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Dubbi Motore a corrente continua

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[11] Re: Dubbi Motore a corrente continua

Messaggioda Foto Utenteadmin » 14 apr 2015, 14:04

Non è uno schema fisico, è il modo in cui si rappresenta una macchina cc. In pratica ho giustificato perché si usa qul tipo di rappresentazione.
Ad ogni modo le spazzole stanno sull'asse neutro, quindi l'asse polare di eccitazione è orizzontale.
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[12] Re: Dubbi Motore a corrente continua

Messaggioda Foto Utentegill90 » 14 apr 2015, 15:18

Non riesco però a capire come avviene l'interazione tra spira di armatura e flusso di eccitazione. Io invece l'ho sempre visto in questo modo:



In cui in blu è rappresentata la parte mobile e in nero quella fissa. La spira che forma il circuito di armatura è uscente/entrante dal piano, in tal modo il campo prodotto dall'armatura (\Phi_a, perpendicolare alla spira di rotore) è in quadratura rispetto a quello prodotto dall'eccitazione (\Phi_e, fisso). Quindi in tal caso la corrente I percorre la spira dalla lamella superiore a quella inferiore (o viceversa).
Però così non riesco a spiegarmi la divisione della corrente... Se si divide in due parti come fa ad esserci interazione elettrodinamica?
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[13] Re: Dubbi Motore a corrente continua

Messaggioda Foto Utenteadmin » 14 apr 2015, 15:50

Lo schema non è una rappresentazione fisica della macchina, ma convenzionale.
Convenzionalmente le spazzole si rappresentano generalmente sull'asse neutro, anche se fisicamente si trovano sull'asse polare. Quindi i poli di eccitazione nel mio schema devono essere orizzontali, non verticali come li hai messi tu.
La rappresentazione delle due vie poi non corrisponde fisicamente ai conduttori che le compongono.
La via rappresentata non è cioè un conduttore che unisce le spazzole sul piano del disegno, ma è costituita da un numero di conduttori pari ai conduttori sotto un polo e che sono ortogonali al piano del disegno.
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[14] Re: Dubbi Motore a corrente continua

Messaggioda Foto UtenteVibia » 18 apr 2015, 14:04

Grazie per la risposta, ho chiarito i miei dubbi che ho esposto in precedenza.

Volevo esporvi un'altra incompresione che ho su due aspetti legati alla regolazione della velocità della macchina cc

Dall'equazione carattteristica elettromeccanica \omega_r = \frac{V}{k\Phi}-\frac{R_a}{(k\Phi)^2}M
Posso effettuare il controllo di velocità agendo su V o su R_a o sul flusso \Phi.
Non ho capito perché il libro di testo dice

Codice: Seleziona tutto
La regolazione di velocità per variazione della tensione di alimentazione è di tipo non
dissipativo: a parità di coppia resistente, le perdite nel rame rimangono costanti al variare
della velocità e, non modificandosi la corrente di armatura, anche le perdite addizionali
risultano invariate.


Non capisco perché le perdite nel rame rimangono costanti se prima dice che durante una variazione di tensione per effettuare una diminuzione di velocità la corrente diminuisce istantaneamente

invece quando parla della regolazione per variazione della resistenza di armatura

Codice: Seleziona tutto
Questo tipo di regolazione è di tipo dissipativo. Infatti, siccome a regime la corrente assorbita [tex]I_a[/tex] è indipendente dalla resistenza, l'aumento di [tex]R_a [/tex]a tensione di armatura costante non comporta variazioni della potenza assorbita [tex]P_in=V I_a[/tex];


Anche qui non capisco perché, anche qui, dice che il modo in cui avviene la transizione del punto di lavoro corrente, a quello relativo alla tensione della nuova velocità, è lo stesso.
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[15] Re: Dubbi Motore a corrente continua

Messaggioda Foto Utenteeddy » 18 apr 2015, 17:19

vorrei portare il mio contributo a questo interessante topic.
Visto che si è parlato di piano neutro bisogna sapere (per chi non lo sapesse), che la verifica dell'aase neutro è un momento fondamentale di un collaudo di una macchina in cc, piccola o grande che sia
Durante il collaudo in sala prove si fa ruotare la macchina almeno un quarto d'ora per far meglio adattare la superficie delle spazzole alla superficie esterna del commutatore.
Dopo questa prima fase e dopo aver diasalimentato la macchina si colle un millivolmetro analogico a zero centrale tra due bracci portaspazzole adiacenti.
A questo punto si alimenta il solo avvolgimento di eccitazione e dopo aver fatto scorrerre in esso la corrente di eccitazione nominale si stacca istantaneamente alimentazione attraverso un pulsante di stop.
Allo stacco e all'attacco dell'alimentazione sul circuito di eccitazione la lancetta del millivolmetro andrà a destra o a sinistra con una certa velocità in quanto segnerà una certa tensione
Bisognerà intervenire sulla raggiera portaspazzole, ruotandola verso destra o verso sinistra, sino a quando il millivoltmetro segnerà un valore il più basso possibile (tendente a zero).
E' importante sottolineare infine che un posizionamento dell'asse neutro non a "zero" può portare, a seconda dell'importanza, fenomeni di stintillio anche molto forti che potrebbero danneggiare seriamente il commutatore e anche altre parti della stessa.
Mi è capitato si effettuare regolazioni dell'asse neutro su motori di lamonatoi anche di 5000Hp dove al mio arrivo vi erano vere e proprie sfiammate.
Sto parlando di motori con un centinaio di spazzole di circa 100 ton :mrgreen:
Spero di aver portato un contributo pratico utile ad una discussione teorico/tecnica impeccabile.
complimenti a tutti
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[16] Re: Dubbi Motore a corrente continua

Messaggioda Foto Utentegill90 » 18 apr 2015, 17:29

Cerca però di indicare cosa rappresentano per te le varie lettere, si fa il doppio della fatica senò.
Immagino che per te M rappresenti la coppia, giusto?
Credo che le dichiarazioni sulla velocità e relative perdite nel rame sia relativa alle condizioni a regime, non ai transitori. Le equazioni disaccoppiate sono

\begin{cases}
V_a=R_ai_a+k_e\Phi \omega_r \\
M=k_e\Phi i_a
\end{cases}

Dove il pedice specifica se si tratta di grandezze di armatura (_a) od eccitazione (_e).
Questo significa che, se la coppia di carico non varia, anche la corrente sarà la stessa. Ciò che varia è invece la tensione, che determina a sua volta una variazione di velocità angolare. Ovvio che durante i transitori la coppia varierà (in fase di accelerazione o decelerazione), ma le perdite nel rame generalmente hanno influenza in condizioni di lavoro a regime prolungato, per questo è importante minimizzarle il più possibile.

DIscorso analogo per il caso di regolazione di R_a: se la coppia resistente è uguale, allora i_a sarà, a regime, la stessa. Però stavolta variando R_a influisci direttamente sulla potenza disspiata nel rame P_r=Ri_a^2, che non è più costante perché dipende da R_a che è un tuo parametro di variazione! Questo non avveniva nel caso precedente (regolazione della tensione), in cui tanto R_a quanto i_a rimanevano costanti.
Ma questi discorsi valgono sempre a regime.
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