Rispondo a
Mike.
Quel che so è che l'art. 533.3.2 di CEI 64-8 chiede che il potere di interruzione di cortocircuito del dispositivo di protezione deve essere uguale o superiore alla corrente di cortocircuito che si prevede nel punto in cui esso è installato.
Oggi che i circuiti fortemente induttivi si fanno sempre più frequenti negli impianti elettrici in BT e che le costanti di tempo relative al transitorio da considerare sono sempre più elevate, può capitare e certamente capita che le correnti di cortocircuito che l'interruttore è chiamato ad interrompere siano superiori a quelle permanenti. Teoricamente per i circuiti praticamente solo induttivi mi pare che il valore efficace della corrente di cortocircuito iniziale possa superare nel caso più sfavorevole quello efficace delle corrente di cortocircuito permanente di 1,73 volte. Quindi anche maggiorazioni del 10, 20, 30, 40 % non sarebbero certamente da trascurare nella scelta dell'interruttore di protezione.
Mi pare che sia legittimo che il professionista oggi si debba chiedere come questo aspetto debba essere considerato e che la risposta debba venire solerte dall'ambiente normativo e dai costruttori in particolare.
Quel che mi pare anche di aver capito è che negli impianti di alta tensione, per i quali il problema del transitorio delle correnti di cortocircuito è da sempre più sentito, la corrente di cortocircuito da considerare per la scelta dell'interruttore di protezione sia proprio quella da interrompere e sia di volta in volta calcolata.
A domanda precisa l'ambiente normativo e i costruttori dovrebbero rispondere con altrettanta precisione. Chiedo aiuto e resto anche in attesa di commenti !