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Amplificatore JLH (Linsley Hood) del 1969

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[31] Re: Amplificatore JLH (Linsley Hood) del 1969

Messaggioda Foto UtentePiercarlo » 24 ago 2019, 19:58

Io non sono molto bravo a giocare all'oscilloscopio su LTSpice... anche perché non c'è. In cambio ci si arrangia con le schermate dei grafici che è una meraviglia, anche se ci vuole poi qualcosa in più di tempo per renderle presentabili. Comunque eccomi qua.

Nella prima illustrazione è rappresentato lo schema del JLH originale dimensionato per lavorare su 8 ohm. A parte i finali (che non ho avuto tempo per trovare i modelli giusti che fornissero, a parità di tutto, l'esatta corrente di riposo richiesta) il resto ci corrisponde abbastanza. Solo la corrente è "fuori" (sono 2.15 ampere di riposo contro 1.2... ma chi se ne frega, tanto nel simulatore non fonde nulla!)

JLH - Schema LTSPICE.png


Nella seconda illustrazione sono rappresentati gli andamenti di tensione e corre sul carico:

JLH-Corrente e tensione sul carico.png


Nella terza illustrazione sono rappresentati gli andamenti delle correnti sul carico, in entrata sull'emitter di Q2 e in uscita sul collettore di Q1:

JLH-Corrente su carico, E-Q2 e C-Q1.png


Credo che le immagini (soprattutto l'ultima) si commentino da sole; l'unico aggiustamento effettuato sulle tracce di Q1 e Q2 è stato il sottrarre la corrente di riposo statica (2.13 ampere) per allineare i passaggi per lo zero su quello della corrente rilevata sul carico (dopo il condensatore di accoppiamento.

Per ora è tutto.
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[32] Re: Amplificatore JLH (Linsley Hood) del 1969

Messaggioda Foto UtentePiercarlo » 24 ago 2019, 20:35

Ultima schermata. Circuito lavorante senza carico tranne quello minino dei 100 ohm del bootstrap. Tutte le correnti sono state ripulite della componente in continua; in più la corrente sulla R da 100 ohm è stata invertita di fase per farla correre in fase con la tensione presente sull'uscita.

JLH-Solo carico minimo bootstrap.png


Anche qui l'andamento delle correnti che entrano in E-Q2 ed escono da C-Q1 non credo necessitino di commenti.
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[33] Re: Amplificatore JLH (Linsley Hood) del 1969

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 25 ago 2019, 10:26

Forse sbaglio ma secondo me lo scostamento che osservi è causato solo dalla non idealità dei componenti e dal bootstrap che forse non realizza una sorgente di corrente accurata come servirebbe, voglio dire che se il bootstrap realizzasse un generatore ideale di corrente e se i transistor fossero ideali le cose forse andrebbero diversamente.

Non credo vada bene far lavorare quei transistor a quelle correnti, se guardi il datasheet ti accorgi che sei oltre i valori massimi, proprio dove il guadagno di corrente crolla con una pendenza notevole, dovrebbe voler dire che con il segnale il guadagno è fortemente modulato dalla corrente stessa del segnale e questo potrebbe giustificare quella differenza che si nota tra le due semionde.

Io proverei a togliere C1 e a sostituire R1 con un generatore di corrente e ad aggiustare il valore della corrente del generatore per avere un valore della corrente a riposo nei finali non più alto di 500mA, in modo da farli lavorare bene.

Infine, ma solo dopo aver verificato come va con le precedenti modifiche, proverei a togliere il resistore da 2.2k che sta in parallelo a B-E di Q1 che credo crei asimmetria.
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[34] Re: Amplificatore JLH (Linsley Hood) del 1969

Messaggioda Foto UtentePiercarlo » 25 ago 2019, 11:02

Sinceramente come risposta mi sembra un'arrampicata sugli specchi. Io non ho spiegazioni convincenti per questo vistoso malfunzionamento (che peraltro, è il caso di sottolinearlo, è particolarmente evidente nella situazione praticamente senza carico che non in quella a regime) ma il punto di fondo è che c'è e rimane lì dov'è. Quanto ai limiti dei transistori, in un simulatore contano abbastanza poco e, in questo tipo di circuito, ancora meno: è proprio il vantaggio e allo stesso tempo il tallone d'Achille dei simulatori...

Peraltro ho provato a fare un tentativo di "push-pullizzare" meglio lo stadio di uscita retroazionando localmente (tra C e B di Q1) in modo da rendere il transistore di uscita inferiore un po' più generatore di tensione e meno di corrente. Le forme d'onda di uscita diventano un po' più lineari e conformi con le correnti che scorrono nel carico ma la vistosa differenza delle correnti d'uscita gestita dai due finali rimane di fatto la stessa di prima.

