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Complesso trifase

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[11] Re: Complesso trifase

Messaggioda Foto Utentegiuliomega » 4 ott 2012, 20:35

300 kW una scuola ? ...
Cioè forse volevi dire un complesso universitario tipo lettere, economia, etc.
Quali specifiche hai sui carichi o come direbbe il tuo prof di scienza delle costruzioni i vincoli ?
Vada per i monofase delle prese e delle luci, e fin qui sarebbe un impianto qualsiasi. Ma hai una mensa? Unità di trattamento aria? Che ne so, laboratori o impianti antincendio?
E che distanze ci sono in gioco? Immagino tu abbia una planimetria.

Giulio Passarini
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[12] Re: Complesso trifase

Messaggioda Foto Utenteguzz » 4 ott 2012, 22:30

perché dovrebbe essere strano 300 kW per una scuola?

metti che sia un istituto professionale o tecnico con una quindicina di condizionatori per gli uffici, laboratori con 20/30 torni, altrettante saldatrici, una o due macchine a controllo numerico, l'impianto di illuminazione, 7/8 laboratori con ciascuno una 30ina di PC, non credo che si sia molto lontani da quella potenza.

e la scuola non sarebbe inverosimile, l'ITIS che frequentavo io era così...
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[13] Re: Complesso trifase

Messaggioda Foto Utentecosimo88 » 5 ott 2012, 0:05

Molto non mi pare considerando che sono 30 W/m^2, e se la dovessi solo illuminare a 500lux (valore indicativo)mi servirebbero 20W/m^2, poi aggiungendo prese da 10 e 16 A(di elvato numkero per laboratori con PC) monofasi e trifasi(per motori asincroni e sincroni), caldaia, pompe antincendio, palestra illuminazione perimetrale ecc..
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[14] Re: Complesso trifase

Messaggioda Foto UtenteMASSIMO-G » 5 ott 2012, 7:42

In genere il trafo viene messo accanto al quadro generale, per questo motivo dicevo che la caduta di tensione è trascurabile, il tratto di pochi metri tra il trafo e il quadro bt darà una caduta di tensione insignificante. E’ sicuramente piu agevole portare a distanza una potenza rilevante in media tensione piuttosto che in bassa senza ricorrere a dimensionamenti enormi delle condutture. Comunque questo dipende dalla planimetria del luogo. Se si riesce ad avere l’arrivo del distributore nel punto previsto bene, altrimenti si ricorre a una cabina di ricezione conforme alla CEI 0-16 che alimenta una cabina di trasformazione nel luogo dove sono posizionati i trasformatori. Nella seconda cabina si possono prevedere solo organi di sezionamento oppure dei sezionatori fusibilati che sono comunque apparecchiature di basso costo rispetto all’interruttore con annessi e connessi in ricezione. In questa configurazione i fusibili proteggeranno il trafo dai corti circuiti primari e da quelli al secondario (intervenendo in questo caso entro due secondi che è la tenuta del trafo ai cortocircuiti secondari). In cabina di ricezione saranno impostate invece le tarature delle protezioni richieste dal distributore. L’alimentazione del quadro bt potrà avvenire con blindosbarra oppure con cavi. In entrambi i casi come dicevo , visti i pochi metri tra trafo e quadro bt , la caduta di tensione sarà praticamente nulla. Sul quadro bt o sulla cella mt accanto al trafo ci saranno i vari organi di protezione del trafo (centralina termometrica o relè cartellini per buchholz e termometro), il rifasamento fisso del trafo e tutto quello che occorre. Dal quadro partiranno le varie linee alle utenze previste protette da opportuni interruttori .
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[15] Re: Complesso trifase

