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Diamo voce ad una pendola

Elettronica lineare e digitale: didattica ed applicazioni

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[21] Re: diamo voce ad una pendola

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 29 gen 2016, 21:23

IsidoroKZ ha scritto:Ho qualche dubbio che possa andare bene...

Hai ragione, sarebbe impossibile generare il segnale con la precisione necessaria, ma anche meccanicamente la vedo dura su quella ruota che fa un giro in 12 ore: se ad esempio ci si accontentasse di una bassa precisione temporale, diciamo di più o meno una decina di secondi intorno al passaggio dell'ora, sarebbe necessario apprezzare la posizione della ruota con una precisione di più o meno 0.08°, diciamo che grosso modo è quella che si otterrebbe da un encoder con più di 4000 divisioni calettato sull'albero della ruota.

Poi la stessa ruota, visto che ingrana su pochi denti di quella affianco, avrà un gioco che sicuramente sarà molto maggiore di 0.08°.
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[22] Re: Diamo voce ad una pendola

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 29 gen 2016, 21:39

Ho contato i denti della ruota, mi pare siano 72.
Se ipotizziamo che abbia un gioco dell'ordine di un decimo di dente significherebbe circa 0.5°
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[23] Re: Diamo voce ad una pendola

Messaggioda Foto Utenteguidama » 29 gen 2016, 22:37

Mi pare di aver detto già nel mio ultimo post che opterò per una camma sull'asse dei minuti, che poi è il modo classico in cui la parte "movimento" di una pendola comunica alla parte "suoneria" che è il momento di girare e di avanzare di un passo ...

Non è questa la sede per dilungarsi sul meccanismo della suoneria, ma è un bel sistema di programmazione puramente meccanica.

1 - La suoneria più semplice è un solo tocco ad ogni ora (in realtà poco usuale) con una sola camma oppure un solo tocco ad ore e mezz'ore con due camme (ed è il minimo che vorrei realzzare)

2 - Poi viene la suoneria più diffusa: 1 tocco alla mezz'ora e tanti tocchi quanto è l'ora all' ora piena. Le camme sull' asse dei minuti sono due.

La sequenza è 1,1,1,2,1,3,1,4,1,5,1,6,1,7,1,8,1,9,1,10,1,11,1,12

Per un totale di 90 colpi, poi si ricomincia

3 - Infine ci sarebbe la Petit Sonnerie.. le camme sull'albero dei minuti sono 4 a 90° tra di loro, ad ognuna corrisponde un quarto d'ora e ci sono due campane e due martelli.

Al primo secondo e terzo quarto, la campana più piccola batte 1, 2 o 3 rintoccchi, all' ora piena la campana più grande batte tanti colpi quante sono le ore.

La Grand Sonnerie non la prendo in considerazione perché è ancora più complessa e nessuno la sopporterebbe in casa :shock: :(

Potete aiutarmi a realizzare elettronicamente il sistema 1 oppure la 2 o addirittura la 3?

Io intanto inizio la revisione meccanica dell orologio in fiduciosa attesa O_/
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[24] Re: Diamo voce ad una pendola

Messaggioda Foto Utenteguidama » 29 gen 2016, 22:43

Un ultima cosa: non è chiaro perché vi siano quei 12 piolini sulla ruota ... non c'è vantaggio a prendere il "segnale" meccanico da qui, proprio per la difficoltà di essere precisi. 1° equivale a 2 minuti e c'è da considerare anche il gioco tra le ruote. L'unico vantaggio è che la ruota delle ore ha un momento torcente 10 volte superiore a quello dell' asse dei minuti, essendo demoltiplicata di 12 volte, cioè ha più forza.

Ma a noi, grazie all'elettronica, non serve forza :ok:
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[25] Re: diamo voce ad una pendola

Messaggioda Foto UtenteGuidoB » 30 gen 2016, 10:51

Il problema è interessante.

