Faccio una premessa per eco-bimbimikia, io adoro le auto elettriche, ho provato una Tesla Model s P85D con l’idea di acquistarla e ho rinunciato. Al di la degli Hype esagerati sulla perfezione delle automobili Tesla in effetti avere a disposizione la coppia e l’enorme potenza che un motore elettrico ti mette a disposizione una esperienza di guida imparagonabile a quella dei motori endotermici. L’altro fattore interessante è il rumore, al netto del fatto che la Tesla Model S in autostrada è rumorosa a causa di una meno che mediocre cura nell’insonorizzazione dai fruscii aerodinamici e del rotolamento delle ruote, in città e a bassa velocità è un viaggiare ovattato, quasi magico, un win win sia per chi guida che per chi sta fuori e non deve sempre subire il “rombo” degli automobilisti.
Detto questo, scordatevelo: a tecnologie attuali e a tecnologie che sappiamo essere realisticamente in uscita non è possibile che una quota che non sia del tutto irrilevante dell’attuale parco circolante di automobili possa essere convertita al full electric.
Volete un esempio?
Prendiamo il migliore scenario possibile.
Facciamo finta che:
ci sia una tecnologia che raddoppi l’attuale capacità delle migliori batterie disponibili (polimeri di litio), e che sia affidabile e non dia problemi di “consumo” delle batterie per almeno 500.000km
ci sia una tecnologia per “fare il pieno” in 6 minuti, ovvero quando ci vuole oggi in media per farlo con un auto a benzina, dal benzinaio. Ti fermi, ti fai fare il pieno, paghi e riparti. Un pit stop da 6 minuti.
Che il tutto costi pochissimo tanto da potere fare auto dal costo analogo di un auto “tradizionale”.
(diciamo che le 3 ipotesi qui sopra potrebbero vedere la luce entro 5 anni, se tutto, ma proprio tutto quello che l’industria promette andasse a buon fine)
Tutto risolto direte voi?
No.
Ora immaginate una tipica giornata di Luglio all’Autogrill, gli Italiani vanno in vacanza sulla loro scintillante auto elettrica nuova di pacca, un auto fantastica, ecologica, silenziosa, costa 18-20.000€ tasse incluse, e ha una autonomia di 6-800km con un pieno perché monta su un pacco batterie innovativo (magari super capacitori?) da 120-180 kWh che si ricarica in 3 minuti ( gli altri 3 servono per fermarsi pagare e ripartire).
In un normalissimo Autogrill se fate caso in un ora nelle giornate di punta (e senza esagerare) con 8-10 pompe vengono servite 80 automobili per il pieno, e mi tengo basso.
Ora immaginate che invece di un pieno di benzina o gasolio, in quell’autogrill debbano venire servite in un ora 80 auto elettriche. E facciamo finta che in media ciascuna di queste auto elettriche abbia bisogno di riempire il serbatoio con 60 kWh.
Sapete cosa significa?
Significa che in un ora questo autogrill dovrà servire 4800 kWh.
Ehm…..
Diciamo che è “leggermente” fuori questione. A meno che l’Autogrill in questione non sia:
vicino ad una linea elettrica ad altissima capacità
abbia una sua centrale per gestire l’energia da distribuire
abbia un sistema di cavi specifici per trasportare tutta questa energia
Il che non è oggi, e non sarà nei prossimi decenni a meno di una mole enorme di investimenti necessariamente pubblici e che comunque necessiteranno di almeno un paio di decenni, in Italia in particolare dove le utenze domestiche utilizzano il gas e il petrolio per riscaldarsi e per cucinare e quindi le case sono collegate a linee elettriche a bassa capacità. E cambiare l’ultimo miglio delle linee elettriche non è diverso da posare giù fibra ottica, anzi è molto peggio.
Tralascio il problema della enorme aumento della capacità produttiva di energia elettrica necessario per sostenere la mobilità elettrica, al massimo la si importa dalle centrali nucleari francesi. Giusto? (no farla con le rinnovabili, per la mole che ne serve è impossibile anche con le migliori tecnologie).
E dunque?
Beh e dunque a meno che E-cat di Andrea Rossi o altri sistemi di fusione nucleare fredda, Lenr, oppure altra fantascienza non diventino prima scienza poi prodotto commerciale. Di auto elettrica di massa non se ne parla.
Di auto elettrica per benestanti e ricchi invece si. Eccome, tanto le poche colonnine per loro le pagherà lo stato e il popolino sarà felice di vederli girare senza inquinare. Oh che carini e civili…. loro. (e nel caso pure io, se mi fanno le colonnine aggratis perché no).
Quindi la mobibiltà individuale elettrica è una chimera?
NO, affatto, solo che non è come ce la immaginiamo ne sostituirà e neppure scalfirà le quote di mercato benzina e diesel nei prossimi 3-4 decenni.
La mobilità elettrica si esprimerà secondo le sue possibilità di contesto:
Nei paesi che hanno reti elettriche e sistemi di produzione adeguati insieme o possono permettersi di costruirle velocemente e hanno una bassa densità della popolazione la mobilità elettrica si svilupperà
Su mezzi leggeri che non necessitano di enormi potenze ovvero biciclette e motorini, la mobilità elettrica si svilupperà.
Sulle auto si svilupperà l’unico compromesso intelligente possibile, ovvero i sistemi ibridi-plug-in.
Ma scordatevi la Tesla. La Leaf. O quel che vi pare full electric. Saranno solo giocattolini per pochi. Soprattutto in un paese denso di popolazione e con struttura della rete elettrica italiana.
Un cambio radicale di scenario potrebbero fornirlo automobili completamente automatiche in abbonamento. Ovvero auto fornite da un servizio (vedrei bene le attuali compagnie telefoniche) le chiami, o le prendi nella piazzola con le colonnine, ti fai portare a destinazione, scendi e poi loro vanno a ricaricarsi in un luogo adatto. Quindi comunque 10-20 anni da oggi ma come minimo.
p.s. invece non sono ancora convinto che l’idrogeno non sia la soluzione, se Toyota ci ha investito pesante un motivo deve esserci.
Di FunnyKing
http://www.rischiocalcolato.it/2016/04/ ... empio.html