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Ingegnere elettrico

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[1] Ingegnere elettrico

Messaggioda Foto UtenteMarchino87 » 29 apr 2012, 11:39

Ciao a tutti,volevo avere delle informazioni su i corsi di laurea per ingegnere elettrico triennale.vi spiego io ho finito la scuola 5 anni fa ( diploma di tecnico delle industrie elettroniche) e ho subito incominciato a lavorare come elettricista! Solo che ora vorrei intraprendere un corso di laurea triennale come ing elettrico.qualcuno di voi ha fatto come vorrei fare io? Cioè tornare a scuola dopo così dopo tanti anni? E sopratutto io non vorrei lasciare il mio lavoro ma studierei a casa. O al massimo potrei conseguire qualche corso serale.secondo voi è fattibile senza frequentare?
L'ultima richiesta mi potreste dire quanti esami e di quali materie dovrei sostenerli? Dato che in internet non ho trovato niente :( se per caso la sezione dove ho scritto non andasse bene mi scuso con i moderatori... Spero di essermi spiegato in un modo decente #-o
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[2] Re: Ingegnere elettrico

Messaggioda Foto Utentemir » 29 apr 2012, 16:13

Marchino87 ha scritto:Dato che in internet non ho trovato niente :(

hai provato a vedere sul sito della Facoltà di Ingegneria della tua città, ad esempio:
Sapienza Università di Roma DIAEE
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[3] Re: Ingegnere elettrico

Messaggioda Foto Utenteshadonvy » 29 apr 2012, 16:51

Studio ingegneria elettrica alla Sapienza

Sul sito segnalato da Foto Utentemir puoi trovare tutte le informazioni che ti servono.
Dalla mia esperienza personale posso dirti che per te il primo e parte del secondo anno saranno difficili in quanto si devono affrontare esami di analisi matematica e fisica. Consiglio vivamente di riprendere i tuoi vecchi libri di matematica e sudarci sopra. Nella laurea triennale gli esami sono quasi tutti teorici e negli anni della magistrale che incominci a specializzarti e a "toccare con mano".
Non c'è l'obbligo di frequenza ma dipende anche dal prof., alcuni "invitano" a frequentare e ad altri esami, come impianti non puoi mancare. Studiare a casa è fattibile io ho fatto esami senza seguire una lezione ma devi avere un buon libro e andare ogni tanto dai prof (sempre molto disponibili) per chiedere informazioni.
Spero di esserti stato utile.

Ciao
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[4] Re: Ingegnere elettrico

Messaggioda Foto Utenteconsole6 » 30 apr 2012, 11:53

Se non hai delle basi quanto meno di analisi, sarà molto difficile intraprendere lo studio autonomamente.
Lo studio ha un problema molto particolare: non ti da soddisfazioni immediate (come ricevere il compenso per un lavoro fatto), però, se sai tenere duro, avrai soddisfazioni immense alla fine.
E' un bell'impegno quello che ti vorresti prendere =D>
In bocca al lupo :ok:
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[5] Re: Ingegnere elettrico

Messaggioda Foto Utenteguzz » 1 mag 2012, 16:57

io ti sconsiglio di studiare senza seguire le lezioni.

ad esempio io ho seguito poco meno di metà del corso di algebra lineare e geometria, e ci ho messo 3 anni a passarlo (con un 19, tra l'altro).
invece esami ben più difficili, tipo analisi 1 ed analisi 2, li ho passati tranquillamente seguendo l'intero corso.

poi per altri corsi ci sono meno problemi, anche se personalmente preferisco ascoltare le spiegazioni perché mi permettono poi di studiare più facilmente.

ma alla fine sono cose soggettive, ognuno affronta l'università a modo suo.
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[6] Re: Ingegnere elettrico

Messaggioda Foto Utentegiuliomega » 2 mag 2012, 9:15

Le case produttrici di componentistica realizzano corsi a pagamento di differente livello di difficoltà e di pre requisiti. Cito solo a titolo di esempio Schneider Electric. Ce n'è di tutti i gusti: dalla manutenzione alla progettazione di cabine, apparati, etc.
Se la questione nasce dal voler comprendere i metodi di calcolo o le norme, tali corsi sono sufficienti insieme a qualche buon libro.
La laurea in ingegneria è una cosa differente. Dato l'ambito lavorativo, se ne userebbe circa il 10% in termini di apprendimento ai fini della professione. Aggiungo che proprio perché si parla di triennale, è necessario, a mio avviso, studiare per "fede". Nel senso che, ad esempio, il calcolo differenziale o lo studio di parabola e iperbole in Analisi, non vengono minimamente affrontate ai fini impiantistici. Allora partendo dalle basi di matematica, geometria e fisica, si ragiona su modelli astratti e assoluti, al fine, in prima istanza, di aprire la mente, forzandola e ricattandola: finché non si comprende e si fa proprio un metodo, l'esame non si passa.
Non ho avuto il piacere di conoscere persone che siano riuscite a passare esami di analisi senza seguire i corsi.
Ho conosciuto 2 persone che si sono laureate in pari in cinque anni e che erano in grado di stare in aula in silenzio, senza prendere appunti, e riuscire a passare l'esame, nel caso peggiore con un 28. Si tratta di due ingegneri che sono finiti a fare un dottorato negli Stati Uniti e che sono rimasti lì ottenendo una cattedra in geotecnica ed in elettronica/fibre/trasmissione dati. Si tratta di persone dotate di uno schema logico di apprendimento fuori dalla media. Li invidiavo in parte, ma soprattutto non sono mai riuscito a capire quale fosse il metodo di studio o l'approccio alla materia, incomprensibile per me.
Fine ultimo della tecnica ingegneristica è quello di avere le competenze e le capacità intellettive per creare nuove norme e metodi, non per applicare quelli esistenti. Per questo volevo che fosse ben inquadrata la questione.
Se, differentemente, il discorso è legato al desiderio di avere un quadro in più in ufficio, con scritto " in nome... Noi conferiamo..." allora il discorso è diverso; ma purtroppo non varia il carico di lavoro e/o l'impegno richiesti. Cambiano le motivazione. Ma come diceva una nota industria sportiva, nulla è impossibile o qualcosa del tipo Just do it.
In bocca al lupo per tutto.
Buon lavoro e buono studio.

