Impedenza d'ingresso (o d'uscita): cos'è?
Rieccomi con una delle mie domande teoriche assurde
Stavolta chiedo: cosa sono davvero l'impedenza d'ingresso e l'impedenza d'uscita di un circuito?
Alcuni testi di elettrotecnica (Alexander-Sadiku, ad esempio) e vari testi sull'analisi dei circuiti (io per ora, seguendo un consiglio di
IsidoroKZ letto in un topic qualche giorno fa, sto leggendo il Vorpérian) la descrivono come una funzione di trasferimento, ma questa definizione confligge con una proprietà fondamentale delle funzioni di trasferimento che trova le sue radici nella teoria matematica dei sistemi: il loro denominatore, dato il sistema da studiare, deve essere sempre lo stesso, e precisamente deve corrispondere al polinomio caratteristico della matrice di stato del sistema. Per notare la discrepanza, basta pensare al banalissimo circuito RC serie: il denominatore della sua funzione di trasferimento in tensione non è assolutamente uguale al denominatore della sua impedenza d'ingresso.
D'altra parte, altri testi di elettrotecnica (Perfetti e Glisson, ad esempio) non riportano le impedenze d'ingresso e uscita tra le funzioni di trasferimento: Perfetti le indica genericamente come "funzioni di rete", mentre Glisson si limita a generalizzare il concetto di resistenza. Questo approccio, però, non è mai (almeno nei testi che ho avuto modo di vedere io) accompagnato da un'adeguata spiegazione formale. Inoltre, ad aggravare la situazione, non c'è (o almeno io non riesco a trovare) un solo motivo per cui le impedenze d'ingresso e d'uscita non dovrebbero essere funzioni di trasferimento: ne rispettano pienamente la definizione, in effetti.
In pratica, confusione ovunque: formalmente le impedenze d'ingresso e uscita dovrebbero essere funzioni di trasferimento, tuttavia non ne rispettano le proprietà. Dunque, ecco la domanda: come funziona davvero?
Stavolta chiedo: cosa sono davvero l'impedenza d'ingresso e l'impedenza d'uscita di un circuito?
Alcuni testi di elettrotecnica (Alexander-Sadiku, ad esempio) e vari testi sull'analisi dei circuiti (io per ora, seguendo un consiglio di
D'altra parte, altri testi di elettrotecnica (Perfetti e Glisson, ad esempio) non riportano le impedenze d'ingresso e uscita tra le funzioni di trasferimento: Perfetti le indica genericamente come "funzioni di rete", mentre Glisson si limita a generalizzare il concetto di resistenza. Questo approccio, però, non è mai (almeno nei testi che ho avuto modo di vedere io) accompagnato da un'adeguata spiegazione formale. Inoltre, ad aggravare la situazione, non c'è (o almeno io non riesco a trovare) un solo motivo per cui le impedenze d'ingresso e d'uscita non dovrebbero essere funzioni di trasferimento: ne rispettano pienamente la definizione, in effetti.
In pratica, confusione ovunque: formalmente le impedenze d'ingresso e uscita dovrebbero essere funzioni di trasferimento, tuttavia non ne rispettano le proprietà. Dunque, ecco la domanda: come funziona davvero?

.








.

