Deontologia professionale
Buongiorno a tutti,
faccio una domanda a chi lavora nel settore e conosce normative e deontologia professionale.
Il mio condominio si ritrova, per una "dimenticanza", senza CPI. Condominio dei primi anni 90, con la parte autorimessa dotata di strutture antincendio secondo norme dell'epoca (portoni tagliafuoco a chiusura automatica, manichette ed estintori, porte tagliafuoco doppie verso ogni vano scala ecc). Mi sembra si tratti di un centinaio di box.
Viene incaricato un architetto per rimediare al guaio; l'architetto è anche condomino in quanto possessore di un box, questo da alcuni è visto come un vantaggio perché direttamente interessato.
Si scopre che il condominio deve fare tutto da zero, adeguandosi alle norme vigenti. L'architetto presenta un progetto molto dettagliato, con un preventivo altissimo (se ricordo bene intorno ai 180000 euro).
Successivamente un condomino presenta un altro professionista, un tecnico anche lui esperto nel settore, che propone un preventivo MOLTO più basso (intorno ai 50000€).
L'assemblea pur percependo un approccio meno rigoroso del nuovo tecnico sceglie il suo preventivo.
Gli animi si scaldano perché la parcella dell'architetto è stata già pagata, per una cifra consistente (se ricordo bene 12000€).
Io (strano eh?) ed altri cerchiamo di calmare i più esagitati e spingiamo per pagare comunque tutto il compenso all'architetto, che comunque ha lavorato anche se poi abbiamo cambiato (noi condomini) scelta e professionista.
I lavori vengono effettuati, e la spesa finale è ben maggiore del preventivo (comunque inferiore ai 100000€).
Tra i lavori aggiuntivi dei collarini per proteggere scarichi e tubazioni fognarie che "spuntano" in alcuni box.
Ora, dopo mesi dalla chiusura lavori, i vigili del fuoco ci contattano perché, in seguito a segnalazione dell'architetto, devono verificare nuovamente i lavori, in particolare chiedono l'accesso a TUTTI i box.
Nota: l'architetto in assemblea aveva avuto altre discussioni perché pretendeva un cambio dei millesimi a suo favore.
Quindi ecco le mie domande:
1) E' corretto dal punto di vista professionale il comportamento dell'architetto? Che dopo aver accettato un lavoro fa una denuncia, o comunque un atto contro il condominio, per vendicarsi della revoca dell'incarico?
2) I vigili devono realmente accedere a tutti i box o solo a quelli che hanno internamente le tubazioni incriminate? (la lettera dei vigili parla di tubazioni da verificare, immagino per la storia dei collarini forse non ancora istallati)
Grazie se, nonostante l'esposizione frammentaria, riuscite a darmi un parere.
faccio una domanda a chi lavora nel settore e conosce normative e deontologia professionale.
Il mio condominio si ritrova, per una "dimenticanza", senza CPI. Condominio dei primi anni 90, con la parte autorimessa dotata di strutture antincendio secondo norme dell'epoca (portoni tagliafuoco a chiusura automatica, manichette ed estintori, porte tagliafuoco doppie verso ogni vano scala ecc). Mi sembra si tratti di un centinaio di box.
Viene incaricato un architetto per rimediare al guaio; l'architetto è anche condomino in quanto possessore di un box, questo da alcuni è visto come un vantaggio perché direttamente interessato.
Si scopre che il condominio deve fare tutto da zero, adeguandosi alle norme vigenti. L'architetto presenta un progetto molto dettagliato, con un preventivo altissimo (se ricordo bene intorno ai 180000 euro).
Successivamente un condomino presenta un altro professionista, un tecnico anche lui esperto nel settore, che propone un preventivo MOLTO più basso (intorno ai 50000€).
L'assemblea pur percependo un approccio meno rigoroso del nuovo tecnico sceglie il suo preventivo.
Gli animi si scaldano perché la parcella dell'architetto è stata già pagata, per una cifra consistente (se ricordo bene 12000€).
Io (strano eh?) ed altri cerchiamo di calmare i più esagitati e spingiamo per pagare comunque tutto il compenso all'architetto, che comunque ha lavorato anche se poi abbiamo cambiato (noi condomini) scelta e professionista.
I lavori vengono effettuati, e la spesa finale è ben maggiore del preventivo (comunque inferiore ai 100000€).
Tra i lavori aggiuntivi dei collarini per proteggere scarichi e tubazioni fognarie che "spuntano" in alcuni box.
Ora, dopo mesi dalla chiusura lavori, i vigili del fuoco ci contattano perché, in seguito a segnalazione dell'architetto, devono verificare nuovamente i lavori, in particolare chiedono l'accesso a TUTTI i box.
Nota: l'architetto in assemblea aveva avuto altre discussioni perché pretendeva un cambio dei millesimi a suo favore.
Quindi ecco le mie domande:
1) E' corretto dal punto di vista professionale il comportamento dell'architetto? Che dopo aver accettato un lavoro fa una denuncia, o comunque un atto contro il condominio, per vendicarsi della revoca dell'incarico?
2) I vigili devono realmente accedere a tutti i box o solo a quelli che hanno internamente le tubazioni incriminate? (la lettera dei vigili parla di tubazioni da verificare, immagino per la storia dei collarini forse non ancora istallati)
Grazie se, nonostante l'esposizione frammentaria, riuscite a darmi un parere.
