Banco prova reattanze monofasi
Ciao a tutti,
avrei la necessità di testare delle reattanze monofasi, nel range di frequenza da 400 a 1000 Hz.
In particolare si tratta di induttanze di livellamento DC, oppure filtri dv/dt per inverter.
Lo scopo è verificarne le caratteristiche simulando il reale funzionamento, così da capire (preventivamente al montaggio) se il componente lavora correttamente.
L’idea è quella di utilizzare un amplificatore audio di elevata potenza (modelli a 12V da auto) e bassissima impedenza di uscita (attorno ad 1 ohm) modulando il segnale con un generatore di funzioni.
Le reattanze da provare si aggireranno tutte come valore da 1 Ohm a 20 Ohm massimo.
I primi dubbi che mi sorgono sono i seguenti:
- Il fatto che come carico ho un componente molto reattivo, il quale assorbirà per lo più corrente reattiva induttiva che attiva, può comportare problemi all’amplificatore?
- Utilizzando un generatore di segnali ci sarà la possibilità anche di fornire in ingresso all’amplificatore realmente una tensione DC raddrizzata per simulare il comportamento citato sopra: potrebbe soffrirne l’amplificatore per il fatto che sta amplificando un segnale continuo e non alternato?
La corrente in gioco non dovrà superare i 25A, ho visto esserci sul mercato amplificatori di elevato costo (ma fortunatamente questo al momento non è un problema) che dovrebbero garantire correnti molto maggiori.
Verrà inoltre previsto un adeguato sistema di alimentazione.
Vedete poi altre eventuali controindicazioni per questo progetto?
Grazie a tutti
Marco
avrei la necessità di testare delle reattanze monofasi, nel range di frequenza da 400 a 1000 Hz.
In particolare si tratta di induttanze di livellamento DC, oppure filtri dv/dt per inverter.
Lo scopo è verificarne le caratteristiche simulando il reale funzionamento, così da capire (preventivamente al montaggio) se il componente lavora correttamente.
L’idea è quella di utilizzare un amplificatore audio di elevata potenza (modelli a 12V da auto) e bassissima impedenza di uscita (attorno ad 1 ohm) modulando il segnale con un generatore di funzioni.
Le reattanze da provare si aggireranno tutte come valore da 1 Ohm a 20 Ohm massimo.
I primi dubbi che mi sorgono sono i seguenti:
- Il fatto che come carico ho un componente molto reattivo, il quale assorbirà per lo più corrente reattiva induttiva che attiva, può comportare problemi all’amplificatore?
- Utilizzando un generatore di segnali ci sarà la possibilità anche di fornire in ingresso all’amplificatore realmente una tensione DC raddrizzata per simulare il comportamento citato sopra: potrebbe soffrirne l’amplificatore per il fatto che sta amplificando un segnale continuo e non alternato?
La corrente in gioco non dovrà superare i 25A, ho visto esserci sul mercato amplificatori di elevato costo (ma fortunatamente questo al momento non è un problema) che dovrebbero garantire correnti molto maggiori.
Verrà inoltre previsto un adeguato sistema di alimentazione.
Vedete poi altre eventuali controindicazioni per questo progetto?
Grazie a tutti
Marco

