Ricarica muletti
Buongiorno a tutti,
mi trovo a dover valutare una situazione che, seppure abbastanza comune, pone qualche perplessità a livello di "copertura" normativa.
Ho un insediamento industriale nel quale la ricarica dei muletti viene effettuata all'interno dello stesso. Per vari motivi che non sto ad elencare l'attività era completamente fuori norma ed ora si sta adeguando, con tanto di pratica ex novo per VV.F.
L'attività è una officina meccanica di superficie attorno ai 5000mq distribuiti in un unico enorme ambiente. Il volume complessivo è attorno ai 25000 mc. I punti di ricarica, una decina circa, sono dislocati su tutta la superficie. Alcuni in prossimità delle pareti perimetrali (ai quali potrei applicare le prescrizioni di ventilazione naturale secondo CEI EN 62485) altri al centro dell'attività.
Premesso che il calcolo del volume minimo di sicurezza, vista la volumetria dell'ambiente, restituisce valori tranquillamente compatibili con la presenza dei punti di ricarica, resto perplesso per la conformazione del tetto (shed in alcune zone) che potrebbe favorire la formazione di sacche di accumulo di gas.
Quello che avrei pensato per "risolvere" la situazione sarebbe l'installazione di "ventilatori" in prossimità della copertura, in corrispondenza della verticale sul punto di ricarica, per favorire il rimescolamento dell'aria (e di conseguenza garantire la diluizione del gas al di sotto della percentuale limite inferiore per l'atmosfera esplosiva).
Vi chiedo:
1. E' una idiozia (non ho trovato alcun riferimento bibliografico) oppure ci può stare?
2. Non essendoci riferimenti normativi avreste idea di come giustificare la cosa a livello "analitico"? Calcoli, simulazioni ecc...
mi trovo a dover valutare una situazione che, seppure abbastanza comune, pone qualche perplessità a livello di "copertura" normativa.
Ho un insediamento industriale nel quale la ricarica dei muletti viene effettuata all'interno dello stesso. Per vari motivi che non sto ad elencare l'attività era completamente fuori norma ed ora si sta adeguando, con tanto di pratica ex novo per VV.F.
L'attività è una officina meccanica di superficie attorno ai 5000mq distribuiti in un unico enorme ambiente. Il volume complessivo è attorno ai 25000 mc. I punti di ricarica, una decina circa, sono dislocati su tutta la superficie. Alcuni in prossimità delle pareti perimetrali (ai quali potrei applicare le prescrizioni di ventilazione naturale secondo CEI EN 62485) altri al centro dell'attività.
Premesso che il calcolo del volume minimo di sicurezza, vista la volumetria dell'ambiente, restituisce valori tranquillamente compatibili con la presenza dei punti di ricarica, resto perplesso per la conformazione del tetto (shed in alcune zone) che potrebbe favorire la formazione di sacche di accumulo di gas.
Quello che avrei pensato per "risolvere" la situazione sarebbe l'installazione di "ventilatori" in prossimità della copertura, in corrispondenza della verticale sul punto di ricarica, per favorire il rimescolamento dell'aria (e di conseguenza garantire la diluizione del gas al di sotto della percentuale limite inferiore per l'atmosfera esplosiva).
Vi chiedo:
1. E' una idiozia (non ho trovato alcun riferimento bibliografico) oppure ci può stare?
2. Non essendoci riferimenti normativi avreste idea di come giustificare la cosa a livello "analitico"? Calcoli, simulazioni ecc...