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Come mettersi in proprio con i microcontrollori?

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[31] Re: Come mettersi in proprio con i microcontrollori?

Messaggioda Foto Utenteadmin » 22 set 2012, 11:35

solderman ha scritto:Scusa la lungaggine e se in alcuni punti ho divagato un attimino :-?

Mi è piaciuto il tuo intervento.
E' una fotografia realistica di ciò che aspetta chi inizia un'attività.
Mette in evidenza che si parla tanto che i giovani devono avere iniziativa, ma quello che si scopre è che un giovane che ha iniziativa non trova facilitazioni, ma solo ostacoli da superare a fatica. Chiaro che se ha determinazione e fiducia in sé ce la fa, però qualche attenzione in più ci dovrebbe essere.
Certo, poi le attenzioni sono sfruttate dai furbi che non hanno bisogno di averle, e magari inducono alla costruzione di nuovi ostacoli per chi meriterebbe invece venissero tolti.
L'amministrazione pubblica dovrebbe essere molto più attenta a riconoscere la serietà di chi inizia un lavoro, ma trova più facile lasciare che si arrangi.

Ad ogni modo, quello che volevo era suggerirti di fare, del tuo intervento, un articolo per il tuo blog.
Penso ti basti ricopiarlo e se vuoi aggiunervi altri particolari, arricchirlo con immagini od altro, lo puoi fare. Resterà più visibile e potrà essere utile per tutti i giovani che vogliono iniziare seriamente un'attività ;-)
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[32] Re: Come mettersi in proprio con i microcontrollori?

Messaggioda Foto UtenteOrso71 » 22 set 2012, 11:47

Io ho rinunciato dopo che il commercialista mi ha fatto vedere cosa succede con gli studi di settore. Sono l'ostacolo maggiore all'apertura di una attività in proprio. Di fatto, se non si guadagna abbastanza, lo stato decide per te quanto hai guadagnato basandosi sulla media nazionale. Se sei sotto, e il limite è altissimo e quindi lo sei di sicuro, devi dimostrare tu di non essere fuorilegge e aver venduto senza fattura. Altrimenti devi pagare tasse e contributi sul reddito presunto stabilito da loro. Per poter dimostrare che sei in regola ti devi avvalere di un professionista che paghi comunque tu anche se dimostri di aver ragione. Sembra assurdo, ma è vero.
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[33] Re: Come mettersi in proprio con i microcontrollori?

Messaggioda Foto UtenteTardoFreak » 22 set 2012, 12:46

C' è anche da dire però che il primo anno puoi anche non guadagnare, ti lasciano in pace.
Il secondo anno puoi anche non guadagnare quanto indicato dagli studi di settore ma il terzo anno devi entrarci per forza altrimenti sono ... volatili per diabetici. :(

E poi dicono che in idaglia non c'è lavoro. ||O
"La follia sta nel fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi".
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[34] Re: Come mettersi in proprio con i microcontrollori?

Messaggioda Foto UtenteOrso71 » 22 set 2012, 14:30

Abbiamo pagato una tassa per entrare in Europa, sperando di avere regole comuni. Invece siamo l'unico paese con gli studi di settore. Una cosa indegna che rende impossibile competere con i nostri colleghi del resto d'Europa. Uguali di nome, ma differenti di fatto. Esiste anche una nuova norma che fa diventare un incubo ancora più grande pensare di fare l'imprenditore: se una attività chiude in passivo per tre anni consecutivi viene considerata società di comodo e sanzionata in modo pazzesco. In pratica, se non siamo redditizi per lo stato, allora finisce lui la mattanza, prendendo tutto quel che resta pur di far cassa.
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[35] Re: Come mettersi in proprio con i microcontrollori?

Messaggioda Foto Utentesolderman » 22 set 2012, 17:41

GuidoB ha scritto:
....Grazie per tutti i consigli di cui faccio tesoro, e per il tempo che mi hai dedicato.
Spero di poter ricambiare prima o poi! O_uu_O O_/


Di nulla.

In bocca al lupo :ok:
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[36] Re: Come mettersi in proprio con i microcontrollori?

Messaggioda Foto Utentemir » 23 set 2012, 8:11

solderman ha scritto:Ciao,
ogni tanto vado a vedere la parte "bassa" del forum, e a volte si trovano cose interessanti.... questa discussione mi interessa e se vuoi posso darti qualche consiglio.
.....
Innanzitutto sappi che cambia tutto ...
TASSE ....
SPESE.....
RICERCA CLIENTI...
FARSI PAGARE....
MONTAGGI E CE...
GESTIONE....

