Per quanto riguarda il collegamento delle linee dati negli alimentatori destinati alla sola ricarica, esistono diverse soluzioni (alcune seguono determinate specifiche tecniche, altre sono inventate dai singoli costruttori degli alimentatori). Lo scopo è quello di "comunicare" al dispositivo in carica la quantità massima di corrente prelevabile dall'alimentare senza danneggiarlo. Sappiamo infatti che nella maggior parte dei casi è il dispositivo ricevente (cellulare, tablet, ecc.) a determinare la quantità di corrente che serve. A titolo di esempio:
- i terminali D+ e D- sono collegati entrambi con due resistenze da 15 kΩ in pulldown: la corrente massima prelevabile corrisponde allo standard di 500 mA;
- i terminali D+ e D- sono circuitati fra loro: è possibile prelevare più di 1,5 ampere;
- tramite un partitore di tensione, sui terminali D+ e D- sono presenti delle tensioni di riferimento di diverso valore, a seconda della corrente massima prelevabile dal caricabatterie (sistema utilizzato da Apple e da Sony per i propri dispositivi);
- i terminali D+ e D- non ci sono proprio, il cavo è formato da due soli conduttori, che possono essere dimensionati per correnti superiori al normale senza occupare spazio aggiuntivo.
In sostanza, lasciando scollegati i due terminali per i dati non si corre alcun rischio, se non quello che con determinati dispositivi (quelli che autoregolano l'intensità di corrente) si potrebbero avere correnti di carica molto limitate.