto sostiene la CEI 0-21.
Nel progetto in questione, il quadro contenente i 3 DGL si troverebbe a più di 3 mt dal contatore: secondo CEI 0-21 sarei irregolare, secondo Guida Blu/CEI 64-8 no. La CEI 0-21 è però cogente, quindi ha valenza superiore alla 64-8.
Riuscireste a chiarirmi anche questo secondo punto?
Ringrazio in anticipo.
Un caro saluto alla community.
avrei bisogno del vostro parere circa un'interpretazione normativa della CEI 0-21.
La premessa è che nello studio di uno schema d'impianto per una nuova abitazione, lo schema unifilare si avvale della soluzione con 3 DGL in luogo del singolo Dispositivo Generale.
L'abitazione è prevista per una connessione da 6 kW monofase con installazione di impianto FV da 6 kW.
Leggendo la CEI 0-21, ho 2 dubbi sull'applicazione dei DGL.
PUNTO 1
La Norma, nel cap. 8 relativo agli utenti attivi, riporta all'art. 8.2.1: "Il Dispositivo Generale unico separa l’intero impianto Utente dalla rete BT del DSO in caso di guasto a valle del punto di connessione (guasto interno); esso ha le caratteristiche riportate in 1.1.1. In alternativa al DG unico, è consentito installare fino al massimo di 3 (tre) DGL (34) come illustrato in Figura 6"
La nota 34, richiamata nel capitolo, recita: "In tali casi, uno o più dei DGL può essere utilizzato per la parte passiva dell’impianto."
Una possibile interpretazione della nota sarebbe: "almeno 1 dei DGL dev'essere associato all'impianto di produzione; uno o più dei restanti può essere dedicato alla parte passiva dell'impianto."
Qualcuno saprebbe confermare se, in BT, c'è obbligo di connettere gli impianti di produzione a uno dei DGL e non in un punto a valle del medesimo?
Ho esperienza in ambito generazione su impianti connessi in MT, dove quest'obbligo non c'è. E' invece la prima volta che mi occupo del progetto di un impianto connesso in BT con generazione.
PUNTO 2
Considerata l'assenza di un interruttore generale, la protezione contro il corto circuito del tratto di linea fra i morsetti di uscita del contatore e i 3 DGL sarebbe:
1. Secondo CEI 0-21: omissibile se sono verificate le condizioni di CEI 64-8 art. 473.2.2.1 (lunghezza < 3mt, installazione che riduce al minimo il rischio di corto circuito, accortezze nei confronti del rischio di incendio/esplosione)
2. Secondo Guida Blu "Edifici Civili 09/2024": affidabile all'interruttore limitatore da 63A del contatore per soddisfacimento della condizione I^2*t <= K^2*S^2 (basandosi sui livelli di corto circuito normativi e sul requisito minimo della sezione 6 mmq per il montante). Rilevo che la Guida Blu è concorde con l'articolo 473.2.2.2 della CEI 64-8 e, ad ogni modo, consente una protezione contro il corto circuito più agevole rispetto a quanto sostiene la CEI 0-21.
Nel progetto in questione, il quadro contenente i 3 DGL si troverebbe a più di 3 mt dal contatore: secondo CEI 0-21 sarei irregolare, secondo Guida Blu/CEI 64-8 no. La CEI 0-21 è però cogente, quindi ha valenza superiore alla 64-8.
Riuscireste a chiarirmi anche questo secondo punto?
Ringrazio in anticipo.
Un caro saluto alla community.