Pagina 1 di 1

Buchi di tensione, brushless e inverter

Inviato: 28 mag 2024, 8:37
da mario_maggi
Ciao a tutti.
Da un po' di anni mi sono allontanato dall'automazione, per dedicarmi alle sale prova.
Ricordo che quando vendevo inverter ogni tanto mi venivano chieste soluzioni semplici per mantenere attivo un macchinario con motori comandati da inverter anche in assenza temporanea della tensione di rete, in modo da terminare un ciclo, o arrivare a fine corsa, o portare un ascensore al piano, o completare un lotto di produzione, o mantenere in moto un trasportatore che passa in un forno affinchè non si deforrni nel punto più caldo.
Oggi ci sono le soluzioni tecniche per risolvere il problema, ma fatico a trovare i casi concreti che necessitano di questa soluzione.
Domanda: Vi risulta che questa possibilità di alimentazione di emergenza non sia più interessante, o che ci si sia scoraggiati nella ricerca pensando che non esistano soluzioni?
Ciao
Mario

Re: Buchi di tensione, brushless e inverter

Inviato: 28 mag 2024, 10:17
da esisnc
Il problema esiste eccome......ed è sempre di attualità, ora più che mai.
Ho due casi freschi freschi di vertenze giudiziarie con il DSO in merito ai buchi di tensione/interruzioni/microinterruzioni sulla fornitura di energia elettrica (qualità alimentazione elettrica CEI EN 50160).
Bisogna vedere il contesto nel quale si opera.
Gli inverter generalmente non sopportano i buchi di tensione/interruzioni/microinterruzioni, basta vedere nelle rispettive dichiarazioni CE se rispondono alle norme della serie EN 61000-4-XX (norme di base EMC) e per le apparecchiature di taglia importante questo non avviene mai.
Se il processo produttivo impone l'insensibilità ai disturbi di rete sopra detti, l'unica soluzione è una sorgente di alimentazione di continuità (UPS statico con batterie o rotante tipo CATERPILLAR), ma la soluzione è (da parte dell'utente) sostenibile solo se si parla, al massimo di qualche decina di kW.
Sopra questa potenza i costi (acquisto apparecchiatura, costi di manutenzione, costo dell'energia persa perché questi sistemi hanno un autoconsumo non proprio indifferente.....) spalmati sui costi di produzione industriale dei beni, diventano insostenibili in un mercato concorrenziale.
Il rimedio alla situazione illustrata è avere una fornitura dal DSO (generalmente a livello MT) di buona qualità con eventi disturbanti in numero ridotto, e quindi sopportabile con le inevitabili conseguenze, nell'arco dell'anno.
Il passaggio da neutro isolato a neutro compensato nelle reti di distribuzione MT, insieme alla progressiva eliminazione delle linee aeree sostituite da linee in cavo interrato, ha migliorato generalmente la situazione in territori fortemente industrializzati, ma restano tuttavia differenze di qualità dell'alimentazione elettrica tra nord e sud d'Italia.

Re: Buchi di tensione, brushless e inverter

Inviato: 28 mag 2024, 11:41
da mario_maggi
Foto Utenteesisnc
,
... l'unica soluzione è una sorgente di alimentazione di continuità (UPS......
...... Sopra questa potenza i costi ..... spalmati sui costi di produzione industriale dei beni, diventano insostenibili in un mercato concorrenziale.


La soluzione più nota è l'installazione di un UPS che alimenti TUTTO l'impianto critico. Ci sono anche UPS in MV che proteggono la fabbrica intera, ma sono poco diffusi a causa dei loro costi.
Una soluzione tecnica meno nota - che vale quando la potenza totale dei motori sotto inverter è significativa rispetto alla potenza totale - è quella di suddividere i carichi come segue:
* alimentazione trifase di carichi non critici in caso di mancanza della tensione di rete, senza UPS (es.: resistori)
* alimentazione trifase degli inverter, senza UPS
* alimentazione trifase di altri carichi necessari, con UPS, anche per PLC e contattori.

Con questa architettura la taglia dell'UPS può essere molto ridotta. Come tenere vivi gli inverter? Applicando ai DC bus (singolarmente, o con più DC bus in parallelo) un convertitore DC/DC bidirezionale ed un accumulatore di energia (batteria o supercondensatori).

Ciao, Mario