Messaggioda Foto Utentegiuliomega » 5 ott 2012, 18:47

E fin lì diamolo per buono. Ma mi sembra tirato a sentimento, nel senso: devi tirare giù un progetto? Bene, avrai altre specifiche. Dovrai progettare dei quadri, o il tuo compito finisce col dimensionamento della cabina di trasformazione e col tracciare qualche dorsale? Non mi pare una questione marginale, ho letto l'ipotesi avanzata inizialmente di dividere l'alimentazione con una fase per piano. Quindi mi chiedo, cosa pensi di avere per ciascun piano?
Io non ho fatto l'Istituto tecnico, ma il liceo scientifico e poi la facoltà di ingegneria, per cui mi permettevo di chiedere ulteriori informazioni in quanto mi sembra che il tuo esercizio sia carente di dati e mi lascia perplesso il fatto che un docente affidi un progetto per una potenza pari a 300 kW, lasciando poi libera fantasia su tutto il resto. Questo vorrebbe dire che in una classe di 50 allievi dovrei correggere 50 compiti diversi. Non mi è mai capitato, sia quando ero alunno che quando ero assistente agli esami.
Cerco di portare esempi concreti circa le mie perplessità.
Sulla parte clima così a titolo d'esempio ho progettato circa un mese addietro un impianto con PdC e ventilconvettori, per nuovi uffici di 300 mq. Impianto aermec ANL050 da 10 A di picco con alimentazione 400 V, riscaldamento e raffrescamento. Quanta potenza è prevista per la climatizzazione? E se il riscaldamento fosse con caldaia?
Aggiungo: 7/8 aule con 30 PC, ammessa anche come ipotesi, dovrebbero funzionare tutti simultaneamente? Esiste un dato sulla contemporaneità e l'utilizzo o puntiamo direttamente ad 1, da cui verrebbe fuori un progetto privo della minima aderenza alla realtà e tra l'altro fuori dalle leggi base di qualsiasi corso di progettazione di impianti? Dove sta scritto che tutte le scuole abbiano impianto idranti? Ammesso e non concesso, con 6 kW monofase pensi di non coprire 4 idranti?
tutto questo per dire che senza una planimetria e qualche dato in più, ciascuno ti può rispondere a sentimento, un esercizio di questo genere lascia il tempo che trova, ripeto che a parte il problema cabina, di fatto finisce lì il calcolo.

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[16] Re: Complesso trifase

Messaggioda Foto Utenteguzz » 5 ott 2012, 23:36

Foto Utentegiuliomega, rispondevi a me o all'autore?
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[17] Re: Complesso trifase

Messaggioda Foto Utentecosimo88 » 7 ott 2012, 10:08

Innanzitutto grazie per l'interesse, per me non può che essere un piacere interagire con voi, in particolare io possiedo una planimetria reale della struttura, per quanto riguarda il raffreddamento non ho previsto nulla essendo un itis per cui di uso prettamente invernale, ho previsto invece un impianto di riscaldamento attraverso caldaia e fancoil, i progetto che sto svolgendo riguarda il completo impianto elettrico...chiedendo al prof mi ha sconsigliato di inserire il trasf nella struttura in quanto secondo le norme è un locare che deve essere direttamente accessibile all'enel per cui ho deciso di inserirlo a circa 30m essendo lo spazio prima disponibile, il problema pero risulta essere la sezione dei cavi che con il metodo della cdt risulta essere eccessivo,per cui vorrei prevedere piu corde. A tal proposito dalla tabella relativa a cavi tripolari essi sono costituiti ognuno da tre corde??? oppure è un unico cavo con le tre fasi?? la sezione da tabelle e quella relativa a ciascuna corda oppure a tutti e tre??
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[18] Re: Complesso trifase

Messaggioda Foto Utenteattilio » 7 ott 2012, 10:16

Un cavo tripolare è formato da una guaina esterna e da tre conduttori singolarmente isolati al suo interno.
la sezione da tabelle e quella relativa a ciascuna corda oppure a tutti e tre??

Ad ogni singola corda.
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[19] Re: Complesso trifase

Messaggioda Foto UtentePierluigi2002 » 7 ott 2012, 10:37

Cosimo 88 ha scritto:
Grazie per la tempestiva risposta:), io studio ing elettrica ed questo progetto e per un esame di progettazione...un'ultima cosa, essendo costituita da tre piani mi converrebbe portare la trifase su ogni piano anche se non ho bisogno di alimentare carichi trifase? utilizzare una fase per piano?