Giulio Passarini
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[7] Re: Ingegnere elettrico

Messaggioda Foto Utentesebago » 2 mag 2012, 16:12

giuliomega ha scritto: Si tratta di due ingegneri che sono finiti a fare un dottorato negli Stati Uniti e che sono rimasti lì ottenendo una cattedra in geotecnica ed in elettronica/fibre/trasmissione dati

E ti pareva...
Uno dei tanti casi di "fuga dei cervelli".
Ma mi chiedo: se l'istruzione in Italia è messa così male come i media raccontano, come mai quando i nostri vanno fuori si fanno tanto onore? Non capisco.
Qualche nostro illustre forumista che si è stabilito all'estero (e ce n'è più di uno, mi pare) può illuminarmi?
Sebastiano
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[8] Re: Ingegnere elettrico

Messaggioda Foto Utenteguzz » 2 mag 2012, 19:14

la scuola italiana è buona, sono gli studenti (non tutti) che non hanno voglia di imparare e mettere le cose in testa a forza è impossibile.

quindi i geni li sforna tranquillamente, purtroppo c'è il vizio tutto italiano di non segare chi non sa nulla...
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[9] Re: Ingegnere elettrico

Messaggioda Foto UtenteMaurizioC » 2 mag 2012, 23:21

Io ho da poco concluso proprio un percorso come quello a cui stai pensando tu, mi sono laureato l'anno scorso in ingegneria elettrca triennale, lavorando e ho iniziato 10 anni dopo essermi diplomato.
Peraltro ci ho messo una vita, 14 anni, causa le mie limitate capacità e vari impegni di famiglia, lavoro, casa ecc.
Fattibile è fattibile tuttavia richiede un notevole impegno. Io avevo approfittato dell'apertura delle lauree triennali, prima i diplomi poi le lauree, con i corsi teledidattici del Politecnico di Torino.
Puoi trovare tutte le informazioni sul sito del Politecnico POLITO.it.
Indicativamente ti dico che gli esami sono circa 36 e sicuramente i più ostici, come ti hanno già detto, sono quelli di analisi matematica per i quali la preparazione che danno gli gli istituti tecnici è sicuramente scarsa.
A parte un poderoso ripasso/studio delle materie di base, fisica, chimica, elettrotecnica e della matematica che si può svolgere in gran parte per proprio conto, comunque consiglio vivamente di seguire le lezioni, perché il programma degli esami è molto vasto e solo seguendo si riesce ad arrivare velocemente al nocciolo veramente importante per il superamente dell'esame oltre al fatto che seguendo le lezioni si possono avere spiegazioni, materiale extra, fare esercitazioni con il docente e si è costretti a seguire un programma.
Al Politecnico di Torino c'erano delle ottime lezioni serali, i cosidetti tutorati, tenuti da assistenti molto preparati e disponibili. Comunque bisogna verificare attentamente sui siti dell'università che si vuole scegliere qual è l'offerta formativa, soprattutto alla luce dei recenti tagli che hanno colpito molto pesantemente.
Per la mia esperienza per fare un percorso come questo, senza incorrere in esaurimenti nervosi, occorre un lavoro che non ti occupi troppo, meglio se part-time, e non avere problemi di famiglia; per dire la maggior parte dei miei compagni di corso lavorava in enel o in aziende pubbliche.
Se posso darti un consiglio comunque è di pensarci bene alla luce delle prospettive che uno può avere e delle risorse di tempo e di concentrazione che può dedicare, perché il percorso è impegnativo, vuole dire almeno 4-5 anni dedicati totalmente allo studio e una volta iniziato smettere può essere doloroso.
In bocca al lupo, nel caso!
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[10] Re: Ingegnere elettrico

Messaggioda Foto Utentedetesco » 3 mag 2012, 11:15

guzz ha scritto:la scuola italiana è buona, sono gli studenti (non tutti) che non hanno voglia di imparare e mettere le cose in testa a forza è impossibile.


quoto a parte lo studio delle lingue straniere, per il resto ce li mangiamo...
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