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In perenne migrazione: da Pic32 a ARM? S'ha da fare?

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[1] In perenne migrazione: da Pic32 a ARM? S'ha da fare?

Messaggioda Foto Utentegrandegiove » 5 dic 2011, 18:00

Buongiorno a tutti,

per il mio lavoro di firmwareista (in erba.. in erbissima direi..) ho consolidato una discreta dimestichezza nella stesura di firmware per PIC16 e PIC18; più di recente mi sono invece affacciato al mondo PIC32 e dsPIC nell'ambito di un progetto un po' più complesso del solito.

Ho ereditato dal mio predecessore i sistemi di sviluppo e programmazione MikroElektronika che da un lato hanno facilitato il mio lavoro iniziale (numerose sono state le modifiche che ho dovuto apportare a firmware già esistenti e l'ambiente decisamente user friendly ha agevolato il lavoro) e da un altro han fatto rimpiangere la possibilità di utilizzare la vasta gamma di Application Library e librerie proposte direttamente da Microchip per MPLab.

La scelta di optare per la serie PIC32 (e al relativo MikroC per PIC32 di MikroE) nel momento in cui le prestazioni del caro buon vecchio 18F si rivelarono non più sufficienti è stata presa in funzione di una serie di fattori: la relativa semplicità di migrazione, l'ambiente di sviluppo simile e quindi in definitiva la possibilità in definitiva di moltiplicare le prestazioni senza troppi sforzi, requistito fondamentale dovuto al poco tempo a disposizione per arrivare ad obbiettivo.

Devo dire che la mia esperienza utilizzando il connubio Microchip+MikroE è tutto sommato positiva, anche se non son mancate le sorprese, il più delle volte dovute alle bizze del compilatore che sarà pure iper user friendly ma a volte ha dei momenti di smarrimento, talvolta ridondanti. Anche dal punto di vista della potenzialità de microcontrollore i prodotti Microchip hanno comunque sempre risposto bene alle mie esigenze.

Si fa ora un gran parlare dei microcontrollori ARM. E via a leggere recensioni, confronti,..

Vien da se che vorrei sapere cosa ne pensate e cosa mi consigliate di fare. Premesso che la siutazione attuale (Microchip+MikroE) è tutto sommato soddisfacente ma che i progetti che ho dovuto affrontare in questo anno e mezzo di lavoro son stati di complessità via via crescente come è giusto che sia in una piccola media azienda che investe per quanto possibile nell'innovazione. Vale quindi la pena secondo voi, al prossimo progetto, di proporre l'acquisto di un sistema di sviluppo per ARM e avventurarci nel campo? In termini di tempo quanto può servire per raggiungere un livello accettabile di sviluppo firmware migrando dai prodotti Microchip? (domanda che di per sè vuol dire tutto e niente ma devo cercare di farmi una idea a gandi linee per capire se il tempo investito di apprendimento della nuova tecnologia è giustificabile oppure no). Sono individuabili dei macrovantaggi rispetto al mondo PIC oltre alla loro enorme diffusione?

Dal punto di vista della scelta del sistema di sviluppo, del compiler in particolar modo: non vorrei ripetere l'esperienzaMikroE e quindi vorrei utilizzare un compilatore commercializzato dalla casa produttrice del micro. Mi sembra di capire che lo scenario ARM sia leggermente complesso: cosa ne pensate a riguardo?

Scusandomi se nella descrizione dello scenario ho detto qualche castroneria ma l'esperienza per ora è quella che è... :?
Risposte anche solo ad una domanda posta, opinioni sul mondo ARM e PIC, consigli e critiche son sperati e ben accetti!!

A voi..

Grazie mille per l'attenzione e la consueta disponibilità.. O_/
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[2] Re: In perenne migrazione: da Pic32 a ARM? S'ha da fare?

Messaggioda Foto UtenteTardoFreak » 6 dic 2011, 18:35

Mah, io sto usando degli ARM "depotenziati" lenti e con poca memoria solo per ragioni di costo. Mi costano meno di un 8 o 16 bit di pari o inferiori prestazioni ma ho più memoria e più velocità oltre che poter usare una macchina a 32 bit.
Diciamo che lavoro con un micro più potente di un PIC24 ma che costa meno di un PIC24 o di un PIC18.

Un PIC32 è un gran bel micro con ottime periferiche e quando lavora a 80MHz è veramente una bella bestia.

P.S.: se ti ricordi, all' inizio ti avevo suggerito di usare MPLAB con il PicKit3 -:- ;-)
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[3] Re: In perenne migrazione: da Pic32 a ARM? S'ha da fare?

Messaggioda Foto Utentegrandegiove » 18 apr 2012, 9:29

Stavo rileggendo questo post di qualche mese fa. A distanza di un po' di tempo la situazione è più o meno invariata.

L'unica cosa che è evoluta è che per qualche meseho lavorato con i PIC32 e devo dire che sono davvero soddisfatto. Ciò non toglie che il mondo ARM incombe: proprio ieri ero ad un piccolo convegno a Bologna sull'implementazione di Bus di campo standardizzati su macchine agricole. Risultato: i sitemi embedded dell'immediato futruro di media e alta complessità hanno una sola parola d'ordine: ARM.

Fatta questa riflessione mi interessava sollecitare l'argomento per vedere se qualcuno ha qualche nuovo punto di vista sugli aspetti sollevati nel post iniziale.

Grazie a tutti! Buona giornata! :ok:
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[4] Re: In perenne migrazione: da Pic32 a ARM? S'ha da fare?

Messaggioda Foto UtenteTardoFreak » 18 apr 2012, 11:12

La cosa più importante da tenere a mente è che, parlando di ARM7 o Cortex (da M0 a M4) è che sono micro costruiti utilizzando un core standard intorno al quale ogni costruttore inserisce le sue periferiche.
Bisogna quindi immaginarlo non come un micro monolitico ma come un sistema a blocchi separati.
Capita quindi che non basta, ad esempio, abilitare una periferiche affinchè questa funzioni ma bisogna fornirci il clock, collegarla al gestore delle interrupt etc. Stessa cosa per la FLASH dove è necessario impostare i cicli di latenza per adattarla alle varie velocità.
Diciamo che le inizializzazioni sono complesse ma i micro sono estremamente validi e poco costosi, sopratutto i Cortex-M3 e M4. Quest' ultimo l' ho provato, così al volo, un STM32F407 ed è un animale feroce e truce. Viaggia a 168MHz, ha una Floating Point Unit e, rispetto alla bestia che è, costa quanto una pacca sulla spalla.
Secondo me vale la pena investire tempo per acquisire la conoscenza sugli ARM. Non sono oggetti semplici perché la loro intrinseca flessibilità li porta ad essere molto complessi ma sono estremamente validi.
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