Aquila72 ha scritto:Visto considerato che la rete fisica sottostante tra l'utente e la centrale telefonica ( ultimo miglio ) è la stessa e che le frequenze a disposizione sul doppino anche, vorrei capire perché non è stato possibile implementare la tecnologia adsl negli apparati ISDN lato utente ed ovviamente lato centrale?
In origine c'era solo la voce e c'era a tutti gli effetti un "filo continuo" fra i due utenti.
Per migliorare l'utilizzazione delle risorse disponibili il "filo continuo" "cessò di esistere" e fra le centrali venivano usate delle multiplazioni (cioè più telefonate di 4kHz venivano spostate in frequenza ed inviate su uno stesso cavo, fra le centrali telefoniche); questo perché 4kHz (in effetti 3,4kHz più un margine di sicurezza) è il limite considerato dalla comunità internazionale come minimo per un decente riconoscimento della voce di chi ci stava parlando dall'altro capo del filo.
In quella piccola banda disponibile si instauravano comunicazioni anche digitali con appositi modem che usavano modulazioni sempre più furbe (efficienti) per inviare bit a velocità via via maggiori. Ma c'era un limite.
Venne creato l'ISDN in cui "l'ultimo miglio" (dalla centrale all'utente)
era "digitale" e permetteva di avere un accesso base (BRI) con 2 canali telefonici, con istaurazione e terminazione della chiamata a richiesta (cosiddetti B, dall'inglese Bearer = portante), ciascuno da 64kbps più un canale dati da 16kbps sempre attivo, complessivamente identificati come 2B+D.
C'era anche un accesso evoluto (PRI) con 30 canali B a 64kbps e 2 canali D a 16kbps, complessivamente identificati come 30B+2D.
In America e Giappone, poiché usavano interconnessioni fra le centrali con bit rate minore, offrivano un accesso PRI, "menomato", di tipo 23B+D.
La modulazione usata dalla borchia utente e in centrale era la 2B1Q (dove in questo caso la B assume un significato diverso rispetto a prima ovvero proprio si intende il BIT da trasmettere, e la Q sta per Quaternario ovvero la numerosità dei simboli trasmessi sul canale, in questo caso 4)
La banda occupata è di 80kHz.
Con una simile banda non si riesce a trasmettere una quantità di informazione particolarmente elevata anche usando modulazioni più furbe (efficienti).
Inoltre mentre i 4kHz originali o gli 80kHz della ISDN sono discretamente piatti, cioè l'attenuazione sul doppino telefonico varia poco con la frequenza, all'aumentare della larghezza di banda l'attenuazione varia molto più sensibilmente rendendo difficile l'uso di una specifica modulazione.
Per cui è stata pensata una diversa utilizzazione del doppino telefonico fra utente e centrale (che non è poi nella pratica in uno stato definibile nemmeno buono vista la vetusta rete telefonica) in cui le frequenze oltre i 25kHz sono divise in singoli canali nella quale i due modem (utente e di centrale) negoziano per ciascun canale il tipo di modulazione ritenuto migliore in base all'attenzione di linea ed alla distanza (l'Orthogonal Frequency-Division Multiplexing, acronimo OFDM).
Nasce l'xDSL di cui ADSL è un sottoinsieme in cui i canali upstream e downstream hanno numerosità diversa, cioè detti non "simmetrici" (da cui la A iniziale per Asimmetric).
Spendo 2 parole per la questione analogico o digitale.
Su supporto fisico non esiste praticamente nulla di "nativo" digitale (eccetto lo spin degli elettroni?), ma per i nostri interessi è tutto e solo analogico. A determinati livelli del segnale analogico attribuiamo specifici significati ovvero specifiche informazioni.
La distinzione terminologica in cui ad es "l'ultimo miglio" (cioè il doppino fra utente e centrale) è detto essere digitale (IS
DN, come pure A
DSL) in opposizione ad analogico consiste appunto nel fatto che il segnale analogico ivi presente è interpretato come la rappresentazione analogica di un segnale digitale cioè in un determinato istante il livello di tensione misurato (es 2.35V) non è l'informazione stessa, ma attraverso una decodifica si ricostruisce l'informazione che ad esso era stata attribuita.
Per calarlo nel dettaglio ad es la modulazione 2B1Q dell'ISDN è una modulazione di ampiezza ad impulsi (PAM) a 4 livelli (Quaternaria) quindi ogni 2 bit del messaggio originario si attribuisce 1 fra 4 "simboli" (ovvero ampiezze dell'impulso analogico) da trasmettere.
Nel caso dell'ADSL usando la OFDM ogni canale viene modulato con vari tipi di modulazione, a seconda del rapporto segnale rumore singolarmente presente, che variano dalla BPSK (modulazione di fase) alla 32758QAM (modulazione di ampiezza in quadratura con costellazione rettangolare da 32768 punti)
Occorre infine calare le scelte tecniche al momento in cui sono state prese nello stato della tecnologia in quel momento disponibile.
Al momento della nascita dell'ISDN i modem più veloci disponibili non andavano oltre i 19,2kbps, quindi 64+64+16kbps erano già un bel traguardo. Ma la tecnologia utilizzata non permetteva ulteriori evoluzioni se non cambiando radicalmente tutto il sistema.