Diffusione della domotica e ruolo dell'open-source
Buongiorno Forum,
torno a frequentare il forum dopo un lungo periodo di inattività, per discutere di un argomento che io stesso nel tempo ho snobbato, ricredendomi poi, la domotica.
Tutto è nato circa un anno e mezzo addietro, quando con un amico guardando dei cataloghi di domotica, restavamo sbalorditi dai prezzi, inconcepibili. Pensandoci, la domotica è un settore tecnologicamente non estremamente complesso, almeno se comparato con altri ed il progresso tecnologico non ha portato ad una dimuzione dei prezzi fino a livelli ragionevoli.
A quel punto nasce l'idea di sviluppare un progetto open-source dedicato alla domotica, con un taglio diverso da altri analoghi. Di questo mi piacerebbe parlare, le strade e le soluzioni tecniche che possono portare la domotica a compiere quel "salto" di classe fino a renderla effettivamente una realtà utilizzata anche a livello di piccole abitazioni.
A mio avviso, esistono due limiti alla diffusione della domotica: 1) scalabilità per piccole installazioni; 2) costo delle opere d'installazione.
Parto dal primo punto, con molti sistemi commerciali risulta estremamente antieconomico automatizzare una piccola parte della casa. Tutto sommanto, non si può nascondere che la domotica rientra a pieno titolo nell'elenco delle tecnologie "inutili" e che quindi un'incentivo alla diffusione sarebbe dato dalla possibilità di realizzare piccole o piccolissime automazioni, ma integrate come un sistema domotico. A molti potrebbe risultare comodo automatizzare il controllo di qualche luce o altro dispositivo, senza metter mano a tutta la casa.
Il secondo punto è probabilmente quello più complesso, il costo d'installazione su un impianto esistente diventa una voce consistente, sopratutto se si vuole realizzare una piccola automazione. In questo caso la diffusione del wireless può semplificare la vita, pur non potendo essere considerato la soluzione a tutto.
Questo discorso è la sintesi che ha portato alla nascita del progetto Souliss Home Automation. Un framework che attualmente contiene il codice lato microcontrollore (Atmel AVR) ed un'interfaccia Android.
Il risultato di tale sintesi è in una struttura distribuita, quindi non è necessario introdurre nodi centrali per la comunicazione, ogni nodo è in grado di scambiare dati con tutti gli altri in modo autonomo. La distribuzione dell'architettura coincide con quella della logica, a cui si aggiunge un layer di virtualizzazione della comunicazione, per ottenere una comunicazione trasparente (lato utente) tra nodi che utilizzando transciver diversi e su diversi mezzi di comunicazione. Per Souliss le due soluzioni di comunicazione più interessanti sono Ethernet e Wireless punto-punto (simil Zigbee).
Questo è il piccolo contributo che portiamo (inteso come gruppo di lavoro) alla comunità, pur avendo pubblicato il codice da circa un anno, non abbiamo mai speso tempo nel renderlo noto.
Per chi vuole partecipare, la discussione è aperta.
Saluti,
Dario.
torno a frequentare il forum dopo un lungo periodo di inattività, per discutere di un argomento che io stesso nel tempo ho snobbato, ricredendomi poi, la domotica.
Tutto è nato circa un anno e mezzo addietro, quando con un amico guardando dei cataloghi di domotica, restavamo sbalorditi dai prezzi, inconcepibili. Pensandoci, la domotica è un settore tecnologicamente non estremamente complesso, almeno se comparato con altri ed il progresso tecnologico non ha portato ad una dimuzione dei prezzi fino a livelli ragionevoli.
A quel punto nasce l'idea di sviluppare un progetto open-source dedicato alla domotica, con un taglio diverso da altri analoghi. Di questo mi piacerebbe parlare, le strade e le soluzioni tecniche che possono portare la domotica a compiere quel "salto" di classe fino a renderla effettivamente una realtà utilizzata anche a livello di piccole abitazioni.
A mio avviso, esistono due limiti alla diffusione della domotica: 1) scalabilità per piccole installazioni; 2) costo delle opere d'installazione.
Parto dal primo punto, con molti sistemi commerciali risulta estremamente antieconomico automatizzare una piccola parte della casa. Tutto sommanto, non si può nascondere che la domotica rientra a pieno titolo nell'elenco delle tecnologie "inutili" e che quindi un'incentivo alla diffusione sarebbe dato dalla possibilità di realizzare piccole o piccolissime automazioni, ma integrate come un sistema domotico. A molti potrebbe risultare comodo automatizzare il controllo di qualche luce o altro dispositivo, senza metter mano a tutta la casa.
Il secondo punto è probabilmente quello più complesso, il costo d'installazione su un impianto esistente diventa una voce consistente, sopratutto se si vuole realizzare una piccola automazione. In questo caso la diffusione del wireless può semplificare la vita, pur non potendo essere considerato la soluzione a tutto.
Questo discorso è la sintesi che ha portato alla nascita del progetto Souliss Home Automation. Un framework che attualmente contiene il codice lato microcontrollore (Atmel AVR) ed un'interfaccia Android.
Il risultato di tale sintesi è in una struttura distribuita, quindi non è necessario introdurre nodi centrali per la comunicazione, ogni nodo è in grado di scambiare dati con tutti gli altri in modo autonomo. La distribuzione dell'architettura coincide con quella della logica, a cui si aggiunge un layer di virtualizzazione della comunicazione, per ottenere una comunicazione trasparente (lato utente) tra nodi che utilizzando transciver diversi e su diversi mezzi di comunicazione. Per Souliss le due soluzioni di comunicazione più interessanti sono Ethernet e Wireless punto-punto (simil Zigbee).
Questo è il piccolo contributo che portiamo (inteso come gruppo di lavoro) alla comunità, pur avendo pubblicato il codice da circa un anno, non abbiamo mai speso tempo nel renderlo noto.
Per chi vuole partecipare, la discussione è aperta.
Saluti,
Dario.