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Relay Carica batterie LX 327 (NE)

Progettazione collaborativa: dall'idea alla formazione del gruppo di lavoro per la realizzazione di un prodotto finito.

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[111] Re: Relay Carica batterie LX 327 (NE)

Messaggioda Foto Utentesetteali » 14 mar 2019, 16:01

Devo farti anch'io gli auguri per una veloce guarigione, ma te li faccio anche per il fatto di come hai preso la situazione, con determinazione e spirito , è certamente questo il modo migliore per superare gli ostacoli :ok: :ok:
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[112] Re: Relay Carica batterie LX 327 (NE)

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 14 mar 2019, 16:18

gianniniivo ha scritto:Mi sono assentato per un intervento chirurgico abbastanza importante...


Ti auguro anch'io di rimetterti presto, è davvero ammirevole il tuo comportamento nell'affrontare quello che ti è capitato.
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[113] Re: Relay Carica batterie LX 327 (NE)

Messaggioda Foto Utentegianniniivo » 14 mar 2019, 16:23

Grazie Foto Utentesetteali e Foto UtenteBrunoValente, diciamo che ho considerato utile apprezzare il lato positivo dei fatti. Se non avessi fatto una TAC (per un piccolo disturbo che non aveva niente a che fare con i problemi che ho dovuto affrontare) ora sarei qui bello tranquillo ma ignaro di quel che stava per accadere.
Inoltre credo che reagire affrontando i problemi di petto, e senza deprimersi, sia una buona terapia complementare...

Grazie ancora, un saluto.
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[114] Re: Relay Carica batterie LX 327 (NE)

Messaggioda Foto Utentegianniniivo » 19 mar 2019, 16:28

Buon giorno, in questi giorni di convalescenza ho cercato di valutare con un po’ di calma le modifiche circuitali proposte, compresa la loro applicazione pratica sulla PCB e altri dettagli di cablaggio. Ho notato che le modifiche (a livello di schema teorico) sono fondamentalmente molto semplici, ma dovendo poi trasporle sul circuito stampato le cose si complicano non poco, almeno per alcune delle soluzioni proposte. Saldare e dissaldare in continuazione su uno stampato di 40 anni fa potrebbe essere letale alle piste…

Inoltre ho notato che le modifiche progettate hanno tutte una caratteristica in comune: per nessuna modifica è garantito il funzionamento. Non è una critica (ovviamente ne comprendo il motivo) ma è soltanto il riscontro di uno stato d’incertezza che accentua la mia incapacità di scelta. Gli elementi oggettivi osservati, mi risultano insufficienti per determinare una scelta in un senso piuttosto che in quello alternativo.

Date le circostanze, sarei pertanto tentato di realizzare la modifica che risulta dallo schema che allego (modifica già in parte similmente ponderata, poi messa in dubbio, sia da Foto Utentevenexian che da Foto UtenteBrunoValente). Tale modifica è per me la più semplice e la meno invasiva da realizzare, in quanto implica il collegamento degli SSR in parallelo al relay meccanico, isolandone ovviamente i contatti mobili, oppure mettendo gli SSR in parallelo ai contatti originali ma rimuovendo il relay meccanico, sostituendo il collegamento COIL con una resistenza da 100 ohm, che equivarrebbe al valore resistivo misurato ai capi della bobina del relay meccanico.

Il motivo che mi spinge ad osare in tal senso, deriva anche dalla convinzione, del tutto personale e quasi certamente ingenua oltre che probabilmente erronea, che il condensatore C5 non abbia né l’energia né il tempo per poter attivare arbitrariamente le commutazioni, essendo “parallelato” da un carico non indifferente e che dovrebbe scaricarlo istantaneamente. Inoltre, mettiamoci anche la curiosità di provare i componenti SSR, che per me sono una novità, non avendoli mai utilizzati, e vorrei conoscerli un po’ meglio all’atto pratico.

Poi, chi mi ha fornito il SSR per L’ALTERNATA, mi ha detto che per i carichi induttivi sarebbe indispensabile mettere un TERMISTORE (in parallelo al SSR) che nel caso specifico dovrebbe essere posizionato al posto del condensatore C1. Non so se sia tecnicamente corretto, ma così mi hanno detto e così espongo. In realtà, non sono molto convinto che il termistore possa essere funzionale in quel punto, perché ho l’impressione che se dovesse attivarsi e andare in conduzione, potrebbe far ripartire l’alimentazione verso il trasformatore, ma su questa supposizione non sono sicuro…

Avrei anche intenzione di sostituire il diodo DS1 con uno Schottky con case TO247, non perché non condivida le osservazioni di BrunoValente, ma perché il diodo originale (dissipato in aria) scalda moltissimo quando la batteria è molto scarica. E’ vero che non si è mai bruciato ma un TO247 sarebbe dissipabile sulla parete del contenitore metallico.

