Teoria dietro ai fasori?
Buonasera
Giungo qui con una domanda teorica alla quale ritengo occorra dare una risposta, visto che praticamente tutti i testi di elettrotecnica glissano: cosa sono i fasori?
Mi spiego meglio: tutti conosciamo senz'altro la definizione ovvia del fasore come "vettore rotante" (o rappresentazione esponenziale di una grandezza sinusoidale, che alla fine è la stessa cosa), che è utilizzata in molti campi della fisica (uno tra tutti: lo studio degli oscillatori armonici) e - trascurando il termine che contiene la pulsazione, visto che in quel caso tutte le grandezze sono isofrequenziali - per l'analisi di circuiti in regime sinusoidale.
Ma non basta: uno studente minimamente attento non può non notare certe corrispondenze quanto meno sospette tra i fasori e la trasformata di Fourier, corrispondenze sulle quali vale la pena indagare... ed ecco che inizia il problema: i testi di elettrotecnica trascurano totalmente l'argomento, limitandosi ad un confuso trafiletto (vedesi Perfetti) o addirittura non parlandone affatto (vedesi Glisson, che dice solo, quando spiega la trasformata di Laplace, che la rappresentazione dei circuiti ottenuta con essa è simile a quella ottenuta con il metodo simbolico)!
Lo studente cerca allora di far da sè, e prende un libro che tratti la trasformata di Fourier per capire come funziona la storia... e subito si imbatte nel primo problema: la rappresentazione così facile e carina delle sinusoidi ottenuta con i fasori non corrisponde assolutamente alla trasformata di Fourier della sinusoide!
Lo studente continua a cercare, e si imbatte in alcuni riferimenti ad una fantomatica trasformata di Steinmetz (citata - cosa stranissima - solo su Wikipedia Italia, in alcune dispense dell'Università di Bologna e in un post di
RenzoDF, che la etichetta come "un tentativo di formalizzare l'intuizione di Steinmetz sulla rappresentazione in fasori") che è definita in modo molto simile alla trasformata di Fourier... ma lo studente conosce bene il principio di autorevolezza delle fonti, e dunque sa che non può prendere per buono un risultato che non trova riscontri bibliografici di certificata autorevolezza (con tutto il rispetto per
RenzoDF, le cui competenze non mi permetto di mettere in dubbio).
A questo punto è giunta la notte, lo studente è demotivato (anche perché quella appena finita è stata una giornata terribile) e non sa più che pesci pigliare... e quindi scrive su EY sperando che qualche anima pia ed informata gli possa spiegare come stanno davvero le cose
Giungo qui con una domanda teorica alla quale ritengo occorra dare una risposta, visto che praticamente tutti i testi di elettrotecnica glissano: cosa sono i fasori?
Mi spiego meglio: tutti conosciamo senz'altro la definizione ovvia del fasore come "vettore rotante" (o rappresentazione esponenziale di una grandezza sinusoidale, che alla fine è la stessa cosa), che è utilizzata in molti campi della fisica (uno tra tutti: lo studio degli oscillatori armonici) e - trascurando il termine che contiene la pulsazione, visto che in quel caso tutte le grandezze sono isofrequenziali - per l'analisi di circuiti in regime sinusoidale.
Ma non basta: uno studente minimamente attento non può non notare certe corrispondenze quanto meno sospette tra i fasori e la trasformata di Fourier, corrispondenze sulle quali vale la pena indagare... ed ecco che inizia il problema: i testi di elettrotecnica trascurano totalmente l'argomento, limitandosi ad un confuso trafiletto (vedesi Perfetti) o addirittura non parlandone affatto (vedesi Glisson, che dice solo, quando spiega la trasformata di Laplace, che la rappresentazione dei circuiti ottenuta con essa è simile a quella ottenuta con il metodo simbolico)!
Lo studente cerca allora di far da sè, e prende un libro che tratti la trasformata di Fourier per capire come funziona la storia... e subito si imbatte nel primo problema: la rappresentazione così facile e carina delle sinusoidi ottenuta con i fasori non corrisponde assolutamente alla trasformata di Fourier della sinusoide!
Lo studente continua a cercare, e si imbatte in alcuni riferimenti ad una fantomatica trasformata di Steinmetz (citata - cosa stranissima - solo su Wikipedia Italia, in alcune dispense dell'Università di Bologna e in un post di
A questo punto è giunta la notte, lo studente è demotivato (anche perché quella appena finita è stata una giornata terribile) e non sa più che pesci pigliare... e quindi scrive su EY sperando che qualche anima pia ed informata gli possa spiegare come stanno davvero le cose
della 
è reale, anche così:






proprio quella relazione cercavo di dimostrare, ma dopo una giornata passata a fare lavori pesanti l'idea di sfruttare le proprietà della trasformata per funzioni reali non mi è passata neanche vicino ai neuroni
e
e di questa scrittura specifica.