Tu vorresti attaccare un motore da pochi watt che ti tenga carica una batteria. L'errore di fondo è qui, in pratica diciamo con 10 w vorresti azionare un alternatore che ti tenga carica la batteria e contemporaneamente ti dia un surplus di energia sfruttabile di 10 w. Allora per avere i 20 w finali, 10 da usare e 10 per la carica, la batteria deve erogare 10*η +10*η dove η e η sono i rendimenti del motore che aziona l'alternatore e dell'alternatore stesso, cioè visto che il rendimento di un alternatore è circa 0,3 e quello di un motore a spazzole 0,7 ( bada sono rendimenti +o- medi) tu devi prendere grosso modo 90 w dalla batteria per averne indietro 10, risultato la batteria si scarica. Il tuo ragionamento presuppone dunque che sull'alternatore si crei energia,oppure che motore e alternatore abbiano un rendimento η = 1 altrimenti il bilancio energetico non torna, e abbiamo tralasciato le perdite dovute alla presenza di una cinghia o di un ingranaggio tra motore e alternatore, ma il risultato non cambierebbe anche se fossero calettati sullo stesso albero. Sono macchine elettriche ed hanno un rendimento energetico che deve essere considerato in ogni operazione energetica, altrimenti il risultato è quello di cadere in un assurdo come quello del tuo ragionamento dove di entrambe le macchine rotanti non viene considerato il rendimento. Per carità cristiana conviene sorvolare anche l' η dell'accumulatore, perché una batteria se riceve 10 w non ne accumula 10, ma un po' di meno. Ha un rendimento anche lei. Mi sembra di essere stato abbastanza chiaro, in ogni operazione elettrica o meccanica o energetica
per fare il bilancio finale bisogna innanzitutto sapere il rendimento dei vari ambaradan, poi il conto sarà preciso. Alla fine tu mi puoi dire ma allora ne prendo di più di energia, si ma di altrettanto + η aumenteranno le richieste , e avrai in pratica un serpente che si morde la coda. Anche con macchine elettriche con η=1 i conti non torneranno, ci sono le perdite della batteria, e dei cavi
