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Ipocrisia del cippato e pizza della discordia

Urbanistica, paesaggio, clima, inquinamento, biodiversità...

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[11] Re: Ipocrisia del cippato e pizza della discordia

Messaggioda Foto Utentefpalone » 28 dic 2015, 11:57

Da un documento del ministero dell'ambiente:

"Il contributo della combustione della legna in piccoli apparecchi alle emissioni – il caso della
Lombardia e del bacino padano.
In Regione Lombardia, i dati dell’inventario delle emissioni INEMAR, relativo all’anno 2008 (il più
recente disponibile), evidenziano che il macrosettore “combustione in ambito non industriale”
sostanzialmente assimilabile al riscaldamento domestico e terziario, è responsabile, su scala
regionale, di circa il 50% delle emissioni totali di PM10 primario e del 56% delle emissioni di PM2.5
primario. Il traffico segue a distanza, con un contributo relativo rispettivamente del 27% e del 25%.
Se però si analizza meglio il dato, ci si rende conto che la gran parte di questo contributo (il 99%)
viene dalla combustione delle legna e, in misura minore, pellets in piccoli apparecchi
,
essenzialmente stufe e caminetti."


emissioni.jpg
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[12] Re: Ipocrisia del cippato e pizza della discordia

Messaggioda Foto Utentefpalone » 28 dic 2015, 12:34

auspicare che si vieti TOTALMENTE il consumo di legna da ardere

Ad oggi è l'esatto contrario: una casa riscaldata con legna / pellet è avvantaggiata dalla normativa ambientale, in quanto avrà un migliore APE rispetto ad una analoga riscaldata a metano o pompa di calore, in quanto alimentata da fonti rinnovabili. Conta solo la C02, quella sì che fa male, altro che il particolato o il benzoapirene!
Addirittura, con un caminetto abbastanza fico od una stufa a pellet puoi perfino accedere alla detrazione del 65% per gli interventi di efficienza energetico.
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[13] Re: Ipocrisia del cippato e pizza della discordia

Messaggioda Foto UtenteDanielex » 28 dic 2015, 13:31

Tempo fa durante un colloquio con un collega mi venne presentato un interessante studio sulla qualità dell'aria.
Fu sorprendente vedere come i risultati indicassero per alcuni piccoli paesi di montagna una qualità dell'aria peggiore rispetto a quella di talune città.
Ci si riferiva in particolare alla massiccia presenza nell'aria di benzopirene, visto l'uso intensivo di stufe e caminetti a legna.
Purtroppo da quando ho iniziato a pensare alla cosa mi capita molto spesso, durante le frequanti uscite in montagna, di vedere come anche solo su piccole borgate persista un "alone" giallognolo.

VIvendo in una zona montana ho utilizzato fin da piccolo stufe e caminetti a legna, credo che a questo punto sia giunto però il momento di cambiare strada.
Come detto da Foto Utentefpalone è scandalosa la spinta che viene data nei confronti della combustione di biomassa solida.
Io non entro nel merito della pizza, ma voglio anche ricordare la tariffa omnicomprensiva per la produzione di energia elettrica da biomassa e le vantaggiose condizioni che derivano dall'allaccio al teleriscaldamento di un'abitazione (ai fini del risparmio energetico), sempre ricordando che le reti di teleriscaldamento (dalle mie parti) sono servite in numerosissimi casi da centrali a biomassa solida (essenzialmente due volte incentivate).
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[14] Re: Ipocrisia del cippato e pizza della discordia

Messaggioda Foto UtentePaoloLiutaio » 28 dic 2015, 13:46

Se fosse anche economicamente conveniente andrei anche solo a gasolio, ma purtroppo abito in una valle a 1400 metri di quota, e l'inverno fa piuttosto freddino. Scaldo l'acqua sanitaria con un boiler a legna, mentre scaldo gli ambienti la mattina con il gasolio e poi da mezzogiorno (con caldaia a condensazione) integro con la stufa a legna. Questo finché non potrò isolare bene la casa e fare un "fornel" (stube) che mi libererà dal costoso gasolio.

Qui ogni anno il comune da delle piante in piedi ad ogni famiglia, così oltre a riscaldare le case si pulisce il bosco, che nella nostra bella provincia di Belluno impera. Da noi non arriva ne metano ne GPL.

Molto interessanti i calcoli sulla differenza di emissioni fra i vari combustibili, ma credo che si debba considerare un po' anche quello che ci sta intorno e si debba valutare caso per caso e da zona a zona.

