Analogiche in corrente vs tensione
Buongiorno a tutti, vi espongo un dubbio che ho sempre avuto e che recentemente è tornato alla mia attenzione.
Da quando ho iniziato a lavorare nel campo dell'automazione industriale, i miei colleghi più vecchi mi hanno sempre detto, quando possibile, di preferire ingressi/uscite analogiche in corrente (4-20 mA, 0-20 mA, +/-20 mA) rispetto a quelle in tensione (0-10 V, +/-10 V, 1-5 V) perché più immuni ai disturbi elettromagnetici, ma non hanno mai saputo spiegarmi il perché.
Nella mia esperienza posso confermare questo fatto: anni fa avevo l'indicazione di un trasduttore con analogica 0-10 V molto "ballerina" a causa di un cablaggio "poco attento", per prova e visto che ne avevo la possibilità, ho cambiato tipo di trasduttore e commutato da tensione in corrente l'ingresso analogico ottenendo un valore molto più stabile.
Capisco che una analogica in corrente non è soggetta a cadute di tensione nel caso di collegamenti lunghi, ma per la maggior immunità a disturbi elettromagnetici qualcuno può spiegarmi il perché?
Da quando ho iniziato a lavorare nel campo dell'automazione industriale, i miei colleghi più vecchi mi hanno sempre detto, quando possibile, di preferire ingressi/uscite analogiche in corrente (4-20 mA, 0-20 mA, +/-20 mA) rispetto a quelle in tensione (0-10 V, +/-10 V, 1-5 V) perché più immuni ai disturbi elettromagnetici, ma non hanno mai saputo spiegarmi il perché.
Nella mia esperienza posso confermare questo fatto: anni fa avevo l'indicazione di un trasduttore con analogica 0-10 V molto "ballerina" a causa di un cablaggio "poco attento", per prova e visto che ne avevo la possibilità, ho cambiato tipo di trasduttore e commutato da tensione in corrente l'ingresso analogico ottenendo un valore molto più stabile.
Capisco che una analogica in corrente non è soggetta a cadute di tensione nel caso di collegamenti lunghi, ma per la maggior immunità a disturbi elettromagnetici qualcuno può spiegarmi il perché?
non avevo tenuto conto dell'impedenza dell'ingresso