Vorrei aiutare davicos a considerare molto bene il post [7] di venexian.
venexian ha scritto:A me la parola 'esperto' ha sempre dato un po' fastidio. Non l'ho mai intesa come un riconoscimento per una maggiore preparazione su un argomento specifico, ma più come una scusa per la mancanza di preparazione su tutto il resto.
E' un'affermazione che contiene molta verita'. Ad un ingegnere, anche neolaureato, a me hanno insegnato che deve saper approcciare la soluzione di un problema tecnico-ingegneristico sulla scorta delle solide basi tecnico-teoriche che ha acquisito durante il percorso di studi. Quindi quello che si richiede e' il METODO che si segue per affrontare il problema con le sue difficolta'.
venexian ha scritto:La laurea in ingegneria, aveva in passato il biennio comune per tutte le 'specializzazioni'. Era a mio parere la parte più importante del percorso di studi, formava la mente dell'ingegnere
Altra verita'. Durante il biennio ho impiegato un anno per capire la QUALITA' dello studio che mi era richiesta per superare gli esami tipo FISICA I e II, Analisi matematica, Geometria ecc. ecc. E infatti ho impiegato 3 anni per superare il biennio.
venexian ha scritto:Un ingegnere meccanico 'vecchio ordinamento' in pochi anni di studio può acquisire le conoscenze di un ingegnere elettronico e vice versa
E anche questo e' vero. Considera che a Pisa quando c'era il "vecchio ordinamento" (statistiche anni 1980-1990)
la percentuale dei laureati in ingegneria in otto anni, sul numero di studenti iscritti al primo anno era inferiore al 5%. Questo voleva dire che ogni esame, specialmente quelli fondamentali, era quasi un calvario, pero' quando veniva superato la preparazione conseguita era granitica.
Durante tutto il percorso di studi non ho mai sentito, neanche una volta, rammentare dai docenti le Norme (CEI, UNI, ISO) perche' lo scopo dei corsi era imparare bene la materia trattata che una volta acquisita, permetteva la lettura e comprensione delle Norme senza problemi. Ed anche affrontare lo studio di nuove materie, avendo un adeguato bagaglio culturale, nel modo migliore.
venexian ha scritto: Per un neolaureato attuale è certamente più difficile.
Il vantaggio oggi è la rete. C'è tutto. Basta voler imparare.
Il "nuovo ordinamento" della facolta' di ingegneria ha modificato il percorso di studi sopra descritto e certamente e' diventato in qualche modo piu' agevole (anche secondo il parere dei docenti che conosco).
La rete rappresenta senz'altro un pozzo senza fondo di esperienze e conoscenze.