Nel mio caso specifico, non vedo perché dovrei preferire gasolio che proviene da chissà dove, forse anche dall' Arabia, trasportato magari da petroliere che non vanno a pannelli solari, poi raffinato in impianti che credo consumino energia e creino anche scorie ed inquinamento, e successivamente recapitato tramite camion che fanno chissà quanti chilometri prima di arrivare a destinazione. Oltretutto capita che le petroliere perdano volontariamente o meno i loro carichi inquinanti ed è capitato che ad una cinquantina di chilometri da dove sto io si sia ribaltato un camion cisterna che ha scaricato tonnellate di gasolio in un fiume sotto la strada su cui viaggiava. Oltretutto vedo il petrolio come un ingegnoso sistema creato dalla natura per immagazzinare energia.

Non so perché ma mi viene da pensare che andare a tagliarmi gli alberi sotto casa con una motosega sia leggermente più "eco friendly" della soluzione basata sui combustibili fossili.

Ma certo, portatemi il gasolio anche dall'antartide, ne riparliamo quando mi arriveranno gli alberi dentro alla finestra perché nessuno li taglia più...
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[15] Re: Ipocrisia del cippato e pizza della discordia

Messaggioda Foto UtenteEcoTan » 28 dic 2015, 14:09

PaoloLiutaio ha scritto:anche quello che ci sta intorno

Valorizzare il bosco, cioè in parte anche tagliarlo, è anche un modo per frenare il dissesto, idrogeologico e non solo.
Per la tossicità dell'aria non saprei, può darsi che alla fine convenga il combustibile fossile finché ce n'è.
Più allargo il discorso e più mi convinco che 8 miliardi siamo già in troppi.
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[16] Re: Ipocrisia del cippato e pizza della discordia

Messaggioda Foto UtentePaoloLiutaio » 28 dic 2015, 15:12

Cancellato ha scritto:[...]
I boschi sono cresciuti per secoli senza che nessuno li tagliasse e ora vi inventate i boschi puliti ?


Senti qua, come io non vengo ad insegnarti l'elettrotecnica, tu non venire ad insegnarmi come si vive e si viveva in montagna.
fino a 50 anni fa intorno al mio paesello, come dappertutto qui, non c'erano altro che pascoli. I boschi erano ridotti il più possibile perché le vacche non si mangiano gli abeti, almeno qui da noi, eh... E non mi pare che in quel periodo ci si lamentasse della pulizia dell'aria.
Quando l'economia passò ad essere quella che è oggi, nessuno sentì più la necessità dei pascoli e la biomassa delle valli aumentò a dismisura. Hanno anche piantato alberelli per il rimboschimento a 1 metro uno dall'altro, che ovviamente non crescono come dovrebbero. Tagliarne 2 su 3 sarebbe forse una cosa buona per quelli che restano.
Poi se dobbiamo presentarci bene ai turisti forse è proprio utile pulire i bosco ed i sentieri che ci passano in mezzo, togliendo di mezzo le piante che cadono con la neve e quelle marce e malate.

Cancellato ha scritto:tutte scuse del cazzo !

usate la legna SOLO perché non vi costa un cazzo e poi pensate che siano "quelli che stanno in pianura" ad inquinare!


Usiamo anche l'idroelettrico perché non ci costa un cazzo (a parte l'impoverimento delle risorse idriche ed il fatto che i soldi dell'energia prodotta vanno alle ditte che la commercializzano e non a noi), ma ognuno usa le risorse che ha. Come ho detto, se devo darti ragione e aspettare che mi arrivino gli abeti in casa bruciando gasolio che arriva da chissà dove preferisco fare a modo mio. Vorrei proprio fare un calcolo per sapere in quanti SECONDI viene riassorbito dall' ambiente circostante l'inquinamento che produco con le mie stufe. Se in pianura non hanno la biomassa che riassorbe la CO2 che viene prodotta non so proprio come il bruciare gasolio in mezzo agli alberi possa aiutare.
C'è gente che gira su SUV che hanno 150 cavalli per portare UNA persona, ci sono ditte ce importano pietra ricostruita dalla Cina (non da dietro l'angolo), camion che trasportano acque minerali dal nord al sud e dal sud al nord d'Italia etc. etc e vieni a rompere le balle a me perché scaldo la casa con la legna? Va bene, mi metterò il cuore in pace e ammetterò che sono io la causa del riscaldamento globale. Adesso ti lascio e vado a pulire la stufa dalla cenere per accenderla per il pomeriggio.