Un altro dettaglio poco significativo ai fini della gestione delle soglie, ma che ho dimenticato di precisare, è la sostituzione (già all'atto della costruzione) del Darlington originale BDX53 con un MJ3001, in grado di dissipare più agevolmente l’iniziale surplus di calore, in caso di ricarica di grosse batterie molto scariche.

Ecco, è tutto. Naturalmente sono bene accetti suggerimenti, controindicazioni o critiche, insomma, come usano dire i gestori di telefonia: tutto senza limiti…
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Schema da elaborare con 1 SSR DA e 1 SSR DD
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[115] Re: Relay Carica batterie LX 327 (NE)

Messaggioda Foto Utentegianniniivo » 31 mag 2019, 15:51

Buon giorno Forum, sono tornato.

Chiedo scusa se farò un intervento un po’ lungo ma ho parecchie cosette da raccontare e da verificare, confidando sulla pazienza di chi troverà un po’ di tempo per leggere sia le premesse sia il merito.

Mi sono finalmente arrivati gli SSR, in AC e in DC, ma la spedizione e la consegna della merce ha richiesto più di 2 mesi. A volte gli acquisti arrivano in un tempo inspiegabilmente breve, a volte no, questo è uno dei casi peggiori.

Diciamo che il “progetto” di modifica non aveva particolari motivi di urgenza, tuttavia, il citato ritardo ha fatto si che la consegna si approssimasse un po’ troppo al inizio delle terapie cui dovrò sottopormi e non me la son sentita di passare subito a fare il test di sostituzione del relay elettromeccanico con gli SSR. Tra smontaggio, prove e rimontaggio del caricabatteria, rischiavo di iniziare le terapie senza aver prima terminato il ripristino del dispositivo. Non è una contraddizione con la precedente affermazione circa l’assenza dei motivi d’urgenza, ma dal momento che non so come starò fisicamente durante e dopo i cicli di terapia, ho voluto evitare il rischio di fare a pezzi l’accrocchio e doverlo lasciare aperto, con le parti sparpagliate, per 6 mesi.

Allora, dopo profonda riflessione ho avuto un’idea…

Tuttavia, poiché non mi fido molto delle mie idee in ambito elettronico, ho pensato di chiedere il supporto degli amici del Forum per la valutazione della mia idea prima di metterla in pratica, non tanto perché sia dispendiosa o difficile da attuare, anche per un dilettante come me, ma se l’idea dovesse essere inficiata già previa valutazione tecnico/teorica, riterrei inutile attuarla anche al atto pratico.

Faccio un passo indietro per segnale il risultato delle prove eseguite sui relay statici, collegando un condensatore da 100uF come C5, caricato a 15V, ai connettori di comando degli SSR, per accertare se la tensione e l’energia di “C5” fossero realmente sufficienti per attivare la commutazione di detti relay. Ebbene si! Coloro che mi avevano messo in guardia a tal fine avevano ragione da vendere. Ma non è neppure tutto. Ho ridotto la capacità di C5 fino a 4,7uF (elettrolitici di capacità inferiore non ne avevo) e i relay si attivavano ugualmente senza problemi. Touché!

Ciò nonostante, dal momento che il test di attivazione è stato eseguito collegando il condensatore carico direttamente ai connettori dei relay SSR, ho pensato che nella realtà la circuiteria è un po’ diversa. Ci sono resistenze, un led, un transistor e un integrato che consumano, e coltivo ancora la speranza che, al atto pratico, il passaggio ai relay statici potrebbe funzionare, e arrivo alla descrizione dell’idea da porre al vaglio del forum.

