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Quanto può essere complesso un programma per PLC?

PLC, servomotori, inverter...robot

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[11] Re: Quanto può essere complesso un programma per PLC?

Messaggioda Foto Utentemir » 29 ott 2017, 23:11

WALTERmwp ha scritto:@mir, cosa contempla la documentazione lo so anch'io.

Allora saprai senz'altro che la programmazione a blocchi (blocchi and, or...) che utilizza il LOGO non ha nulla a che vedere con quella utilizzata (Kop, AWL)nello Step 7 per i PLC della famiglia Simatic , pertanto il Logo non è di aiuto a chi si vuole avvicinare al mondo dei PLC e della loro programmazione.
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[12] Re: Quanto può essere complesso un programma per PLC?

Messaggioda Foto UtenteWALTERmwp » 30 ott 2017, 0:02

mir ha scritto:
WALTERmwp ha scritto:@mir, cosa contempla la documentazione lo so anch'io.

Allora saprai senz'altro che la programmazione a blocchi (blocchi and, or...) che utilizza il LOGO non ha nulla a che vedere con quella utilizzata (Kop, AWL)nello Step 7 per i PLC della famiglia Simatic , pertanto il Logo non è di aiuto a chi si vuole avvicinare al mondo dei PLC e della loro programmazione.
no, anche questa argomentazione non risponde alla domanda, mi pare una divagazione.
La sintassi, il linguaggio, non classificano il dispositivo come PLC.
Ciò che lo caratterizza come tale è la funzione che è in grado di svolgere.

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[13] Re: Quanto può essere complesso un programma per PLC?

Messaggioda Foto Utentecarlomariamanenti » 30 ott 2017, 13:07

Il PLC è un'apparecchiatura elettronica programmabile in grado di interpretare ed eseguire le istruzioni dei programmi in essa memorizzati, interagendo con un circuito di controllo attraverso dispositivi d'ingresso (input) e d'uscita (output).


Il Logo, per quanto minuscolo per capacità di elaborazione e flessibilità è comunque un PLC per definizione.

Se assumiamo che il Logo, (come lui lo Zelio di =SE= e molti altri device programmabili), non si possano definire PLC per deficienza di prestazioni allora anche l'S7 può non essere definito un PLC se paragonato a macchine molto più performanti e sofisticate.

Oggi la definizione di PLC è molto labile così come altrettanto sfumata è la definizione di Motion: i confini tra il "controllo" e il "controllato" sono oggi più sfumati che mai.

In quanto ai linguaggi di programmazione, oltre ai linguaggi standad IEC1131 e ai vari dialetti ladder e ST, oggi il C++, così come il C, il basic, il VBA, e i linguaggi matematici come Matlab e Scilab sono anche essi disponibili tra quelli utilizzabili per programmare PLC industriali.

Come sempre è tutto relativo, "piccoli device" con relativamente povere performance e limitata disponibilità di funzionalità e linguaggi di programmazione e "grandi device" che permettono funzionalità che sino a poco tempo fa erano dominio di controllori non intesi come PLC.

Ma sempre di PLC si tratta.
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[14] Re: Quanto può essere complesso un programma per PLC?

Messaggioda Foto Utentemir » 30 ott 2017, 19:41

WALTERmwp ha scritto:mi pare una divagazione.

Ok, allora continuo a divagare dicendo che nel mio piccolo ho grosse difficoltà nell'immaginare una macchina industriale o un impianto di processo industriale gestite da un Logo, mentre mi resta di gran lunga semplice immaginare che un PLC gestisca una macchina industriale e/o un impianto di processo industriale, significando con il termine di PLC , i programmatori a logica controllata della famiglia Simatic by Siemens, ovvero gli S7 300 e gli S7 400, il 90 % di quelli che incontro nel quotidiano lavorativo. Logo seppur facente parte del costruttore Siemens nonho ancora avuto modo di vederlo gestire un macchinario industriale e/o impianto di processo industriale.
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[15] Re: Quanto può essere complesso un programma per PLC?

Messaggioda Foto UtenteWALTERmwp » 30 ott 2017, 20:10

Ma qui non si tratta d'opinioni, avete sostenuto che l'oggetto non è un PLC, io penso non sia corretta come affermazione e vi ho chiesto il motivo, ma di fatto non mi avete risposto.

Se siete a conoscenza d'un particolare che consente d'escluderlo da tale classificazione, scrivetelo, può darsi ch'io lo ignori, però se non lo riportate come faccio a scoprirlo ?

mir ha scritto:Ok, allora continuo a divagare dicendo che nel mio piccolo ho grosse difficoltà nell'immaginare una macchina industriale o un impianto di processo industriale gestite da un Logo, mentre mi resta di gran lunga semplice immaginare che un PLC gestisca una macchina industriale e/o un impianto di processo industriale (...)
il fatto che un Logo (ma vale anche per quelli simili d'altri brand) non possa gestire un impianto come può invece fare una macchina di classe superiore non significa che non sia un PLC (ricordiamoci cosa significa l'acronimo).
Questi chiarimenti non sono mica delle sfide, io sono ignorante e se desidero imparare qualcosa in più non posso fermarmi al recepimento d'una semplice negazione.
Le altre risposte che sono state date, come ho scritto, per quel che ne so, non spiegano la negazione.

