roby64 ha scritto: chiedo se c'è una regola per capire quando è meglio utilizzare una trasformazione approssimata di un tipo o di un altro.
Tra il metodo di Tustin e il metodo di Eulero (differenze all'indietro) il preferibile è
sempre il metodo di Tustin perché la trasformazione bilineare mappa la regione di stabilità a tempo continuo

nell'intera regione di stabilità a tempo discreto

, cosa che invece non succede con le differenze all'indietro.
EuleroÈ molto semplice provare quanto detto, basta studiare il luogo dei punti del piano complesso a

trasformati secondo la relazione che definisce l'approssimazione di Eulero (differenze all'indietro):

, dove

naturalmente è il tempo di campionamento.
A tal proposito, conviene esprimere in forma algebrica la variabile a tempo discreto

, conseguentemente l'approssimazione alla Eulero all'indietro della variabile a tempo continuo

si scrive nel seguente modo

da questa espressione si capisce che i punti

nella regione di stabilità a tempo continuo soddisfano la seguente relazione

che, con un po' di semplice algebra, si può riscrivere come

questa è l'espressione cartesiana di un cerchio di raggio

e centro in

(ovviamente espressa nel piano complesso a tempo discreto), quindi, CVD, la regione di stabilità a tempo continuo secondo il metodo di Eulero non viene mappata interamente nella regione di stabilità a tempo discreto.
Ti faccio notare che l'immagine della funzione di campionamento di Eulero

, espressa dalla

, non dipende dal tempo di campionamento, quindi al variare del parametro

la circonferenza nel piano

non varia.
TustinViceversa, l'approssimazione alla Tustin sfrutta completamente la regione di stabilità a tempo discreto. Per convincersene si può procedere seguendo la falsariga data dal precedente caso. Quindi

adesso l'immagine della funzione di campionamento di Tustin

, espressa dalla

, è un cerchio di raggio

e centro

, per cui, CVD, coincide con la regione di stabilità a tempo discreto.