PER CONCLUDERE..
Scusa la lungaggine e se in alcuni punti ho divagato un attimino :-?
Ciao.


lungaggine..? Foto Utentesolderman ma questo è materiale da articolo ...cosa aspetti... =D>
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[37] Re: Come mettersi in proprio con i microcontrollori?

Messaggioda Foto UtenteAOX » 23 set 2012, 9:06

Capisco le tue domande GuidoB perché in parte me le sono fatte anche io tempo fa. Ho fatto 3 anni da dipendente e poi non ho resistito dal mettermi in proprio nel '91. Per me la situazione era migliore perché ancora avevo i genitori che mi supportavano in tutto e non avevo ne famiglia ne figli. L'entusiasmo era tanto ma le difficoltà, che ti sono già state elencate in buona parte, sono subito arrivate a palla e ce ne vuole di entusiasmo per superarle (anzi non si superano mai perché aumentano sempre e bisogna conviverci). Per una buona fetta del tempo seguente ho fatto progetti hardware e software un po' per quello e un po' per quell'altro ma è dura pensare di campare con i progetti perché portano via tanto tempo ed è molto difficile far digerire le cifre che ne risultano fuori. Io nel mio caso specifico ho avuto un buon miglioramento della situazione quando ho iniziato a dire qualche no in più. In particolare a quelli che vogliono coinvolgerti nelle loro invenzioni galattiche pensando così di farti fare un sacco di lavoro quasi gratis. Ricordati che le invenzioni galattiche raramente portano ad un utile. E' il mercato che comanda sempre. Poi il vero salto di qualità (circa nel '97 quindi dopo ben 6 anni) è venuto cominciando a percepire royalties sulla programmazione di micro e con partecipazione ai proventi di produzione. In ogni caso sempre e solo su cose molto concrete e reali con già il mercato. A quel punto mi ero come creato una base che mi permetteva di dedicarmi anche a cose che mi piaceva fare e studiare. Il mio legame comunque con la produzione "altrui" è quindi stato sempre molto forte perché dove c'è produzione per qualcuno è molto più facile trarre profitti anche per se stessi. Poi da un po' di anni mi sono messo anche a realizzare direttamente, o farle realizzare, delle mie cose, ma sempre guardardo bene se esiste almeno una nicchia di mercato. Spero di non averti confuso ma se hai bisogno di qualche cosa, anche materiale, sono dallo tua parte. Ricordati non ti impelagare per lunghi mesi su un progetto se non hai almeno una idea di come venderlo o a chi venderlo. Conta solo il mercato perché sono gli altri che possono darti i soldi, tu da solo li puoi solo spendere.
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[38] Re: Come mettersi in proprio con i microcontrollori?

Messaggioda Foto UtenteGuidoB » 24 set 2012, 0:35

Grazie Foto UtenteAOX, continuo a rileggere la tua risposta e trovo tutto molto sensato :ok:. Ti ringrazio tantissimo per la disponibilità: ho un po' di domande per te ma le devo organizzare... mi rifarò vivo presto.
Intanto sto guardando il sito che hai nella biografia: complimenti per i tuoi prodotti e l'ottima presentazione!

O_/
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[39] Re: Come mettersi in proprio con i microcontrollori?

Messaggioda Foto UtenteTardoFreak » 24 set 2012, 9:58

AOX ha scritto:... è dura pensare di campare con i progetti perché portano via tanto tempo ed è molto difficile far digerire le cifre che ne risultano fuori. ...

