Mi spiego meglio.
Fino agli anni 80 circa il radiatore del riscaldamento era collegato con una valvola regolabile (rubinetto) al circuito (liquido di raffreddamento) del motore che a regime è a temperatura superiore ai 90 °C.
Quindi con questo tipo di impianto in estate nell'abitacolo dove all'interno del cruscotto si trova il sistema di "climatizzazione" non c'era nulla di particolarmente caldo.
Ad esempio in una normale giornata con temperatura dell'aria esterna a 25 °C dalle bocchette interne l'aria uscirebbe alla stessa temperatura perché il radiatore interno non scalda.
Veniamo ai veicoli più recenti (la maggior parte) con condizionatore o climatizzatore.
La valvola sul circuito liquido di raffreddamento è stata eliminata.
Il radiatore interno è sempre percorso dal fluido caldo e quindi l'aria che ci transita si scalda sempre alla massima temperatura.
Se non serve il riscaldamento il flusso di aria viene deviato in un condotto parallelo.
Ora però essendo il tutto realizzato in plastica in dimensioni compatte senza coibentazione e badando sempre più al risparmio che alla qualità una discreta parte del calore del radiatore va comunque a riscaldare l'aria che successivamente esce dalle bocchette interne.
Se fuori l'aria è a 25 °C non è raro che dentro arrivi a 27 - 29°C.
Poi ci si aggiunge l'effetto serra dei vetri che non filtrano gli infrarossi e la carrozzeria priva di coibentazione e il risultato è che si gira perennemente col condizionatore acceso.
Solo che l'aria del condizionatore è a circa 5°C.
Per ottenere temperature intermedie nei climatizzatori più semplici si va a miscelare l'aria dell'abitacolo con quella del condizionatore che normalmente non è in grado di modulare ma funziona on/off grazie ad una frizione elettromagnetica come accennato da
Etemenanki.
Per farla breve o fuori fa freddo o devi accendere il condizionatore o se ci sono le condizioni tocca girare con i finestrini abbassati.
Nelle macchine utilitarie di qualche tempo fa era invece presente un sistema che inglesizzato si potrebbe definire freecooling che faceva entrare direttamente l'aria esterna e permetteva un certo grado di benessere.
Il fatto di usare sempre il condizionatore poi ha anche dei risvolti sui consumi e sulla qualità dell'aria (maleodorante e troppo secca) spesso inferiore qualitativamente a quella esterna anche con corretta manutenzione.
Essendo poi il radiatore caldo a poca distanza dall'evaporatore (del condizionatore) è facile che si crei un ambiente tiepido umido con polvere adatto alla proliferazione di batteri di vario tipo.
Per accedere alla zona che andrebbe pulita servirebbe asportare tutto il cruscotto cosa normalmente non realizzabile.
Ciao