Mi permetto, allora, di citare anche il mio vecchio articolo sui sistemi di ricarica che è ancora abbastanza attuale:
http://www.electroyou.it/6367/wiki/n-aVedo che molti dei precedenti link sono "italiani".
Allora, vale la pena segnalare che l'Italia è l'esempio negativo di come non vanno fatte le cose. Infatti, mentre in Europa le vendite auto elettriche sono in continua crescita, in Italia non solo sono poche ma addirittura diminuiscono!
Innanzitutto in Italia, le stazioni di ricarica sono quasi tutte solo in corrente alternata, massimo 22 kW.
La ricarica pubblica ha bisogno anche e soprattutto di quelle multistandard, da 50 kW e oltre.
Queste ultime sono pochissime. Installate qua e là da qualche privato (per esempio, le 13 gestite da A2A sono state gentilmente offerte da Nissan-DBT).
Chi è del giro, sa come dai pulpiti dei convegni, alcune aziende del settore remassero contro la ricarica veloce. Non più di un anno fa, ad un convegno, il rappresentante di una nota azienda elettrica ribadiva che le ricariche veloci sono inutili! (si faccia un giro all'estero, e poi veda, gli risposi).
Mancando le strutture di ricarica veloci, distinte da quelle normali, l'uso è abbastanza pasticciato e scomodo. Per esempio, a volte, si chiede di liberare presto una struttura lenta per metterla a disposizione di altri, senza però che la ricarica sia stata completata.
Enel ha vinto la gara europea per l'installazione di 180 punti di ricarica veloce in Italia e all'estero (progetto Eva+), dopo innumerevoli annunci del passato che non hanno avuto alcun seguito. Speriamo in bene perché Enel non ha alcuna esperienza di ricarica veloce.
http://www.quattroruote.it/news/eco_new ... liane.htmlUn altro aspetto riguarda il roaming. Se le colonnine non sono gratuite a libero accesso, in Italia ogni circuito, ogni operatore ha la sua tessera. Anzi alcuni non ce l'hanno nemmeno (bisogna ogni volta recarsi a qualche sportello, in orario di ufficio, per poter accedere alla colonnina di ricarica). La soluzione ormai diffusa in Europa è il roaming: si usa una tessera unica o una app per accedere a tutte le stazioni connesse in rete, anche di altri operatori. In Italia è in disuso (cosa che comporta non solo di dover sottoscrivere innumerevoli tessere, ma anche di impedire agli stranieri di accedere facilmente alle colonnine italiane).
Come se non bastasse, per anni si è sostenuto che in Italia fossero necessarie norme tecniche diverse, prese diverse, in virtù di non meglio precisate necessità nazionali di sicurezza. Ancora oggi in Italia si trovano in giro prese di formato in uso solo in Italia.
Come sempre, mancano le regole. Ancora oggi non sono chiare le regole per un imprenditore che volesse entrare nel settore, senza considerare il costo della potenza e dell'energia elettrica maggiori che negli altri paesi. Manca la famosa "piattaforma unica nazionale", il database che avrebbe dovuto catalogare tutte in infrastrutture di ricarica pubblica (manca un elenco ufficiale delle colonnine, esistono solo siti privati che cercano di farlo).
E la Corte dei Conti ha appena fischiato fallo: nonostante le decine di milioni stanziati per le infrastrutture di ricarica, non è ancora stato speso nulla, con grave ritardo rispetto al resto dell'Europa, soprattutto per la ricarica veloce.
Infine, vi segnalo questo articolo con video, che racconta le esperienze di un guidatore elettrico italiano in Europa.
https://www.greenme.it/muoversi/auto/22 ... f-electriphttps://youtu.be/CqvqzXGeRbE