PID e Feed Forward per controllo Temperatura
Ciao a tutti,
vorrei ricevere un parere su questione riguardante il sistema di controllo implementato in un termostato. La domanda riguarda un mix tra termotecnica e teoria dei controlli. Parti dal presupposto che qualsiasi soluzione avrà dei limiti di cui sono conscio però in qualche modo un modello approssimato “cautelativo” dobbiamo individuarlo.
Allego 2 figure inerenti il sistema di controllo implementato in modo da cercare di essere chiaro per quanto possibile. In allegato troverete lo schema di controllo principale ed anche un dettaglio del calcolo per determinare il contributo energetico delle stanze adiacenti (in altre parole un esploso dello riquadro giallo che si trova nell’immagine “schemadicontrolloprincipale”).
Come si vede nell’immagine “schemadicontrolloprincipale” il controllore implementato per ogni stanza si costituisce di un blocco PID (blocco rosso) che ha in ingresso la temperatura della stanza ed il setpoint da raggiungere, in funzione di tale differenza e delle costanti integrative e proporzionali il controllore da in uscita un segnale che viene limitato tra 0 e 100 dal blocco detto “Saturation”. Questo segnale verrà sottratto all’eventuale contributo derivante dalle stanze adiacenti (blocco giallo). In altre parole, nel caso ci sia un contributo dalle stanze adiacenti, l’azione di regolazione “ultima” verrà diminuita (riferimento uscita del blocco “raw_PI_fdw_command”) con conseguente diminuzione, seppur minima, del tempo di apertura della valvola (organo attuativo).
Detto ciò descrivo l’esploso del blocco giallo “dettagliostanzeadiacenti”: in ogni blocco “DeltaX” viene effettuata la sottrazione tra la temperatura misurata nella stanza adiacente X e la temperatura misurata nella stanza sulla quale si sta gestendo il controllo. L’uscita di ogni blocco “Delta” viene moltiplicata per un fattore decimale compreso tra 0 1 denominato “Peso”, ciò viene effettuato per tutte le stanze adiacenti (max 4). Tutti questi contributi vengono sommati, il risultato viene moltiplicato per la costante proporzionale del Controllore PID (ma questa moltiplicazione la puoi trascurare) ed infine limitato tra 0 e 100. L’uscita di tutta rappresenta la parte del blocco rosso ovvero quella sopra indicata come “all’eventuale contributo derivante dalle stanze adiacenti”.
Ora il mio problema è il seguente: conoscendo materiale, spessore, area di tutte le superfici contigue ed ovviamente la temperatura misurata nella stanza adiacente determinare un metodo per poter calcolare il “peso” da assegnare (esploso del blocco giallo) in modo da poter prendere in considerazione in minima parte ed in via cautelativa il contributo delle stanze adiacenti senza però rischiare che muoiano di “freddo”.Si Parta dal presupposto che se anche siamo un attimo sovrabbondanti sarà poi il controllore PID principale a rendersi conto di ciò e cercare di riportare la situazione alla normalità aumentando la propria azione.
Capisco che è un po incasinato quello che ti ho detto però se avete qualche idea per me può essere utile.
Grazie
vorrei ricevere un parere su questione riguardante il sistema di controllo implementato in un termostato. La domanda riguarda un mix tra termotecnica e teoria dei controlli. Parti dal presupposto che qualsiasi soluzione avrà dei limiti di cui sono conscio però in qualche modo un modello approssimato “cautelativo” dobbiamo individuarlo.
Allego 2 figure inerenti il sistema di controllo implementato in modo da cercare di essere chiaro per quanto possibile. In allegato troverete lo schema di controllo principale ed anche un dettaglio del calcolo per determinare il contributo energetico delle stanze adiacenti (in altre parole un esploso dello riquadro giallo che si trova nell’immagine “schemadicontrolloprincipale”).
Come si vede nell’immagine “schemadicontrolloprincipale” il controllore implementato per ogni stanza si costituisce di un blocco PID (blocco rosso) che ha in ingresso la temperatura della stanza ed il setpoint da raggiungere, in funzione di tale differenza e delle costanti integrative e proporzionali il controllore da in uscita un segnale che viene limitato tra 0 e 100 dal blocco detto “Saturation”. Questo segnale verrà sottratto all’eventuale contributo derivante dalle stanze adiacenti (blocco giallo). In altre parole, nel caso ci sia un contributo dalle stanze adiacenti, l’azione di regolazione “ultima” verrà diminuita (riferimento uscita del blocco “raw_PI_fdw_command”) con conseguente diminuzione, seppur minima, del tempo di apertura della valvola (organo attuativo).
Detto ciò descrivo l’esploso del blocco giallo “dettagliostanzeadiacenti”: in ogni blocco “DeltaX” viene effettuata la sottrazione tra la temperatura misurata nella stanza adiacente X e la temperatura misurata nella stanza sulla quale si sta gestendo il controllo. L’uscita di ogni blocco “Delta” viene moltiplicata per un fattore decimale compreso tra 0 1 denominato “Peso”, ciò viene effettuato per tutte le stanze adiacenti (max 4). Tutti questi contributi vengono sommati, il risultato viene moltiplicato per la costante proporzionale del Controllore PID (ma questa moltiplicazione la puoi trascurare) ed infine limitato tra 0 e 100. L’uscita di tutta rappresenta la parte del blocco rosso ovvero quella sopra indicata come “all’eventuale contributo derivante dalle stanze adiacenti”.
Ora il mio problema è il seguente: conoscendo materiale, spessore, area di tutte le superfici contigue ed ovviamente la temperatura misurata nella stanza adiacente determinare un metodo per poter calcolare il “peso” da assegnare (esploso del blocco giallo) in modo da poter prendere in considerazione in minima parte ed in via cautelativa il contributo delle stanze adiacenti senza però rischiare che muoiano di “freddo”.Si Parta dal presupposto che se anche siamo un attimo sovrabbondanti sarà poi il controllore PID principale a rendersi conto di ciò e cercare di riportare la situazione alla normalità aumentando la propria azione.
Capisco che è un po incasinato quello che ti ho detto però se avete qualche idea per me può essere utile.
Grazie