Il vincolo dell' alimentazione a pile impone un consumo basso, e possibilmente nullo a riposo.
Quindi io escluderei sensori a effetto Hall, magnetoresistivi e fotoelettrici, perché hanno un consumo che, pur basso, è continuo.

Restano microinterruttori a leva (meccanici) e contatti reed.
I reed hanno il vantaggio di non richiedere un montaggio con tolleranze strette, inoltre i contatti in ampolla sono protetti contro l'ossidazione. Quindi andrei sui reed.

Userei pile litio-cloruro di tionile formato AA da 3,6 V, che non costano tanto e durano anche più di 10 anni. Ne userei una o eventualmente due in serie per ottenere 7,2 V, se necessario.
Si possono mettere in comuni portapile AA, oppure ne esistono versioni con terminali a saldare.

Il circuito qui sotto genera un impulso di circa un decimo di secondo sull'elettromagnete ogni volta che il contatto reed si chiude. Variando R2 si varia la durata dell'impulso.

R1 ha un alto valore per ridurre il consumo mentre il contatto reed è chiuso, e serve per scaricare il condensatore mentre il reed è aperto. Il tempo di scarica (tempo di recupero del circuito) è di circa un minuto con i valori dati.



Così si può comandare un impulso singolo a ogni ora o mezz'ora. Per schemi di rintocchi più complessi mi sembra che la soluzione più efficace sia utilizzare un microcontrollore opportunamente programmato.
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[26] Re: diamo voce ad una pendola

Messaggioda Foto UtenteAlbertoBianchi » 30 gen 2016, 11:59

Suggerirei di mettere anche un condensatore elettrolitico in parallelo alla batteria per fornire un po' più d'energia al solenoide al momento dell' azionamento, a prescindere da quella che potrà essere l'impedenza interna delle batterie scelte.
Il valore dipenderà dalle caratteristiche solenoide, ma ad occhio e croce potrebbe valere 4700/10000 uF.
Per limitare la corrente di carica e non stressare inutilmente le batterie si potrebbe caricarlo con una resistenza in serie da 47/100 ohm e scaricarlo attraverso un diodo (meglio shottky) posto in parallelo alla suddetta resistenza.

GuidoB ha scritto:Per schemi di rintocchi più complessi mi sembra che la soluzione più efficace sia utilizzare un microcontrollore opportunamente programmato.


Concordo, si potrebbo facilmente realizzare anche la Petit Sonnerie (anche la Grand, volendo...) , contando i secondi e attivando il mosfet ogni ora e quarto d'ora con la relativa serie di impulsi per i rintocchi, e risincronizzando il contatore al trigger del reed.
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[27] Re: Diamo voce ad una pendola

Messaggioda Foto Utenteclaudiocedrone » 30 gen 2016, 16:45

:-) Interessante... e il reed da cosa verrebbe pilotato ? Non mi dite da magneti applicati su quelle caviglie... :mrgreen:
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[28] Re: Diamo voce ad una pendola

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 30 gen 2016, 20:00

claudiocedrone ha scritto::-) Interessante... e il reed da cosa verrebbe pilotato ? Non mi dite da magneti applicati su quelle caviglie... :mrgreen:

Infatti, mi sa che in fin dei conti un micro-switch meccanico sarebbe la soluzione più pratica.
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[29] Re: Diamo voce ad una pendola

Messaggioda Foto Utentebalduzz » 30 gen 2016, 20:06

Se per fare la sequenza 2 (non la quella roba francese, quella con solo le mezze ore) serve un PIC, mi stavo chiedendo perché complicarsi la vita con della meccanica?
Non basta far partire il PIC sincronizzato con l'ora giusta e fargli fare tutto il lavoro?!
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[30] Re: Diamo voce ad una pendola

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 30 gen 2016, 20:10

balduzz ha scritto:...Non basta far partire il PIC sincronizzato con l'ora giusta e fargli fare tutto il lavoro?!

Saggia considerazione :ok: ..ma proseguendo per questa linea di pensiero, se ci aggiungiamo anche un misero display, possiamo farne completamente a meno della meccanica :mrgreen:
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