Vale peraltro la pena di sottolineare che, nella mia simulazione, la retroazione generale c'è e fa bene o male il suo mestiere. Io comincerei magari a pensare che forse tra la teoria e la pratica manca da qualche parte un pezzo... o vi è qualche semplificazione di troppo.

Può essere?
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[35] Re: Amplificatore JLH (Linsley Hood) del 1969

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 25 ago 2019, 12:25

Prova a togliere R3 e a simulare di nuovo senza carico, le forme d'onda delle correnti nei transistor dovrebbero diventare più simili tra loro.

Insisto e ripeto che entrambi i transistor si comportano come generatori di corrente, anche se quello di sopra apparentemente sembra un inseguitore, in realtà non lo è affatto.

Piercarlo ha scritto:
BrunoValente ha scritto:Ti spiego quali sono le mie difficoltà:

1) Non capisco cosa c'entri la variante con il MOS che non mi aiuta a capire cosa non va nel circuito originale, visto che sostituendo il transistor con il mosfet si stravolge il funzionamento del circuito.


Qui sono io a chiederti spiegazioni: che cosa viene stravolto nel circuito? Il bipolare Q2, nel JLH, funge da inseguitore di tensione e non da generatore di corrente e rimane tale ANCHE SE, per via dei limiti imposti dal beta, è costretto a funzionare da pseudo generatore di corrente...


E' proprio questo il punto: non c'entrano nulla i limiti imposti dal beta, sbagli se ti ostini a pensare che il transistor di sopra si comporta come un inseguitore, il transistor di sopra si comporta come un generatore di corrente identicamente all'altro perché, essendo pilotato da un generatore di corrente (bootstrap + Q3), viene a mancare la controreazione locale tra uscita e ingresso che occorrerebbe per farlo funzionare da inseguitore, o, detto diversamente, non avviene più la sottrazione della tensione di uscita da quella di ingresso, se ancora non riesci a vedere questo aspetto della questione non so cos'altro dire.

I due transistor si comportano identicamente: entrambi nei confronti del carico sono delle sorgenti di corrente ad alta impedenza, questa è la conclusione ovvia a cui sono giunto io e oltre a me anche Foto UtenteDarwinNE e Foto UtenteIsidoroKZ che sono molto più autorevoli di me.

Se poi le non idealità dei componenti creano problemi è un'altra storia.
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[36] Re: Amplificatore JLH (Linsley Hood) del 1969

Messaggioda Foto Utenteelfo » 25 ago 2019, 12:35

Non c'e' nulla da aggiungere a quanto ben scritto da BrunoValente e DarwinNE di cui condivido le posizioni
Piercarlo ha scritto:il collettore del VAS Q3 pilota l'uscita, attraverso l'inseguitore di emettitore Q2 in tensione, il suo emettitore pilota Q1 in modo da generare un segnale in corrente

Q2 non pilota il carico come inseguitore di emettitore perche' la base e' pilotata da un generatore di corrente.

Da notare che JLH scrive a pag. 151 dell'articolo originale citato da Piercarlo

https://americanradiohistory.com/Archiv ... 969-04.pdf
The main conclusion which can be drawn from this (sperimentazione di vari tipi di tranistror ndr) is that the type of transistor used may not be very important, but that if there are differences in the current gains of the output transistors, it is necessary thet the devices with the higher gain shall be used in the position of Tr1
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[37] Re: Amplificatore JLH (Linsley Hood) del 1969

Messaggioda Foto UtentePiercarlo » 25 ago 2019, 13:48

BrunoValente ha scritto:Se poi le non idealità dei componenti creano problemi è un'altra storia.


Mah, ne creano un po' troppe per passarci sopra. Soprattutto quando ne creano, come ho già sottolineato, in una situazione dove dovrebbero crearne di meno (situazione con carico di lavoro minimo).
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[38] Re: Amplificatore JLH (Linsley Hood) del 1969

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 25 ago 2019, 16:15

BrunoValente ha scritto:Prova a togliere R3 e a simulare di nuovo senza carico, le forme d'onda delle correnti nei transistor dovrebbero diventare più simili tra loro.

Fai questa prova e facci sapere
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[39] Re: Amplificatore JLH (Linsley Hood) del 1969

Messaggioda Foto UtentePiercarlo » 25 ago 2019, 17:54

BrunoValente ha scritto: Fai questa prova e facci sapere


Eccoti accontentato. Prova sempre con carico minimo (i 100 ohm della rete di bootstrap) ma senza R3.

Schermata 2019-08-25 alle 17.37.14.png
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[40] Re: Amplificatore JLH (Linsley Hood) del 1969

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 25 ago 2019, 18:57

Strano, a me viene così:

Corrente1.png


Tensione1.png


Considera sempre che qui siamo ad anello aperto.
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