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[16] Re: Quanto può essere complesso un programma per PLC?

Messaggioda Foto Utentemir » 30 ott 2017, 20:23

WALTERmwp ha scritto:Ma qui non si tratta d'opinioni,...

Infatti la mia non è un'opinione, è il continuo di quella che hai definito divagazione, ed è una constatazione di fatto, sulla base della mia umile e piccola esperienza.
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[17] Re: Quanto può essere complesso un programma per PLC?

Messaggioda Foto Utentedimaios » 30 ott 2017, 22:45

Il Logo! è un PLC per definizione in quanto una unità programmabile che risponde alla definizione formale anche se non compliant con la IEC 61131-3 ma ricordo che anche i PLC in passato non lo erano.

E' comunque certificato EN 61131-2 quindi il "ferro" è dichiaratamente un PLC.

La tipologia di I/O, la ciclicità della macchina a stati implementata, il linguaggio messo a disposizione e le caratteristiche hardware sono aderenti alla definizione di PLC .

Se lo confrontiamo con le macchine moderne è chiaro che non possiamo inserirlo in un contesto industriale anche perché SIEMENS lo cataloga nella sezione Microautomazione.

Se andiamo indietro nel tempo possiamo osservare dei PLC con caratteristiche estremamente inferiori a quelle di un Logo! impiegati in ambienti industriali ; oggi viene considerato come un giocattolo ben fatto, malgrado ciò resta sempre e comunque formalmente un PLC.
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[18] Re: Quanto può essere complesso un programma per PLC?

Messaggioda Foto UtenteLaix » 3 nov 2017, 21:45

Ringrazio tutti per la discussione e scusatemi per il ritardo cercherò di rispondere a tutti in una volta sola XD.

WALTERmwp ha scritto:non hai esposto correttamente ma mi pare si sia capito


Scusatemi andavo di fretta e di certo non ho formulato bene la questione ma per fortuna si è capito XD.



MassimoB ha scritto:@Laix che esperienza hai di PLC e C++?


PLC come potete vedere sono alle prime armi ma siccome lavoro nel campo dell'automazione (fino ad oggi "a basse tensioni") mi serve vapire come rivolgermi al mondo dei PLC per scegliere se adottarne uno per una macchina CNC (non classica) oppure non ne vale la pena e mi progetto tutta l'elettronica

C++ molto, per lavoro scrivo firmware per micro-controllori e mi capita di dover disegnare schede da zero per piccole e medie applicazioni.

StefanoSunda ha scritto:ANNULLATO!


??

MassimoB ha scritto:Il Logo non è un PLC ma viene insegnato a scuola come tale poiché chi insegna spesso non sa nulla del mondo reale, tantè che spesso ho notato dagli stagisti che viene insenata tecnologia obsoleta e quindi inutile se non come esempio accademico


Ho deciso di acquistare questo PLC o relè programmabile perché prima di iniziare una serie progettazione con i PLC a lavoro volevo capire se mi stavo muovendo verso la giusta strada per quello che devo fare e quindi ho risparmiato al massimo.

MassimoB ha scritto:Questo spiega tutto


in che senso ?

mir ha scritto:come suggeriscono gli esempi riportati nel manuale siemens, questo per dire che è ben distante dal soddisfare le applicazioni richieste su macchine e/o impianti industriali, dove le caratteristiche dei PLC (veri) della famiglia Simatic dal S7 300 al 400 soddisfano grazie alle loro potenzialità in termini di caratteristiche software ed hardware consentendo i giusti interfacciamenti con vsari sistemi di comunicazione


Be sinceramente visto da un occhio poco esperto come me nella programmazione in PLC anche questi esempi farli con blocchi mi sembrano davvero inutilmente lunghi e noiosi da realizzare ma forse è solo che sono abituato a programmare con linguaggi.



mir ha scritto:Allora saprai senz'altro che la programmazione a blocchi (blocchi and, or...) che utilizza il LOGO non ha nulla a che vedere con quella utilizzata (Kop, AWL)nello Step 7 per i PLC della famiglia Simatic , pertanto il Logo non è di aiuto a chi si vuole avvicinare al mondo dei PLC e della loro programmazione.


Purtroppo mi sa che non conoscevo questo forum prima di acquistarlo altrimenti avrei chiesto.... va be lo utilizzare per automatizzare un po la mia casa

Oggi la definizione di PLC è molto labile così come altrettanto sfumata è la definizione di Motion: i confini tra il "controllo" e il "controllato" sono oggi più sfumati che mai.


concordo

mir ha scritto:di quelli che incontro nel quotidiano lavorativo


Posso chiederti che lavoro fai? e quale titolo di studi? non vedere oltre le righe è pura curiosità niente di più

OK ragazzi adesso ho solo una domanda XD, forse due, mi consigliate un PLC degno di introdurmi al "vero" mondo dei PLC più moderni (il meno costoso) e poi vi chiedo secondo voi quale PLC potrebbe gestire una macchina CNC a 5 assi ?
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[19] Re: Quanto può essere complesso un programma per PLC?

Messaggioda Foto UtenteMassimoB » 3 nov 2017, 22:03

Per esempio una ABB AC500 PM585-ETH con espansioni CD522 o FM562(preferisco le CD522)
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