modelli linee trasmissione e antenne: chiarimento
buongiorno a tutti,
avrei una domanda teorica da sottoporre riguardante i modelli per caratterizzare le linee di trasmissione e quelli per caratterizzare le antenne.
All'università mi ricordo abbiamo trattato l'argomento linee di trasmissione e antenne in modo separato (sia in campi che in compatabilità). Mi spiego meglio.
Per quanto riguarda le LINEE DI TRASMISSIONE si studia con le equazioni del telegrafo la propagazione all'interno di due conduttori metallici a frequenze per cui le dimensioni fisiche dei conduttori (lunghezza della linea) sia confrontabile con quelle della lunghezza d'onda. Quindi con il coefficiente di riflessione rho si studiano le tecniche di adattamento per ottimizzare il trasferimento di energia della linea verso il carico. Nel caso estremo in cui il carico sia completamente disadattato sulla linea si instaura on'onda stazionaria (tensione e corrente "oscillano" punto per punto sulla linea).
In ogni modo l'energia elettromagnetica all'interno della linea o viene trasferita al carico
(adattamento |rho|=0 al carico) oppure oscilla all'interno della linea (disadattamento-onda stazionaria, |rho|=1 al carico).
Per quanto riguarda invece le ANTENNE, la questione viene trattata in modo differente.
Mi ricordo di equazioni davvero complesse come l'integrale di Hallen.
Per alcune antenne, come le filiformi (lambda/2) la distribuzione di corrente all'interno della
antenna viene anche studiata con approccio simile a quello delle linee di trasmissione. Le antenne appaiono come delle linee di trasmissione disadattate con una distribuzione interna di corrente che di fatto oscilla come una onda stazionaria: in questa trattazione l'energia elettromagnetica però viene, come ci si aspetta da una antenna, trasferita all'esterno.
La mia domanda è la seguente:
sia linee di trasmissione che antenne sono oggetti per cui, per le loro dimensioni e per le frequenze in gioco,
le leggi a parametri concentrati dell'ettrotecnica non possono essere applicate.
Stiamo parlando di "modelli" di trattazione. Vorrei capire però fisicamente o intuitivamente quale è il limite tra i modelli di linee di trasmissione e quello delle antenne: perché pur essendo simili, il primo considera l'energia che rimane all'interno della linea, il secondo tratta l'energia che viene irradiata. Mi è chiaro che una antenna irradia e una linea di trasmissione trasmette un'onda elettromagnetica, vorrei capire invece quale è il fattore per cui una linea di trasmissione è tale per cui non irradia e una antenna vada trattata come antenna e non si comporti come una linea di trasmissione disadattata.
Grazie per l'attenzione
avrei una domanda teorica da sottoporre riguardante i modelli per caratterizzare le linee di trasmissione e quelli per caratterizzare le antenne.
All'università mi ricordo abbiamo trattato l'argomento linee di trasmissione e antenne in modo separato (sia in campi che in compatabilità). Mi spiego meglio.
Per quanto riguarda le LINEE DI TRASMISSIONE si studia con le equazioni del telegrafo la propagazione all'interno di due conduttori metallici a frequenze per cui le dimensioni fisiche dei conduttori (lunghezza della linea) sia confrontabile con quelle della lunghezza d'onda. Quindi con il coefficiente di riflessione rho si studiano le tecniche di adattamento per ottimizzare il trasferimento di energia della linea verso il carico. Nel caso estremo in cui il carico sia completamente disadattato sulla linea si instaura on'onda stazionaria (tensione e corrente "oscillano" punto per punto sulla linea).
In ogni modo l'energia elettromagnetica all'interno della linea o viene trasferita al carico
(adattamento |rho|=0 al carico) oppure oscilla all'interno della linea (disadattamento-onda stazionaria, |rho|=1 al carico).
Per quanto riguarda invece le ANTENNE, la questione viene trattata in modo differente.
Mi ricordo di equazioni davvero complesse come l'integrale di Hallen.
Per alcune antenne, come le filiformi (lambda/2) la distribuzione di corrente all'interno della
antenna viene anche studiata con approccio simile a quello delle linee di trasmissione. Le antenne appaiono come delle linee di trasmissione disadattate con una distribuzione interna di corrente che di fatto oscilla come una onda stazionaria: in questa trattazione l'energia elettromagnetica però viene, come ci si aspetta da una antenna, trasferita all'esterno.
La mia domanda è la seguente:
sia linee di trasmissione che antenne sono oggetti per cui, per le loro dimensioni e per le frequenze in gioco,
le leggi a parametri concentrati dell'ettrotecnica non possono essere applicate.
Stiamo parlando di "modelli" di trattazione. Vorrei capire però fisicamente o intuitivamente quale è il limite tra i modelli di linee di trasmissione e quello delle antenne: perché pur essendo simili, il primo considera l'energia che rimane all'interno della linea, il secondo tratta l'energia che viene irradiata. Mi è chiaro che una antenna irradia e una linea di trasmissione trasmette un'onda elettromagnetica, vorrei capire invece quale è il fattore per cui una linea di trasmissione è tale per cui non irradia e una antenna vada trattata come antenna e non si comporti come una linea di trasmissione disadattata.
Grazie per l'attenzione
sia poco disturbata dalla radiazione: essenzialmente abbiamo una linea aperta in fondo e sappiamo calcolare la distribuzione di corrente.