:oops:
Cosimo 88 ha scritto:
A tal proposito dalla tabella relativa a cavi tripolari essi sono costituiti ognuno da tre corde??? oppure è un unico cavo con le tre fasi?? la sezione da tabelle e quella relativa a ciascuna corda oppure a tutti e tre??

:oops: :oops:
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[20] Re: Complesso trifase

Messaggioda Foto Utentecosimo88 » 7 ott 2012, 11:47

giuliomega ha scritto:E fin lì diamolo per buono. Ma mi sembra tirato a sentimento, nel senso: devi tirare giù un progetto? Bene, avrai altre specifiche. Dovrai progettare dei quadri, o il tuo compito finisce col dimensionamento della cabina di trasformazione e col tracciare qualche dorsale? Non mi pare una questione marginale, ho letto l'ipotesi avanzata inizialmente di dividere l'alimentazione con una fase per piano. Quindi mi chiedo, cosa pensi di avere per ciascun piano?


Il mio dubbio stava nel poter alimentare ciascun piano con una fase in quanto i carichi totali dei piani sono simili e nn vi sono carichi trifase comunque ho ben capito l'errore ...

Io non ho fatto l'Istituto tecnico, ma il liceo scientifico e poi la facoltà di ingegneria, per cui mi permettevo di chiedere ulteriori informazioni in quanto mi sembra che il tuo esercizio sia carente di dati e mi lascia perplesso il fatto che un docente affidi un progetto per una potenza pari a 300 kW, lasciando poi libera fantasia su tutto il resto. Questo vorrebbe dire che in una classe di 50 allievi dovrei correggere 50 compiti diversi. Non mi è mai capitato, sia quando ero alunno che quando ero assistente agli esami.


Per quanto riguarda le specifiche tecniche da adottare per il progetto mi sto riferendo sempre alle norme cei...

Sulla parte clima così a titolo d'esempio ho progettato circa un mese addietro un impianto con PdC e ventilconvettori, per nuovi uffici di 300 mq. Impianto aermec ANL050 da 10 A di picco con alimentazione 400 V, riscaldamento e raffrescamento. Quanta potenza è prevista per la climatizzazione? E se il riscaldamento fosse con caldaia?


Per il riscaldamento ho proceduto calcolando i metri cubi del complesso e quindi i kW di potenza termica che ne mio caso sono di 600 kW circa 527000kcal/h.

Aggiungo: 7/8 aule con 30 PC, ammessa anche come ipotesi, dovrebbero funzionare tutti simultaneamente? Esiste un dato sulla contemporaneità e l'utilizzo o puntiamo direttamente ad 1, da cui verrebbe fuori un progetto privo della minima aderenza alla realtà e tra l'altro fuori dalle leggi base di qualsiasi corso di progettazione di impianti?


iI coefficienti di utilizzazione e contemporaneità sono stati considerati sia per la linea prese (0,2) ecc.. ke luce (1 e 0,8).

Dove sta scritto che tutte le scuole abbiano impianto idranti? Ammesso e non concesso, con 6 kW monofase pensi di non coprire 4 idranti?


Quello di prevedere un impianto di idranti è scritto sul DECRETO MINISTERIALE 26 agosto 1992 dei vigili del fuoca che classifica in 5 categorie i luoghi a maggior rischio in caso d'incendio, in questa scuola sono previsti circa 1200 persone per cui di 5 categoria..

tutto questo per dire che senza una planimetria e qualche dato in più, ciascuno ti può rispondere a sentimento, un esercizio di questo genere lascia il tempo che trova, ripeto che a parte il problema cabina, di fatto finisce lì il calcolo.


mi creda mi siete stati anche senza dati in piu di grande aiuto, dati relativi a planimetria e altro nn mi sembrava necessario inserire per rispondere alle mie domande, comunque se interessato puo rivolgermene qualsiasi
Ultima modifica di Foto Utenteattilio il 8 ott 2012, 11:03, modificato 1 volta in totale.
Motivazione: Cosimo88, o impari ad usare le citazioni o chiudo la discussione, non si capiva niente!
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