Premesso che come indicato in [2], qualsiasi cuscinetto è più o meno adatto per questo utilizzo e che come già specificato in [6], la cosa più importante è la protezione laterale dall'ingresso di polvere o eventuali corpi estranei, la questione è interessante per chiarire alcuni punti importanti.
Un cuscinetto (1) è fatto per girare sotto carico. Tenerlo fermo caricato o farlo girare a vuoto, anche se può sembrare assurdo, è utilizzarlo in modo anomalo.
La prima delle due condizioni causa il deterioramento della pista di scorrimento nel punto di contatto della sfera maggiormente caricata. E' facile rendersi conto che una sfera tocca la pista in un unico punto e la pressione è molto elevata anche per carichi modesti. Se il cuscinetto ruota, il punto di contatto si muove lungo la pista e il carico viene distribuito, mentre se il cuscinetto resta fermo, o è sottoposto a minimi movimenti (2) attorno ad un unico punto, il suo funzionamento risulta più gravoso. Oltre a questo, la pressione della sfera sulla pista espelle il lubrificante fuori dalla zona di contatto lasciando un contatto metallo-metallo, deleterio per la vita del cuscinetto. Quando il cuscinetto ruota, invece, la sfera si trova a contatto con la pista sempre ricoperta dal velo di lubrificante, condizione per la quale è stato progettato.
La seconda condizione, ovvero il funzionamento senza carico è ancora più deleteria. Se manca il carico, non c'è il minimo attrito necessario a tenere in rotazione le singole sfere, ciascuna attorno al proprio asse, nel moto relativo tra piste e gabbia di sfere. Questa condizione porta all'instaurarsi di un moto radente tra sfere e piste, anziché il moto volvente previsto. Sono sufficienti pochi giri in queste condizioni e il velo di lubrificante si dissolve, portando a contatto sfere e piste che strisciando grippano all'istante. Di questo fatto non ci si rende conto per qualche effetto macroscopico, dato che il cuscinetto continua a ruotare liberamente, ma la finitura superficiale di piste e corpi volventi è compromessa, portando a morte prematura il cuscinetto (3).
Tutto questo sproloquio per dire che per ogni cuscinetto ci sono pochi dati fondamentali:
- 'C' Carico dinamico: è il carico massimo in condizioni di rotazione continua.
- 'Co' Carico statico: è il carico massimo se il cuscinetto resta per lungo tempo senza ruotare.
- 'Cm' Carico minimo: è il carico radiale minimo con il cuscinetto in rotazione.
- 'n' Velocità massima: è la massima velocità con carico compreso tra Cm e C.
A questi vanno aggiunte le fondamentali informazioni sulle protezioni laterali e il tipo di lubrificazione. In generale, la maggior parte dei cuscinetti ha schermi con labbro sigillante e sono riempiti di grasso dal costruttore. Non richiedono manutenzione per l'intera vita del prodotto. I cuscinetti aperti sono necessari quando le velocità di rotazione sono elevate, ma richiedono allucinanti precauzioni per mantenerli puliti e lubrificati, in questo caso con olio.
Tornando al topic, esistono le 'rortelle', che sono dei cuscinetti nei quali l'anello esterno è sagomato per scorrere su una rotaia di estruso. Vengono utilizzati per... le porte scorrevoli.

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Deve anche essere considerata la sicurezza, pertanto consiglio di non inchiodare due cuscinetti a un asse di legno, ma di acquistare un gruppo movimento specifico, che impedisce l'uscita delle rotelle dalle rotaie e ha le stesse in polimero, molto più silenziose e durature.
(1) Consideriamo solo i classici cuscinetti radiali a sfere.
(2) Piccole oscillazioni o vibrazioni delle due parti collegate.
(3) Se vedete un 'meccanico' pulire un cuscinetto soffiandoci l'aria compressa, adesso sapete che è un *******. Primo perché l'operazione è pazzescamente pericolosa, poi perché ha quasi certamente rovinato il cuscinetto, facendolo ruotare senza carico.