La necessita` di crittografare messaggi c'e` da molti millenni e ci sono diverse tecniche "pen & paper" che si possono utilizzare. Nell'esercito e nello spionaggio venivano usati dei codici (
keystream) la cui copia era nelle mani del mittente e del destinatario (ad esempio in un libretto) e che potevano essere identificati da un certo numero nel messaggio crittografato (tipo le prime 3 cifre), oppure tramite sistemi piu` sofisticati, come stazioni radio numeriche (
UVB-76, The Buzzer) o satellitari.
Questi codici permettono di poter decriptare il messaggio con una semplice operazione matematica (somma o sottrazione) per poi convertire il risultato numerico in lettere. A volte il risultato doveva essere messo in una matrice di trasposizione (che richiede una password) per ottenere il messaggio finale.
I
keystream simmetrici (cioe` la cui copia esiste nelle mani del mittente e del destinatario) erano molto diffusi perche` erano semplici da usare e sufficientemente facili da nascondere ma avevano il grosso svantaggio di poter essere trovati dal nemico.
Detto questo non so esattamente come operava l'esercito italiano, ma suppongo sia qualcosa di simile?