Non conosco il caso specifico, ma mi aspetterei un sistema ad anello chiuso (retroazionato).
Il potenziometro solidale al comando del timone, opportunamente collegato, traduce la posizione in un livello di tensione.
Un altro potenziometro collegato al timone traduce anch'esso la posizione in un livello di tensione.
Un amplificatore operazionale riceve i livelli di tensione dai due potenziometri e ne calcola la differenza.
Fin tanto che le due tensioni sono diverse, l'operazionale fornirà in uscita una tensione (positiva o negativa a seconda del segno della differenza) che opportunamente amplificata comanderà l'attuatore in un verso o nell'altro.
L'attuatore agirà in modo da ridurre la differenza di posizione fino a portarla (idealmente) a zero.
Le cose in realtà sono più complesse. È possibile che, per piccole differenze, l'operazionale fornisca una tensione proporzionale alla differenza, mentre per grandi differenze potrebbe volutamente saturare, cioè limitare l'escursione non oltre certi limiti, risultando pertanto un amplificatore non lineare che limita la velocità massima dell'attuatore.
Bisogna poi che il sistema sia stabile, cioè non vada in oscillazione intorno al punto di equilibrio (per molti sistemi si può verificare col
diagramma di Nyquist). C'è una branca dell'ingegneria che si occupa dei
controlli automatici.
Alla fine comunque il tutto sarà racchiuso in una scatoletta, una "centralina" che in base ai segnali di posizione in ingresso si occupa di fornire il giusto comando all'attuatore.