Visto che questa discussione sta diventando una specie di "guida galattica per lavoratori in proprio" vorrei spendere due parole su come valutare il costo di un lavoro evidenziando alcuni punti.
Costo orario.
La prima cosa che bisogna stabilire, o meglio calcolare, è il costo orario cioè quanto è necessario incassare per ogni ora di lavoro. Si può partire definendo una retribuzione base, faccio un esempio. Supponiamo che si stabilisca che bisogna guadagnare puliti 1500 euro al mese, uno stipendio normale. Questo vuol dire che bisogna considerare 13 mensilità complete il che significa 19500 euro annui puliti. Fra spese fisse, contributi e tasse questa cifra diventa il doppio, cioè 39000 euro annui. Considerando 49 settimane di lavoro annue viene fuori che bisogna fatturare 796 euro alla settimana che corrispondono (sempre prendendo come esempio un lavoro dipendente da 1550 euro puliti per 40 ore a settimana) a 20 euro all' ora circa. A questi bsigona aggiungere affitto dei locali, energia elettrica, riscaldamento, ammortamento delle attrezzature, interessi passivi e tutto il resto. Ma per l' esempio teniamo buona questa cifra.
Questo sempre che si lavorino e si fatturino tutte le ore impiegate ma quando si cerca il lavoro, quando si scrivono le offerte, quando si fa tutto quello che non è lavoro il costo orario rimane. E' necessario quindi moltiplicare il costo per una fattore correttivo. Tutto questo semplicemente per guadagnare come un dipendente.
Tempo di svolgimento.
Quando si sviluppano progetti succede una cosa particolare. Arrivati a metà del tempo si ha già fatto circa il 90% del lavoro. Il restante 10% porta via lo stesso tempo. Questa è una di quelle fregature in cui si incappa agli inizi, quello di sbagliare a valutare il tempo totale.
Il costo da far digerire.
Supponiamo ora di dover sviluppare un progetto e che si calcoli, utilizzando gli accorgimenti sopra esposti, un tempo di 8 settimane per la sua realizzazione, esempio semplice perché ci sono progetti che portano via anche una anno di lavoro. La cifra da richiedere, solo di lavoro e quindi escludendo costi vivi di prototipazione, attrezzature specifiche da acquistare e compagnia cantante, è di 6368 euro che al cliente sembrerà un' enormità ma che saranno sufficienti solo per vivere, di sicuro non per farsi i soldi. [-X
Evitare clienti del tipo:
- "Dovrei fare questo lavoro, un lavoro semplice". Il lavoro non è mai semplice e chi esordisce in questo modo solitamente non vorrà pagare la cifra richiesta.
- "Non m' interessa che sia tutto perfetto, mi basta che sia bene impostato e poi ci penso io". Falso! Alla fine il cliente vuole (giustamente) tutto il lavoro fatto, completamente finito e funzionante al 100%.
- "Ma come? Ma possibile che costi così tanto?". Evitare perché è evidente che il potenziale cliente non ha la più pallida idea di quanto costino i lavori. Difficilmente pagherà.
Gli imprevisti e le spese accessorie.
Nel calcolo dei costi è anche necessario infilarci dentro:
- Tempo per la definizione del lavoro e delle specifiche. Sono ore, molte volte tantissime ore che è necessario considerare.
- Documentazione. Molto tempo verrà impiegato per la stesura della documentazione perché senza di questa un lavoro diventa inutile.
- Trasferimenti. Spostarsi costa tempo e denaro e quei soldi devono saltare fuori da qualche parte.
- Imprevisti. Capitano sempre ed hanno come risultato quello di allungare il tempo ed aumentare i costi. Questo vuol dire che bisogna moltiplicare il costo per un fattore correttivo che però non è determinabile a priori ma viene scoperto a proprie spese con l' esperienza.
- Garanzia. Una volta finito il lavoro non pensare di non avere più a che fare con il cliente. Questo chiamerà, vorrò sapere cose che non ha capito, si accorgerà che c' è magari qualche piccolo malfunzionamento o avrà perso la documentazione o qualche cosa d' altro. Altro tempo che si va ad aggiungere.

Tutto questo per semplicemente per guadagnare uno stipendio normale, i 1500 euro puliti (che poi sono di meno per via dei costi che ho volutamente tralasciato) che ho menzionato prima ma ricordandosi che se ci si fa male o se ci sono problemi nessuno ci darà dei soldi.
Dopo il primo anno ricordarsi anche che le tasse devono essere pagate in anticipo e lo stato vuole i soldi punto e basta.

Sicuramente ho detto cose banali e conosciute ma sono cose serie da tenere a mente, il lavoro è una cosa seria, la vita è una cosa seria, mangiare e bere sono una cosa seria.
"La follia sta nel fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi".
"Parla soltanto quando sei sicuro che quello che dirai è più bello del silenzio".
Rispondere è cortesia, ma lasciare l'ultima parola ai cretini è arte.
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[40] Re: Come mettersi in proprio con i microcontrollori?

Messaggioda Foto Utentemir » 24 set 2012, 16:17

TardoFreak ha scritto:"guida galattica per lavoratori in proprio" vorrei spendere due parole ..

Foto UtenteTardoFreak and Foto Utentesolderman un binomio eccezionale per la realizzazione di un articolo altrettanto eccezionale ed utile .... ma cosa aspettate ...
"guida galattica per lavoratori in proprio"
.. :ok:
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