Credo che il problema maggiore del prelevare il liquido con la siringa, trattandosi di una persona non vedente, sia l'impossibilita' di controllare se la siringa si riempie correttamente durante l'aspirazione o se si formano bolle d'aria, vuoi per incorretto posizionamento, vuoi perche' nel boccettino non c'e' abbastanza liquido ... per quanto invece potrebbe forse essere praticabile l'opzione opposta, cioe' preparare una certa quantita' di siringhe pre-dosate, che poi potrebbero venire usate dal paziente nel momento della necessita', una alla volta, svuotandole nel bicchiere d'acqua (esistono siringhe con l'attacco a vite detto "luer-lock" che possono montare appositi tappini stagni al posto dell'ago, per cui il medicinale non rimarrebbe esposto all'aria con il rischio di solidificarsi o contaminarsi).
Le pompe peristaltiche hanno fondamentalmente lo stesso problema, come fa' una persona non vedente a sapere se il liquido nel contenitore d'origine e' sufficente oppure finisce prima che la quantita' corretta sia stata dosata ?
Avevo pensato anch'io al bicchierino di plastica appoggiato sopra un microfonino, ma servirebbe costruire sia un supporto che lo tenga in posizione, sia un "centratore" che tenga la boccetta del medicinale al centro del bicchiere, ad una certa altezza in modo che la goccia faccia un rumore apprezzabile tale da poter essere percepito ed amplificato, ma allo stesso tempo con una disposizione tale da non creare fischi per effetto larsen fra microfono ed altoparlante (l'alternativa sarebbe usare un circuito che rilevi il rumore e produca un "bip" invece che un'altoparlante, ma anche li e' tutto da sperimentare).
Ci sono sensori che sarebbero in grado di rilevare la caduta di una goccia, penso ad esempio ai sensori "di immagine" (in realta' doppi fotodiodi a sezioni complementari) che vengono usati nei controlli di rottura filo delle macchine tessili (sono in grado di "vedere" per una larghezza di circa un centimetro e mezzo, alcuni poco piu, se un filo e' presente all'interno della forcella, che di solito e' larga 6 o 7 mm, e distinguere se il filo e' fermo, se vibra e quindi si muove, o se e' assente), ma al momento ancora non sono riuscito a trovare un negozio che ne venda o dati specifici in merito a numeri di componente, cerchero' ancora.
Con lo stesso principio si potrebbe anche usare un sensore a riga di pixel recuperato da un vecchio scanner (o comperato nuovo, a questo punto, ormai i prezzi sono abbastanza ridotti per alcuni modelli), piazzato dietro una lente cilindrica o una "fessura stenopeica" (mi si passi il termine, anche se non riferito ad un foro

), con di fronte una superfice bianca uniforme illuminata da qualche led posto a fianco del sensore ... la maggior parte di questi sensori ha una riga di pixel larga circa 2cm, alcuni di piu, per cui l'apertura di caduta delle gocce potrebbe essere della stessa larghezza, e dato che non servirebbe realizzare un'immagine ma solo distinguere quando la goccia passa davanti alla riga, la gestione potrebbe essere piu semplice di quella necessaria per usarli come scanner (ma bisogna fare dei test, sia come velocita' di scansione sia come capacita' di rilevare la goccia, io li ho usati per crearci degli spettrometri "casalinghi" anni fa, ma per tale uso la velocita' non e' una delle caratteristiche richieste, quindi non saprei dire a priori se potrebbero funzionare adeguatamente per un'impiego simile)