La Stazione spaziale cinese cade sulla Terra
La Stazione spaziale cinese cade sulla Terra: detriti infuocati potrebbero colpire l’Italia
Tenere i nostri occhi puntati al cielo servirà a ben poco. La stazione speziale cinese Tiangong-1 sta facendo il suo rientro incontrollato sulla Terra e alcuni frammenti infuocati potrebbero cadere «tra il 28 marzo e il 4 aprile» nelle «regioni a sud dell’Emilia-Romagna».
A confermarlo è la Protezione Civile che, insieme all’Agenzia spaziale italiana, sta monitorando la situazione e ha diramato una circolare ai ministeri e alle regioni italiane.
E’ poco probabile che «i frammenti più piccoli siano visibili da terra prima dell’impatto» ma alcuni «di grandi dimensioni potrebbero sopravvivere all’impatto e contenere idrazina. Si consiglia, in linea generale, che chiunque avvistasse un frammento, senza toccarlo e mantenendosi a un distanza di almeno 20 metri, dovrà segnalarlo immediatamente alle autorità competenti».
Fuori controllo da due anni
Palazzo Celeste (questo è il significato della parola cinese Tiangong) pesa 8500 chili e orbita intorno alla Terra a una velocità di 7,5 chilometri al secondo. È stato lanciato il 29 settembre del 2011 ed è fuori controllo ormai da due anni. Era infatti il marzo del 2016 quando l’Agenzia spaziale cinese annunciava la perdita delle telemetrie ammettendo che un rientro controllato nelle acque dell’Oceano Pacifico sarebbe stato impossibile.
Da allora agenzie spaziali e centri di ricerca di tutto il mondo hanno iniziato il monitoraggio costante del laboratorio spaziale cinese. E ora saranno solo i telescopi e i radar ad altissima definizione a poterci preannunciare il suo arrivo, almeno in tempo per chiuderci in cantina, sotto una volta portante, magari con un idrante a portata di mano.
Fonte Google News
Tenere i nostri occhi puntati al cielo servirà a ben poco. La stazione speziale cinese Tiangong-1 sta facendo il suo rientro incontrollato sulla Terra e alcuni frammenti infuocati potrebbero cadere «tra il 28 marzo e il 4 aprile» nelle «regioni a sud dell’Emilia-Romagna».
A confermarlo è la Protezione Civile che, insieme all’Agenzia spaziale italiana, sta monitorando la situazione e ha diramato una circolare ai ministeri e alle regioni italiane.
E’ poco probabile che «i frammenti più piccoli siano visibili da terra prima dell’impatto» ma alcuni «di grandi dimensioni potrebbero sopravvivere all’impatto e contenere idrazina. Si consiglia, in linea generale, che chiunque avvistasse un frammento, senza toccarlo e mantenendosi a un distanza di almeno 20 metri, dovrà segnalarlo immediatamente alle autorità competenti».
Fuori controllo da due anni
Palazzo Celeste (questo è il significato della parola cinese Tiangong) pesa 8500 chili e orbita intorno alla Terra a una velocità di 7,5 chilometri al secondo. È stato lanciato il 29 settembre del 2011 ed è fuori controllo ormai da due anni. Era infatti il marzo del 2016 quando l’Agenzia spaziale cinese annunciava la perdita delle telemetrie ammettendo che un rientro controllato nelle acque dell’Oceano Pacifico sarebbe stato impossibile.
Da allora agenzie spaziali e centri di ricerca di tutto il mondo hanno iniziato il monitoraggio costante del laboratorio spaziale cinese. E ora saranno solo i telescopi e i radar ad altissima definizione a poterci preannunciare il suo arrivo, almeno in tempo per chiuderci in cantina, sotto una volta portante, magari con un idrante a portata di mano.
Fonte Google News
