Costruzione avvitatore elettrico
Salve a Tutti.
Scrivo per esporre una perplessità fattasi palese nel corso della costruzione amatoriale di un piccolo avvitatore elettrico per uso domestico. Lo strumento in questione è realizzato sfruttando un piccolo motore DC a magneti permanenti (per uso modellistico, di derivazione Mabuchi) la cui tensione di alimentazione è grossolanamente controllata attraverso il collegamento, alla rete elettrica, di uno (o due) gruppi trasformatore-raddrizzatore ricavati da altrettanti caricabatterie per telefono cellulare. Essendo i loro elettrodi di output collegati in serie, quando entrambi i circuiti vengono collegati, in derivazione, alla rete domestica, la tensione risultante risulta essere pari alla somma delle rispettive cadute di tensione in uscita (come confermano ripetute misurazioni prese attraverso multimetro). Ciò che rimane a me difficile da comprendere è il come mai, nonostante la tensione raggiunga un valore maggiore del suo doppio, non riesca a percepire una variazione di velocità angolare nella rotazione dell'albero motore del motore elettrico (sebbene non abbia potuto effettuare alcuna misurazione in tal senso che giustifichi oggettivamente la problematica). Da neofita, giustifico il problema in una qualche peculiarità costruttiva riguardante uno dei circuiti (o entrambi) composti dal gruppo trasformatore-raddrizzatore (evidentemente più complessi di un trasformatore collegato in serie ad un ponte di diodi munito di condensatore). Allego alla presente uno schema circuitale, debitamente semplificato, mostrante la struttura del dispositivo in questione. Mi affido alla Vostra esperienza e perizia nella speranza di poter risolvere il problema.
Cordialità.
Scrivo per esporre una perplessità fattasi palese nel corso della costruzione amatoriale di un piccolo avvitatore elettrico per uso domestico. Lo strumento in questione è realizzato sfruttando un piccolo motore DC a magneti permanenti (per uso modellistico, di derivazione Mabuchi) la cui tensione di alimentazione è grossolanamente controllata attraverso il collegamento, alla rete elettrica, di uno (o due) gruppi trasformatore-raddrizzatore ricavati da altrettanti caricabatterie per telefono cellulare. Essendo i loro elettrodi di output collegati in serie, quando entrambi i circuiti vengono collegati, in derivazione, alla rete domestica, la tensione risultante risulta essere pari alla somma delle rispettive cadute di tensione in uscita (come confermano ripetute misurazioni prese attraverso multimetro). Ciò che rimane a me difficile da comprendere è il come mai, nonostante la tensione raggiunga un valore maggiore del suo doppio, non riesca a percepire una variazione di velocità angolare nella rotazione dell'albero motore del motore elettrico (sebbene non abbia potuto effettuare alcuna misurazione in tal senso che giustifichi oggettivamente la problematica). Da neofita, giustifico il problema in una qualche peculiarità costruttiva riguardante uno dei circuiti (o entrambi) composti dal gruppo trasformatore-raddrizzatore (evidentemente più complessi di un trasformatore collegato in serie ad un ponte di diodi munito di condensatore). Allego alla presente uno schema circuitale, debitamente semplificato, mostrante la struttura del dispositivo in questione. Mi affido alla Vostra esperienza e perizia nella speranza di poter risolvere il problema.
Cordialità.