gtedeschi ha scritto:Io non sto chiedendo se vale la pena di far di più di quanto la norma prevede, ma sto considerando la possibilità che le norme e le guide, per loro difetti intrinseci, non diano la possibilità di raggiungere gli obiettivi di sicurezza che dichiarano. La mia esperienza mi suggerisce ciò.
Qualsiasi norma rappresenta un riferimento, riconosciuto autorevole, sullo stato dell'arte attuale in un determinato campo della tecnica. L'applicazione della norma è (genericamente) volontaria e con la sua applicazione chi la segue ottiene per definizione un livello di funzionalità e sicurezza accettabile sul prodotto realizzato.
Chi ritiene di poter fare meglio di quanto la norma di riferimento prescrive tanto meglio, si può derogare, ma spetta a lui dimostrarlo in ogni caso.
E questo, al di là del nobile scopo, potrebbe essere un problema.........molto semplicemente

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gtedeschi ha scritto:Ho sentito in passato un giudice dichiarare che se segui la norma tecnica, la quale non prevede un controllo o una verifica che prudenza, diligenza e perizia invece richiedono e ne deriva un danno, sei colpevole e devi risarcire
Questo è un principio generale del diritto che riguarda chi ha competenze specifiche in un determinato campo della tecnica, e che quindi deve garantire alla comunità di cui fa parte prudenza, perizia e diligenza nel suo operato perché riveste una funzione sociale. Ma in 40 anni da CTU posso dire che qualsiasi giudice la prima cosa che chiede al suo ausiliare (così si chiama il CTU/PERITO nominato in sede civile/penale) è se sono state rispettate tutte le norme tecniche appicabili alla fattispecie in esame. Ecco che torna fuori la presunzione della regola d'arte sopra ricordata seguendo le competenti norme. Ben diverso è il caso di mancanza di norme di riferimento dove è comunque obbligatorio applicare perizia, prudenza e diligenza......
gtedeschi ha scritto:Ad esempio, secondo me, seguendo l’Allegato C della guida CEI 121-5, che non sembra all’altezza dell’ente che lo promuove, si danno agli utenti della guida informazioni abbastanza fuorviati e non conservative sotto più aspetti e ciò è negativo per l’ottenimento della sicurezza che si deve garantire
Una guida non è una norma e quindi non è obbligatorio seguirla, ma costituisce un esempio di come applicare e interpretare la norma. Ho guardato l'Allegato C e a me sembra ben fatto e con tutti i riferimenti alla norma di cui si occupa. Magari si costruissero i quadri con tutta la documentazione a corredo che è esposta nell'allegato.....Se hai delle critiche sulla guida cerca di essere più specifico e meno vago.
gtedeschi ha scritto:Anche la protezione di un quadro dal punto di vista termico a mio avviso sembra un obiettivo difficoltoso da raggiungere. La norma non ne parla, almeno così mi pare!
E ti pare male!!! Leggi bene il p.to C.8 dell'Allegato C della guida che citi, si occupa delle verifiche termiche del quadro, e trovi le risposte che cerchi (e non hai visto).