Tra i motivi di successo dei motori AC (non solo sui veicoli) c'è anche la compattezza, che va di pari passo con l'efficienza, in qualche modo (visto che dissipare le perdite richiede spazio e peso). E' molto difficile realizzare un motore in continua con densità di potenza pari a quella di un sincrono a magneti permanenti interni, e che abbia anche un range di velocità paragonabile. Le spazzole causano, tra l'altro, perdite per attrito non del tutto trascurabili, e che probabilmente variano nel tempo.
I motori "IPMSM" citati da Mario ("IPM" per gli amici, sincroni a magneti permanenti interni o "Interior Permanent Magnet Synchronous Motors") sono considerati quelli che permettono di raggiungere la densità di coppia e di potenza più alta, per questo sono di gran lunga i più utilizzati nelle auto elettriche ed ibride che vanno per la maggiore.
EcoTan ha scritto:A me sarebbe piaciuto inventare un sistema capace di variare il numero degli elementi di batteria inseriti in serie, con opportuna turnazione per scaricarli uniformemente.
In un certo senso, i BMS con bilanciamento attivo fanno una parte di questo lavoro, cioè bilanciare la carica delle celle in serie, in modo non necessariamente dissipativo (cioé delle perdite ci sono, ma non sono necessarie al bilanciamento, come invece nell'equalizzazione passiva). Probabilmente, però, il costo di questi sistemi è ancora troppo alto e l'ingombro notevole, rispetto a dei semplici resistori, non mi risulta che ci siano veicoli che utilizzano questo metodo.
Piuttosto che cambiare i collegamenti tra le celle, credo che un convertitore DC-DC sia più efficiente, più compatto, più economico, e più affidabile, oltre a non innescare transitori pericolosi.
Nonostante questo, la maggior parte dei veicoli (che io sappia) non ha convertitori DC-DC tra batteria ed inverter, perché non ne vale la pena. Con il giusto dimensionamento della trasmissione, del motore e dell'inverter, si riesce a coprire bene il range di coppia-velocità con efficienze alte. Va detto che, nella maggior parte dei casi (sia asincrono che IPM che sincrono a riluttanza), il deflussaggio comporta un funzionamento quasi a potenza costante, molto simile a quello che si otterrebbe con un cambio a variazioni continue.
Immagino che per questo non abbia molto senso far variare appositamente la tensione di alimentazione.
Va anche detto che esistono motori (per ora solo provati in laboratorio, che io sappia), sui quali è possibile variare il flusso del magnete permanente.