Alla fine, ed io non ne sono in ogni caso esente, è sempre colpa degli altri...

EcoTan ha scritto:Per la tossicità dell'aria non saprei, può darsi che alla fine convenga il fossile finché ce n'è.


Non ho dati a portata di mano e sinceramente non saprei come procurarmeli, ma sono abbastanza sicuro che nella trasformazione da petrolio in Arabia (o Scozia, boh) a gasolio nella cisterna sotto casa mia si produca comunque un certo inquinamento, ma siccome il gasolio nel momento in cui lo brucio è più pulito allora lo dovrei preferire. Il discorso che fai, secondo me, è un pochino ipocrita... L'importante è che non ci sia inquinamento dove ci siamo noi, ma se è distribuito su tutta la Terra allora è accettabile. Ho capito bene?
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[17] Re: Ipocrisia del cippato e pizza della discordia

Messaggioda Foto Utentefpalone » 28 dic 2015, 15:14

Oltre al gasolio, ci sono altre soluzioni molto meno inquinanti per sostituire il riscaldamento a biomassa legnosa in zone non servite dalla rete del gas naturale. Con pompe di calori recenti si riesce ad avere energia termica a prezzi competitivi rispetto a GPL, gasolio e perfino metano e pellet, anche con le tariffe inique progressive in vigore con il mercato di maggior tutela.
Esistono ottime soluzioni anche per basse temperature ambienti, fino a -15°C. Rimane fuori quel piccolo percentile della popolazione che vive in zone montane dove la temperatura scende spesso sotto i -15°C.
Ovviamente se la legna è gratis la convenienza economica non c'è; rimane il vantaggio di non dover approvvigionare la legna e di poter programmare il sistema di riscaldamento ottimizzando i consumi.
Dovendo bruciare biomassa solida, penso sia preferibile farlo in una centrale termoelettrica, equipaggiata con precipitatore elettrostatico e filtri per il PM e con una combustione meglio controllata per ridurre le emissioni di benzopirene (e degli IPA in generale) per produrre energia elettrica, piuttosto che farlo in tanti piccoli camini o stufe in modo inefficiente.
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[18] Re: Ipocrisia del cippato e pizza della discordia

Messaggioda Foto UtentePaoloLiutaio » 28 dic 2015, 15:23

Foto Utentefpalone, post davvero intelligente. Sparare su uno o su un altro metodo di riscaldamento è parecchio controproducente. Da questo tuo punto di vista si che sono contento di mettere in discussione il sistema tradizionale di riscaldamento a legna! :ok:
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[19] Re: Ipocrisia del cippato e pizza della discordia

Messaggioda Foto UtenteEcoTan » 28 dic 2015, 15:51

PaoloLiutaio ha scritto: L'importante è che non ci sia inquinamento dove ci siamo noi, ma se è distribuito su tutta la Terra allora è accettabile. Ho capito bene?

No. Semmai questo bisogna dirlo ai fautori dell'auto a idrogeno (quanto si è speso e si spende per questa ricerca?)
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[20] Re: Ipocrisia del cippato e pizza della discordia

Messaggioda Foto Utenterichiurci » 28 dic 2015, 16:45

sono in vacanza e non riesco a leggere tutto, ma non ci si può inventare l'inverosimile.

Come già detto l'uso della legna è già vietato o regolamentato in alcune zone, e credo sia innegabile che salvo particolari accorgimenti sia una combustione "sporca" riguardo molte emissioni.

MA.... magari qualcuno l'ha già scritto almeno tra le righe... li ascoltate i TG? Avete presente l'effetto serra?

La legna, specie se ricavata da taglio controllato o meglio ancora (come in molte zone) raccogliendo i rami secchi, non introdice C02 in atmosfera.

A differenza di qualsiasi combustibile fossile, la cui combustione libera CO2 immagazzinata in milioni di anni, la legna è quindi a tutti gli effetti un tipo di energia rinnovabile. E come tale va preferita e incentivata (ovviamente dove non crea problemi di inquinamento locale).

E' ora di ragionare anche e soprattutto globalmente.

Ovviamente quanto detto non vale se si tagliano e bruciano indiscriminatamente foreste, senza ripiantumare né dare il tempo di ricrescere.
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