pH e campi magnetici
Oggi in laboratorio facevo una misura di pH con una sonda potenziometrica e agitavo la soluzione nel beacker, a mano, con un bastoncino di vetro. Un collega (chimico), vedendomi procedere in quel modo mi ha chiesto perché non usassi l'agitatore magnetico, spento, sullo stesso tavolo.
Gli ho spiegato che un campo magnetico rotante in un liquido conduttivo crea delle correnti che a loro volta, a causa della resistenza del campione, generano delle differenze di potenziale che possono interagire con la misura potenziometrica (*).
Mi ha risposto che è una procedura standard utilizzare l'agitatore magnetico, e che tale procedura è presente nei manuali di laboratorio e anche in quelli dei produttori dei pHmetri.
Io, appena posso, faccio delle prove specifiche. Intanto vorrei sapere il parere di qualcuno che con i campi magnetici (variabili) ci vive.
(*) In una misura di pH con il metodo potenziometrico con sonda di vetro, la risoluzione per uno strumento di laboratorio arriva senza problemi a 0,01 pH. La differenza di potenziale da rilevare per tale risoluzione è nell'ordine delle centinaia di microvolt.
Gli ho spiegato che un campo magnetico rotante in un liquido conduttivo crea delle correnti che a loro volta, a causa della resistenza del campione, generano delle differenze di potenziale che possono interagire con la misura potenziometrica (*).
Mi ha risposto che è una procedura standard utilizzare l'agitatore magnetico, e che tale procedura è presente nei manuali di laboratorio e anche in quelli dei produttori dei pHmetri.
Io, appena posso, faccio delle prove specifiche. Intanto vorrei sapere il parere di qualcuno che con i campi magnetici (variabili) ci vive.
(*) In una misura di pH con il metodo potenziometrico con sonda di vetro, la risoluzione per uno strumento di laboratorio arriva senza problemi a 0,01 pH. La differenza di potenziale da rilevare per tale risoluzione è nell'ordine delle centinaia di microvolt.