Ok. In questo caso l'ingegnere delle telecomunicazioni agisce più da sistemista, nel senso che applica le sue conoscenze nell'ingegnerizzazione di reti di elaboratori a tutti i livelli della pila ISO OSI. Quindi, in base alle specifiche di progetto che gli vengono date e supponendo che non esista alcuna infrastruttura e debba progettare tutto dal "nulla" partendo dal livello fisico e salendo verso i livelli applicativi, predispone quali siano i portanti fisici più idonei (cavo, fibra, ponte radio), che blocchi di mo/demodulazione adottare e quindi che schemi di mo/demodulazione adottare (QAM, DPSK, CPM, ecc.), che codifiche implementare (NRZ, RZ, AMI, HDB3, ecc.), che codici di identificazione/correzione d'errore implementare (CRC) e così via... arrivando sino all'assegnazione idonea del pool di indirizzi IP (quindi all'indirizzamento della rete), al numero e al tipo di switch/hub/NAS/POP impiegare, sapendo scegliere tra quelli che offre il mercato e quelli richiesti dalle specifiche (numero di porte, velocità delle porte, protocolli supportati), ecc. ecc. finendo (forse) con la pianificazione delle policy di sicurezza delle applicazioni, con la loro programmazione (quindi ci stiamo spingendo fin dentro l'ambito informatico), gestendo i problemi di autenticazione, security, ecc.
E non sono stato esaustivo
