Cerco di chiarire un po', perché già l'articolo di Repubblica faceva confusione...
Prima di tutto, mi ha un po' scandalizzato un articolo pubblicato sul sito di una testata nazionale, che è scritto così male da sembrare fatto col traduttore automatico dall'inglese (sono quasi certo che sia stato generato così). Senza contare errori grossolani, come ad esempio:
avrebbe un’efficienza del 25% superiore ai sistemi usati oggi
L'efficienza (nel punto nominale) di un motore elettrico asincrono (quindi del tipo più comune) utilizzato senza inverter, già per taglie di qualche kW
deve superare l'85% per normativa (
MEPS). Vedo difficile superare il 100% di efficienza.
Se questa è divulgazione di argomenti tecnici...
Nell'articolo si parla di motori "a riluttanza commutata" ("switched reluctance" è il corrispondente termine tecnico, ben noto), ma poi si fa riferimento a magneti di rotore. Il disegno è proprio quello di uno switched reluctance, motore
senza magneti, fatto in modo simile ad un passo-passo a riluttanza, come diceva
stefanopc.
Il sito di TurnTide conferma che sono degli switched reluctance (
https://www.youtube.com/watch?v=osAZeLs6zmY).
Si tratta di tecnologia arcinota. Anche se qualcuno, ogni tanto, cerca di spacciarli come una buona soluzione, si sa che hanno parecchi svantaggi, tra cui (come menzionato in uno dei video) il ripple di coppia spaventoso (e la rumorosità, che di fatto è correlata in qualche modo al ripple). Se non bastasse, normalmente richiedono degli inverter ad hoc, che a mio parere sprecano pure componenti, rispetto al caso trifase. Inoltre, le tecniche di controllo che ho visto finora per questi motori sono abbastanza "rudimentali", se confrontate con le finezze che si applicano ai trifase (controllo con dinamica e precisione elevata, magari sensorless e anche a velocità nulla, stima di parametri ed adattamento online, ...).
Il fatto stesso che si parli di
5.000 motori (un numero ridicolo per qualunque azienda italiana che produca motori) per applicazioni HVAC (le più semplici perché poco dinamiche) fa capire la reale portata dell'iniziativa. Poi, quando qualcuno cerca di creare confusione su un suo prodotto, ad esempio mischiando magneti e switched reluctance, tirando in ballo il "cloud" ecc, la puzza di fuffa diventa insopportabile.
Quindi, questi non sono motori asincroni,
non sono motori sincroni a riluttanza variabile ("Synchronous Reluctance", che sono solitamente trifase ed si pilotano in sinusoidale), e non hanno magneti.
Per avere un riferimento, visto che se ne è parlato nel thread, i motori usati da Tesla sono di due tipi: asincroni ("induction motor") con gabbia di rotore in rame (a differenza del solito alluminio, ma anche qui non hanno inventato niente) oppure a magneti permanenti interni (Interior Permanent Magnet Synchronous Motor, IPMSM), che sfruttano sia il principio della riluttanza variabile (grazie alle barriere di flusso sul rotore), sia quello elettro-dinamico (grazie ai magneti di rotore). Il secondo tipo di motore (IPMSM) è tra quelli (se non quello) più promettente dal punto di vista del compromesso tra costo, sostenibilità dei materiali, densità di coppia/potenza, possibilità di avere numero di poli anche alto, funzionamento a potenza disponibile costante ad alta velocità. Non a caso è stato scelto dalla stragrande maggioranza dei costruttori di auto elettriche ed ibride moderne.
Insomma, mi sembra un episodio da manuale di buon marketing, specie per le azioni della società...
Dà molto fastidio, però, che si spacci per invenzione propria (e rivoluzionaria!) qualcosa che è noto da tempo. Un po' come il "motore digitale" di Dyson.
Penso di poter dire con cognizione di causa (essendo stato parte di questo processo) che la maggior parte delle innovazioni in questo campo è costituita da dettagli, visto che si tratta di prodotti maturi (i motori). Quello che andrebbe incrementato ed incentivato, forse, è l'uso delle soluzioni più efficienti ed intelligenti
già disponibili, specialmente nelle applicazioni industriali.
Scusate, ma su queste cose mi infervoro!