In sostanza, per non dover smontare e rimontare tutto, ho pensato che potrei assemblare un simulatore, composto da un generatore di corrente costruito tempo fa, e al momento inutilizzato, e dalla ricostruzione su millefori del circuitino di commutazione, ma con l’integrato surrogato da un interruttore meccanico per testare e simulare manualmente le soglie e il tutto senza disassemblare alcunché. Ho pensato di includere nel circuitino da costruire, anche le resistenza presenti nel progetto originale oltre al diodo, al led e una resistenza da 220 Ohm per simulare, a spanne, anche il consumo del integrato. Inoltre vorrei sostituire il transistor Tr3 (2N2905) con un BCY31 perché ho notato che BCY31 dispone di un hFE di 15, molto inferiore al transistor originale e magari anche la riduzione di questo parametro potrebbe ipoteticamente contribuire ad introdurre un ritardo nella commutazione…
Una volta collegato il tutto dovrei poter verificare la reazione del insieme, e a quel punto intervenire nuovamente sulla capacità di C5 per vedere se cambia qualcosa con l’aggiunta di tutti i componenti presenti nel circuito di soglia e di commutazione. A proposito ma C5 a cosa serve che il tutto funziona in DC? Non si può semplicemente eliminare lui?

Allego anche uno schema del simulatore, complementare al testo.
Spero di non aver fatto confusione e di essermi spigato in modo corretto.

Mi scuso per la lunghezza del testo, mentre ringrazio e rimango in attesa di graditi consigli.
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Schema simulatore per test SSR .jpg
Schema simulatore per test SSR
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[116] Re: Relay Carica batterie LX 327 (NE)

Messaggioda Foto Utentegianniniivo » 1 giu 2019, 19:04

Buona sera.
Nessun consiglio da dare al promettente novello Tesla?
Non sono pratico del Forum e non so come interpretare il silenzio: forse non è stato rilevato l’intervento? La mia ultima proposta è senza speranza?
Prima di iniziare l’intervento mi sarebbe utile conoscere qualche parere. Se le mie valutazioni non sono ritenute tecnicamente utili al raggiungimento dei risultati auspicati abbandono l’idea, senza problemi…
Grazie e buona serata.
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[117] Re: Relay Carica batterie LX 327 (NE)

Messaggioda Foto Utentesetteali » 3 giu 2019, 18:45

Ciao,
io procederei a scaglioni, cioè montare un primo SSR e fare i controlli sul funzionamento e poi montare l'altro e valutare il tutto.
Per il condensatore C5 lo lascerei per avere una migliore separazione dell'IC dal circuito restante .
Come pure non cambierei il transistor con uno col beta inferiore, secondo me peggiora le cose.
Ma sentiamo penne più autorevoli, per ora non saranno intervenuti per problemi di ferie o vacanze, ma non disperare :-)
Ti rinnovo gli auguri per l'intervento che dovrai affrontare O_/
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[118] Re: Relay Carica batterie LX 327 (NE)

Messaggioda Foto Utentegianniniivo » 3 giu 2019, 22:10

Grazie per la risposta Foto Utentesetteali, procederò come da tuo consiglio ma lo farò con quel simulatore che ho pensato di realizzare, senza smontare il secondo dispositivo originale dotato di relay Finder.

In realtà speravo di poter discutere qualche dettaglio circa la simulazione, non essendo certo che le mie previsioni possano essere utili a riprodurre la situazione reale, non soltanto per il condensatore C5 o il beta di Tr3, ma anche per quell'interruttore che dovrebbe sostituire manualmente l’intervento dell’integrato. Se giungesse conferma che le mie previsioni sono sbagliate o scarsamente comparabili con la risposta del dispositivo originale, eviterei di procedere inutilmente.

Comunque, nel frattempo procurerò i componenti che mi occorrono e se ci sarà qualche altro parere sulla funzione complessiva del simulatore sarà mia cura metterlo in pratica o anche rinunciare alla modifica.
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[119] Re: Relay Carica batterie LX 327 (NE)

Messaggioda Foto Utentegianniniivo » 6 giu 2019, 0:47

Ho riflettuto in merito al "simulatore" e ho capito che non serve a niente, pertanto, non posso cancellarlo ma deve intendersi definitivamente abbandonato.

Procederò con la l'assemblaggio "volante" di una copia completa del caricabatteria sostituendo il relay Finder con gli SSR e riferirò sul risultato ottenuto.

Grazie e un cordiale saluto.
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[120] Re: Relay Carica batterie LX 327 (NE)

Messaggioda Foto Utentesetteali » 6 giu 2019, 9:11

Bene, tienici informati sugli sviluppi !
Alex
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