La cosa è proprio semplice, la derivata seconda è la derivata della derivata prima... e così via, la derivata terza significa derivare tre volte... la ennesima enne volte.
indicando con D l'operatore derivata (una "cosa" che gli dai in pasto una funzione e ti restituisce la sua derivata)


e così via...
Se invece pensi ad un significato "intuitivo" della cosa saprai che la derivata prima si può pensare come la "pendenza" del grafico che rappresenta la funzione se vuoi il
tasso di variazione della funzione a fronte di una variazione della variabile in dipendente.
In quest'ottica la derivata seconda si può pensare come il tasso di
variazione della pendenza del grafico...
La terza come tasso di variazione del tasso di variazione... ma qui effettivamente si comincia a perder di vista la cosa.
Infine da un punto di vista più fisico direi che dipende di cosa stiamo parlando, che cosa rappresenta la tua funzione.
Se ad esempio
rappresenta la posizione di un punto nel tempo
La sua derivata prima rappresenta la velocità

e la sua derivata seconda l'accelerazione

la terza invece non credo abbia un nome, la si potrebbe battezzare velocità di variazione dell'accelerazione....
