Re: mobilità vera
Non so a chi o a che cosa ti riferisci, ma mi sembra che di queste problematiche se ne parla, eccome. Fanno parte delle obiezioni usuali, tra amici o colleghi. Io le trovo spesso, per esempio, tra i commenti su Quattroruote quando esce un articolo sulle auto elettriche.
Da parte mia non posso che ripetere che oggi l'auto elettrica ha applicazioni limitate (ma non infime) per via le problematiche note.
Ma siamo all'inizio di una rivoluzione tecnologica, come quella dei computer, dei cellulari o della fotografia digitale. All'inizio tecnologie per pochi pionieri (ricchi e/o appassionati) e poi, nel giro di pochi anni, alla portata di tutti.
Lo stesso accadrà per l'auto elettrica nel giro di tre, cinque o dieci anni (difficile dirlo). Potrà essere l'auto per tutti o quasi tutti, anche per chi possiede un'unica auto (o nessuna, con l'uso del car sharing). Dovranno abbassarsi i costi, aumentare un po' ancora la densità energetica delle batterie e svilupparsi una buona rete di ricarica veloce.
Ciò di cui difficilmente si potrà fare a meno, però, è la ricarica personale a destinazione: nel proprio box, o comunque in un posto auto individuale. Innanzitutto perché è il modo più semplice ed economico di caricare l'auto elettrica. Ma soprattutto perché la ricarica veloce, pur essenziale, ha un ruolo complementare: per quanto veloce non è istantanea, e possiamo immaginare le file se fosse l'unica possibilità di rifornire l'auto elettrica.
Ciò premesso, esistono anche i "talebani" dell'auto elettrica che la pensano diversamente da me. Secondo loro già oggi l'auto elettrica può coprire tutte le esigenze. Una vettura come la Zoe fa 300 km più che sufficienti per la maggior parte delle applicazioni. Se non basta c'è la Tesla, magari di seconda mano. In effetti, persino in Italia, ci sono quelli dotati solo di una o due auto elettriche e a loro dire ci viaggiano in tutta Europa senza grandi difficoltà.
Da parte mia non posso che ripetere che oggi l'auto elettrica ha applicazioni limitate (ma non infime) per via le problematiche note.
Ma siamo all'inizio di una rivoluzione tecnologica, come quella dei computer, dei cellulari o della fotografia digitale. All'inizio tecnologie per pochi pionieri (ricchi e/o appassionati) e poi, nel giro di pochi anni, alla portata di tutti.
Lo stesso accadrà per l'auto elettrica nel giro di tre, cinque o dieci anni (difficile dirlo). Potrà essere l'auto per tutti o quasi tutti, anche per chi possiede un'unica auto (o nessuna, con l'uso del car sharing). Dovranno abbassarsi i costi, aumentare un po' ancora la densità energetica delle batterie e svilupparsi una buona rete di ricarica veloce.
Ciò di cui difficilmente si potrà fare a meno, però, è la ricarica personale a destinazione: nel proprio box, o comunque in un posto auto individuale. Innanzitutto perché è il modo più semplice ed economico di caricare l'auto elettrica. Ma soprattutto perché la ricarica veloce, pur essenziale, ha un ruolo complementare: per quanto veloce non è istantanea, e possiamo immaginare le file se fosse l'unica possibilità di rifornire l'auto elettrica.
Ciò premesso, esistono anche i "talebani" dell'auto elettrica che la pensano diversamente da me. Secondo loro già oggi l'auto elettrica può coprire tutte le esigenze. Una vettura come la Zoe fa 300 km più che sufficienti per la maggior parte delle applicazioni. Se non basta c'è la Tesla, magari di seconda mano. In effetti, persino in Italia, ci sono quelli dotati solo di una o due auto elettriche e a loro dire ci viaggiano in tutta Europa senza grandi difficoltà.